Di Ciccio lo Stornellatore, ovvero la legge del dibbbattito

Prendi il direttore responsabile di un media di una qualche rilevanza (tv, giornale, testata online, rubrica etc) e mettilo davanti ad un tema di rilievo, sul quale sembrano confrontarsi due tesi A e B. talkshowLui vuole trattarlo e pensa di invitare due esponenti, uno per ogni tesi. Immaginiamo che la tesi A sia ormai considerata dagli esperti del tema priva di ogni fondamento, e quindi i suoi fautori abbiano ormai pochi e generici argomenti a sostegno, sufficienti per dieci minuti di discorso (o mezza pagina di articolo), mentre il fautore della tesi B, solidamente basata su prove scientifiche o comunque su dati e riscontri oggettivi, ne avrebbe per tre giorni (o per un’enciclopedia). Se è onesto (intellettualmente onesto, innanzitutto) il direttore dovrebbe studiarsi l’argomento ed arrivare da sè alla conclusione: sarà mica che ha ragione B? Ma lasciamo perdere la ragione e andiamo avanti. Ora, se i suoi padroni (o il suo gruppo di riferimento culturale, o la presunta maggioranza dei suoi lettori) sono fautori della tesi B, il direttore è a posto. A ha torto, lui pubblica B e cammina impettito, fiero di avere contribuito alla libertà di stampa e alla cultura dei suoi lettori. Ma se, per qualche umanissima e terrenissima ragione, i suoi gruppi di riferimento preferiscono A, anzi, vogliono A, anzi, vivono e prosperano grazie al fatto che A è la tesi prevalente, lui come fa? I più ignorano del tutto la tesi B, fanno carriera e se ne fottono dell’onestà. Quelli, invece, che vogliono distinguersi e sembrare dei veri giornalisti, non allineati col “sistema” pubblicano prevalentemente la tesi A, ma siccome vogliono dire in giro che sono aperti a tutte le voci, riservano alla tesi B giusto lo spazio che un esponente di A sia in grado di reggere in termini di confronto.

Se A regge mezza pagina, lui concede anche a B lo spazio di mezza pagina: peccato che, mentre A in mezza pagina dice tutto quello che ha da dire, B esprime solo una piccola parte delle sue argomentazioni. Se l’esponente di A non tiene più di cinque minuti di dibattito, ecco che anche l’esponente di B non potrà parlare più di cinque minuti. E dall’esterno i due sembreranno simili, secondo la nota legge del dibattito.

danteE’ come se nel trecento avessero organizzato una gara di poesia tra Ciccio lo Stornellatore e Dante, con il tema “componimento di tre terzine a rima baciata su inferno, purgatorio e paradiso”. Su tre cantiche non ci sarebbe partita, ma su tre terzine, lo Stornellatore, opportunamente imbeccato ed incoraggiato da apposito pubblico (pagato, non pagante), se la sarebbe giocata, eccome.

Ed eccovi servito il dibbbattito in salsa Talk Show. Buona visione.

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