Gr2 RAI: piccola esegesi di un notiziario ai tempi dello spin

I grandi fratelli di tutti il mondo non andrebbero molto lontano se non potessero contare su un esercito di uomini disposti a ingannare tutti gli altri attraverso la manipolazione (più o meno consapevole) delle informazioni.

Sociologi e studiosi di molti paesi hanno ampiamente codificato le tecniche che, dal nazismo al Minculpop fino al giorno d’oggi, vengono usate per manipolare l’opinione pubblica. Uno dei sunti più efficaci è il famoso decalogo di Goebbels, decalogo-goebbelsal quale c’è poco da aggiungere, sul piano concettuale.

Io per motivi banali, ma intuibili, ascolto da anni sempre lo stesso notiziario, ed è il GR2 RAI delle sette e trenta.
Senza alcuna pretesa scientifica vi propongo, qui nel seguito, una esegesi del suo format derivata semplicemente dall’osservazione costante del fenomeno.
  1. Durata. È di palese evidenza a chiunque non abbia iniziato ieri ad ascoltare la radio che i notiziari oggi durano pochissimo. Un tempo i GR principali (compreso quello delle sette e trenta) duravano mezz’ora, oggi raggiungono a malapena i dieci minuti.gr2 Il “Ruggito del Coniglio”, storica trasmissione di radio due con inizio al suo storico orario delle otto, da qualche anno ha dovuto inventarsi un “prologo” per tappare quei dieci minuti di buco che non si riusciva proprio a riempire con la pubblicità. E se non vendono la pubblicità? Vai con la musichetta. A che pro? È la legge di Ciccio lo stornellatore (): quando il tuo mestiere è divulgare cose senza senso, meno approfondisci meglio è. Se sei un tolemaico al tempo dei telescopi, come puoi argomentare che il sole gira intorno alla terra? Allora non argomentare, parla per slogan e non dovrai spiegare nulla. Tradotto ad usum giornalistii : non spiegare le cose più dello stretto necessario, anzi, più fai parlare loro e meglio è (vedi punto successivo);
  2. Meno fatti, più dichiarazioni. Il GR oggi non inizia più con una sigla, ma con una registrazione di qualcuno (spesso Renzi, ma può essere anche un ministro, il sindaco di Roma, Barack Obama, un giorno hanno iniziato perfino con una dichiarazione di Alfano) che spara una sentenza sul tema del giorno. E il tema del giorno non è quasi mai un fatto, ma quasi sempre una dichiarazione, un’intenzione, un commento; quando va bene è un dato a caso preso da un ente qualunque (meglio se l’Istat, oppure l’OCSE) accuratamente selezionato tra i mille di segno contrario ed adeguatamente distorto;
  3. Se proprio devi, senti il più forte: quando ci si imbatte in un fatto che proprio non puoi fare a meno di raccontare, fallo raccontare al capo. Ecco perchè quando devono parlare dei combattimenti in Siria, il servizio lo prepara nientemeno che l’inviata da… New York, Giovanna Botteri che cita addirittura come fonte i servizi della CNN; altro che giornalisti “embedded”… quelli almeno sul teatro di guerra ci andavano;
  4. Il tempo stringe, quindi spazio alle marchette: logica direbbe che, quando la risorsa tempo è scarsa, bisogna farne un uso oculato, ma al GR2 la pensano diversamente. Se il tempo stringe, puoi rinunciare alle notizie, ma non alle marchette. E allora, spazio ad una serie di dettagliati servizi sull’imperdibile Festival del cinema di Roma, con larga ripetizione di critiche estasiate sul film che parla di due lesbiche, tanto per rafforzare il frame pro-gender. Otto lunghi giorni con il 20% del GR dedicato al Festival; e, una volta finito il Festival, via con le altre marchette: ieri un bel due minuti su un incontro di Mattarella con un qualche gruppo di studenti che faceva volontariato aiutando dei migranti (e vai con l’altro frame sui migrantichescappanodallaguerra); che ne farà dieci al giorno di incontri così, a raccontarli tutti ci vorrebbe un GR di due ore, ma questo, sì che era importante…
  5. E se proprio non sai cosa dire, vai con l’effetto allodola: quando gli argomenti dei tre tipi precedenti scarseggiano e ancora non vuoi parlare di cose serie, ecco apparire i servizi allodola, ovvero quelli che fanno da specchietto per le allodole. Un bel servizio sulla povera bambina che, positiva all’HIV, non viene ammessa a scuola; con tutto il rispetto per il dramma del singolo, non certo un argomento che riguardi una massa di altre persone. Il classico tema “cosmetico” che tanto piace ai piddini. Oppure lunghe dissertazioni sulle trascrizioni dei matrimoni gay contratti all’estero, e la cosmesi è completa;
  6. E dopo tutto questo ponderoso, incedere… vai con lo sport, con tanto di sigla e pubblicità in mezzo, così tiriamo le 7.50 come niente e ci sentiamo domani….

Dura la vita dei sarti, quando il re gira nudo.

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