Le banche e l’orrore: Italy = Greece 2.0 (parte1)

Quando avevo codificato il Grandismo, avevo promesso che avrei parlato delle banche, cioè di uno dei settori dove il postulato del “grande è bello” è più potentemente radicato a tutti i livelli (pur non essendoci evidenze nè scientifiche nè empiriche in merito, lo pensano perfino nelle banche piccole, chiaro esempio di stordimento culturale ai massimi livelli) . Ma gli eventi e la ricerca successiva a quella promessa mi ha portato in un luogo diverso, dove il Grandismo è sì un problema, ma dove,  in realtà, allargando lo sguardo com’era, del resto. nelle intenzioni di questo blog fin dall’inizio, si vede qualcosa di molto, ma molto più inquietante.
È più ci riflettevo, più studiavo e più il disegno si faceva inquietante e si completava e si allargava, e alla fine, ne è venuto fuori una specie di mini saggio. Non so ancora se saranno tre o quattro puntate, dipenderà dalla mia capacità di sintesi e dalla pazienza di chi legge.
La tesi di fondo è che sia in corso una manovra in gran parte coordinata di attacco all’Italia che userà le banche come strumento ed arma, prima per requisire quei risparmi che hanno sempre fatto invidia a molti, e poi, dopo averle acquisite per quattro soldi passandole in mani straniere, per trascinare il paese nelle braccia della Troika, in una riedizione del disastro in corso in Grecia, ma su scala ben maggiore.
La prima puntata vuole unire i puntini delle azioni convergenti che i legislatori ed i controllori delle banche stanno ponendo in essere per ottenere il loro primo scopo che può essere brutalmente riassunto nel disegno centrale dell’inq cycle, ovvero far diventare loro quello che prima era nostro. Rispetto ad allora (era dicembre) ci sono stati degli sviluppi, ed il quadro si è arricchito di nuovi elementi che hanno sempre più confermato la correttezza dello schema.
PARTE PRIMA: I VOLONTEROSI CARNEFICI

Con la fine (definitiva?) della crescita come motore dell’arricchimento, le classi dominanti hanno spostato il fulcro della loro azione drenante dal terreno dello sviluppo economico, (condannato alla fine dall’inesorabile legge dei rendimenti decrescenti, dalla progressiva fine delle varie bolle finanziarie e, per chi sta nell’Euro, dalle insensate politiche di austerità) a quello dell’appropriazione delle risorse altrui. Solo prolungati e generalizzati periodi di decrescita possono ristabilire qualche margine di sviluppo, svolgendo al rallentatore il ruolo che una volta era assegnato alle guerre, e in qualche misura sta accadendo anche questo. Ma il grosso dell’arricchimento dell’un per cento avviene e avverrà a spese delle ricchezze esistenti del restante novantanove.

Questa appropriazione sta seguendo due vie: rendere privato ciò che è pubblico, come ospedali, porti, aeroporti, asili nido (QUI un esempio per tutti: Cesano Boscone, sindaco PD, of course) e confiscare ciò che è privato, ma di proprietà altrui.

Io sostengo che, in entrambe le vie, le banche saranno il fulcro di questo processo. Loro saranno l’esattore che busserà alla nostra porta quando toccherà a noi, e lo faranno sia “in conto proprio” che per conto terzi. In primo luogo presteranno ai privatizzatori i “quattro soldi” necessari a rilevare gli asset pubblici messi a disposizione dall’inesorabile processo di riduzione del perimetro statale, ma qui vorrei parlare in particolare della strada numero due: confiscare i beni privati.

Vedo un processo in diverse fasi, molte delle quali già ampiamente in corso da mesi, tanto che tre di queste le avevo già anticipate nel disegno dell’INQ-Cycle già a dicembre (si legge partendo dal basso). ciclo di feld002-solo 2015

Nel frattempo il lavoro di demolizione è proseguito e si sono aggiunti altri strumenti; di seguito li riepilogo tutti:
  • Guerra al contante: tutti i soldi devono stare in banca. Ogni somma detenuta al di fuori del circuito bancario deve essere nota  e comunque non deve poter essere usata. La scusa? Lottare contro gli evasori e la criminalità, dicono, ma i dati dimostrano che evasione e criminalità non sono più alti nei paesi che non limitano i contanti; cito Il Pedante
Ovviamente in un'ipotetica società cashless 
gli evasori e i criminali continuerebbero a frodare il fisco 
e a muovere miliardi truccando bilanci, creando società 
di comodo e corrompendo funzionari e politici, 
esattamente come fanno oggi. 
E i ladri troverebbero altri modi per rubare, 
esattamente come ne hanno già trovati. 
Le cose cambierebbero invece per tutti gli altri, 
quelli che non avendo conti in Lussemburgo e/o inclinazione 
al crimine non potranno più proteggere la propria ricchezza 
dalle crisi finanziarie e dall'arbitrio dei governi.
  • Guerra agli investimenti alternativi, case in primis (tasse alte prezzi in crollo,etc) tutti i soldi devono essere liquidi, quindi, dato il punto uno, devono stare in banca; e poi comprare casa ostacola la mobilità del lavoro: se metto radici è finita, meglio non fissarsi in un solo punto del mondo. E se qualcuno avesse ancora velleità di diversificazione, ogni tanto basta piazzare qualche bella bolla speculativa che brucia un po’ di utili di borsa et voilà, il gioco è fatto; ciliegina sulla torta: taglio lineare e permanente ai tassi, in modo che i bond rendano niente, ed ecco che il quadro è completo; stay short, baby, stay short;
  • Far passare tutto il possibile tramite domiciliazione bancaria, in modo da sottrarre alla volontarietà dell’utente l’atto del pagamento di una qualsivoglia somma. È molto comodo farsi addebitare le bollette della luce in conto corrente, ma poi quando nella bolletta della luce ti mettono il canone Rai, sei ancora così contento? Il pericolo diventa palese quando si esaminano notizie come questa: Equitalia, a fronte di somme non pagate, si potrà prendere i soldi direttamente dal conto corrente. Facile disegnare la scena: cartelle pazze invadono l’Italia e i destinatari si vedono addebitati i conti correnti, molto, ma molto prima di poter dimostrare di avere ragione; vi siete mai chiesti perchè le banche, che fanno pagare anche i sospiri, abbiano da sempre offerto gratuitamente il servizio di domiciliazione delle bollette (una volta si chiamava RID, oggi SDD)?
  • Nel frattempo, se la banca, nonostante tutti gli espropri ed i pignoramenti possibili, fa lo stesso crac (le forze in gioco sono potenti e le vediamo nella prossima puntata), dove trova i soldi per ripianare il buco? Ma è semplice: grazie alla simpatica normativa sul Bail-in, i soldi li prende dai risparmi dei correntisti ai quali ha rifilato le azioni o le obbligazioni oppure, se non bastassero, direttamente dai conti correnti; e non mi vengano a dire che lì ci arrivano solo in casi remoti e solo per le somme sopra i centomila euro: la normativa dice apertamente che si va a scalare, e quindi, se a ripianare le perdite non bastano le azioni e le obbligazioni, si va a prendere i conti, e si prende finchè serve, centomila o meno;
  • Se poi, dopo tutti questi addebiti, sul conto corrente del (ex) risparmiatore non fossero rimasti abbastanza soldi per pagare la rata del mutuo, ecco che la banca si prende la casa direttamente senza passare dal via, cioè spariscono anche gli investimenti alternativi;
  • Ma c’è di più: qualcuno si immagina perfino una svalutazione forzata del denaro, per la serie: perché cercare dei pretesti? Se hai un saldo attivo sul conto, è come se la banca ti dovesse dei soldi, ma se la banca taglia il tuo saldo di conto, non te li deve più.
  • Se invece per caso non avevi fatto il mutuo, la casa era tua e avevi creduto che, mettendola in un fondo patrimoniale o in un trust, nessuno avrebbe potuto toccartela, ti sbagliavi. Se devi dei soldi alla banca, non c’è fondo che tenga;

E così abbiamo chiuso il cerchio: quello che era tuo, alla fine, in un modo o nell’altro, per un motivo o per l’altro, è diventato della banca, o lo diventerà presto.

Ma stai tranquillo: nel frattempo avranno approvato, con la benedizione degli USA, della NATO, del Papa e pure di qualche Archimandrita ortodosso, il REDDITO DI CITTADINANZA (detto anche reddito di sudditanza) e, anche se non avrai più il becco di un quattrino, lo Stato generoso provvederà ai tuoi bisogni primari, a patto, però, che tu accetti qualunque lavoro ti venga offerto. Su, non essere choosy.

Il Governatore della Banca d’Italia Visco nell’ultima Relazione Annuale ha detto che adesso le banche hanno gli strumenti per recuperare meglio i propri crediti e con maggiore rapidità. E così potranno rivenderli sul “mercato” che, mai come in questo caso, è il mercato degli avvoltoi. Stava parlando delle nostre case, delle nostre aziende, degli asset comprati lavorando da artigiani ed imprenditori. Nella prossima puntata spiegherò perchè queste misure sono come la razione doppia di pane nero che si dava ai guardiani del Ghetto di Varsavia. Loro pensavano di stare meglio degli altri, ma la fine che fecero non fu diversa da quella dei poveracci che stavano sorvegliando.

Nella prossima puntata: la parabola delle banche, ovvero quando il carnefice diventa vittima.

 


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