Le banche e l’orrore . Italy=Greece 2.0 (parte2)

Dopo avere analizzato nella prima puntata il modo con cui le banche svolgeranno il ruolo di esattori del sistema nella difficile opera di appropriarsi dei nostri risparmi, in questa seconda parte cercherò di delineare come, una volta ottenuto a grandi linee lo scopo, il sistema si rivolgerà contro le stesse banche per chiuderle in una morsa mortale ed espropriarle a loro volta. A favore di chi?
Come spesso accade sui grandi temi socio economici, uno dei modi più sicuri di nascondere la realtà delle cose è di analizzarle nel dettaglio, soffermandosi insistentemente su micro fenomeni, così da far perdere di vista il quadro generale e canalizzare la rabbia dello spettatore verso rivoli secondari del problema. È la prospettiva della Gabanelli, con la sua caccia ai cattivoni corrotti della pubblica amministrazione, responsabili di tutti i mali del paese (l’euro non c’entra, è solo una moneta) o dei Di Battista, che commentano il calo dell’aspettativa di vita dicendo che è colpa dei combustibili fossili.
dibattista-fossili
Sulle banche il fenomeno si verifica focalizzando l’attenzione alternativamente sui casi di mala gestione, sul nepotismo di certi Consigli di Amministrazione, sui fidi dati agli amici o sull’incapacità di Banca d’Italia di vigilare efficacemente sul sistema. E poi, vogliamo dimenticare la sempreverde questione della PRODUTTIVITA’, aspetto centrale della Teoria dell’Offerta e dell’Offerta. E insomma, basta con tutte ‘ste filiali in giro per il paese, vuote come l’Arizona, che pare se le siano aperte loro, i dipendenti, e non quei dirigenti che non dovrebbero dirigere manco uno stabilimento balneare. Anche qui, tutto vero, ma allo stesso tempo tutto inutile. È chiaro a chiunque lavori oggi nelle banche che queste, anche se fossero gestite da maghi della finanza scevri da ogni tentazione, sarebbero in crisi lo stesso, corrotte o no, produttive o no. Per due motivi. PRIMO: la banca non produce niente e, se l’economia muore, muore anche la banca e, SECONDO, perché coloro che governano il sistema stanno operando attivamente affinché le banche italiane non possano affrontare i problemi che le affliggono e che, non si dimentichi, hanno loro stessi contribuito a creare. Paradossale? Certamente, ma è questa la conclusione cui si arriva mettendo in fila i fatti.
I fatti delineano una MANOVRA A TENAGLIA, che stringe le banche italiane su quattro fronti concentrici:
  • da un lato un taglio drastico della redditività delle banche attraverso un abbattimento dei margini sugli attivi, in due modi:
    • il QE e la politica dei tassi sotto zero, che abbattono pesantemente sia gli spread sui prestiti sia i tassi ottenuti sugli investimenti (in primis sui titoli di stato);
    • il progressivo ed inesorabile inasprimento dei requisiti patrimoniali richiesti dalle autorità di vigilanza, anche qui colpendo sia i prestiti, sia gli investimenti (sempre più pressanti sono le richieste di non considerare più a rischio zero i titoli di stato);
  • in secondo luogo, il deterioramento strutturale del contesto economico italiano causa un’inevitabile aumento delle sofferenze, cioè dei prestiti non restituibili; ci saranno anche dei prestiti dati ad minchiam, o ad amici degli amici, ma alla fine, se le aziende chiudono ed i privati non hanno un lavoro, non c’è approccio prudenziale che tenga: l’unico modo di non far aumentare le sofferenze, in un paese in crisi nera, è NON FARE PRESTITI; e, se li hai già fatti, sono cavoli tuoi; come dice un altro bancario, con più esperienza di me  “solo chi ha redditi può permettersi di avere debiti”;
  • in terzo luogo, a fronte della forbice che aumenta le sofferenze e diminuisce la redditività, si verifica il progressivo chiudersi – ad opera di successivi e convergenti interventi di legge – di tutte le strade che in passato consentivano di salvare una banca decotta, tramite l’intervento di un’altra banca o, in ultima analisi, dello stato; di fronte alla massa crescente di sofferenze, oggi, non c’è banca sufficientemente sana da poterne salvare un’altra (ed è questo il motivo vero per cui il Fondo Atlante ha una dotazione che sfiora il ridicolo) e lo stato è ormai imbavagliato da vincoli di bilancio così stringenti da renderlo poco più che un simulacro di sè stesso, fino ad arrivare addirittura ad impedirgli esplicitamente l’intervento per legge (non si sa mai che qualche governo populista decidesse di fregarsene di Bruxelles ed intervenire lo stesso);
  • l’ultimo fronte, infine, è quello meno noto ai non addetti ai lavori, ed è quello della vigilanza europea, che sta intervenendo sulle prime 15 banche italiane con modalità – raccontano coloro che ci lavorano – a dir poco dittatoriali. Si narra di squadre di ispettori che stazionano IN PERMANENZA presso gli istituti vigilati, tempestando i vertici aziendali di richieste di ogni tipo e che, attenzione, non esaminano ex post le scelte di gestione adottate, ma PRETENDONO DI CONOSCERLE EX ANTE, con l’obiettivo di metterci il naso, ovviamente; in pratica, la BCE con la scusa della vigilanza sta già prendendo il comando delle nostre banche, e senza sborsare nemmeno un centesimo; sarei proprio curioso di sapere se nelle banche tedesche si comportano allo stesso modo;
Forse con una metafora si capisce meglio.
Immaginate le banche italiane come fossero una casa. Ora, immaginate che la casa si riempia lentamente di fumo, mentre i pompieri da fuori, invece che intervenire, sigillano via via tutte le finestre, con noi, normali risparmiatori e correntisti, chiusi dentro, intrappolati insieme ai proprietari. I padroni di casa ci chiederanno le nostre scorte di ossigeno (nella prima parte abbiamo visto come), ma non basterà.Immagine Potranno pignorarci le bombole, la legge glielo permetterà, (l’hanno già ottenuto), ma comunque non basterà.
Il bello (si fa per dire) verrà dopo.
Quando, tutti insieme, padroni in testa, usciremo ansimando dall’unica porticina rimasta aperta, invocando pietà, ecco che loro – quelli vestiti da pompiere – si offriranno benevoli di comprarcela, la casa, a un prezzo di tutto favore… tanto che ce ne facciamo? Una casa piena di fumo è invivibile, no? Poi, una volta comprata, quando tutti ce ne saremo andati, i nuovi padroni avranno tutto il tempo di togliersi le divise da pompieri e riaprire le finestre, liberando le stanze dal fumo… et voilà, il gioco sarà fatto: ecco a voi una casa di pregio, comprata a poco prezzo, ripulita ed ancora più vivibile di prima.
Perchè non ci sei più tu, banchiere italiano servo fino al midollo, a fare da padrone.
Ma tranquillo, forse ti assumono come maggiordomo.
Fuor di metafora, è questo che sta succedendo: con l’insieme di azioni coordinate che ho elencato prima i regolatori stanno soffocando le banche italiane, per  portarle al fallimento (non prima di essersi presi i nostri risparmi, of course), avendo in testa l’obiettivo finale di comprarle per quattro soldi. E, quando le avranno comprate, cambieranno di nuovo le leggi, ritornando a permettere, a beneficio dei nuovi padroni, quei salvataggi che fino ad un aIMG_20160605_113759ttimo prima avevano vietato. Ma attenzione, a quel punto, il salvato non sarà più un soggetto italiano, mentre il salvatore, cioè lo Stato, sì. Di cosa succederà a quel punto, parleremo nel prossimo post, anche se credo che l’abbiate già intuito.
Del resto anche Padoan lo dice: in due anni le banche italiane torneranno alla normalità.
Non ha mica specificato come.
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