L’ennesima incompatibilità UE: con le olimpiadi

La natura di gatekeeper del movimento 5 stelle è divenuta negli ultimi mesi un fatto conclamato. I numerosi casi di intercettazione del dissenso su grandi temi per poi canalizzarlo verso nobili ma irrilevanti battaglie di retroguardia ha trovato chiara espressione nel cambio di opinione sull’euro .
La vicenda della candidatura olimpica di Roma, tuttavia, ha mostrato. per chi volesse vederlo, un altro chiaro esempio di come il movimento non abbia intenzione di andare a fondo sulle questioni importanti nemmeno quando, come in questo caso, prende una posizione condivisibile.
Collegando la non candidatura a fattori come la corruzione, la cementificazione, l’incapacità di gestire i grandi eventi (i Mondiali di Nuoto e addirittura le Olimpiadi del 1960, di cui ancora vengono ricordati gli strascichi) o i debiti pregressi del comune di Roma, la Raggi ha solo mostrato quanto sia radicato l’autorazzismo italiano e quanto sia difficile che i pentastellati arrivino al cuore delle questioni.

Roma non si può permettere di organizzare le olimpiadi non perché non sarebbe capace di farlo, ma perché oggi nessun paese UE può più permetterselo. Le olimpiadi sono un evento economicamente in perdita strutturale, come dimostrano le cifre. Troppo grande la macchina da mettere in piedi e impossibile ricavarne soldi a sufficienza nonostante gli ingenti ricavi. Chi le organizza sa che ci perderà dei soldi, ma può decidere di farlo lo stesso, per tutta una serie di buoni motivi (immagine, prestigio internazionale, dare lavoro ai propri cittadini, rinnovare infrastrutture, ecc). Ecco perché oggi le olimpiadi può organizzarle solo UNO STATO SOVRANO, in grado di fare debiti, se decide che vuole farlo, e in grado di finanziarsi con i propri cittadini a tassi bassi quanto desidera e senza vincoli di bilancio imposti da una qualche sovrastruttura “ virtuosa” che veglia su di lui.

Lo dice la logica e lo dicono le statistiche. Se si esaminano le tre più grandi manifestazioni sportive oggi esistenti, cioè Olimpiadi Estive, Olimpiadi Invernali e Campionati Mondiali di Calcio, e si scorre l’elenco dei paesi organizzatori, partendo dal dopoguerra, si possono notare cose interessanti .

Considerando che le candidature si esprimono circa otto anni prima dell’evento, ho provato a confrontare i dati prima e dopo il 2000, cioè otto anni dopo Maastricht. Nel dopoguerra, la percentuale di assegnazioni di uno dei tre grandi eventi sportivi a paesi oggi appartenenti alla UE passa dal 40% fino al 1999 al 21% degli anni successivi, comprendendo anche gli eventi futuri già assegnati. Ancora più notevole, a mio parere, il fatto che tre delle quattro candidature vincenti UE post Maastricht (Atene 2004, Torino 2006 e Berlino, mondiali di calcio 2006) siano state presentate prima dell’introduzione dell’Euro e che l’unica sede UE di un grande evento nato dopo l’arrivo della moneta unica (Londra 2012, Olimpiadi Estive) sia venuta da un paese che l’Euro non ce l’aveva e che era soggetto ai vincoli UE meno di qualunque altro membro dell’Unione, tanto poco UE da esserne addirittura uscito via referendum quattro anni dopo.

Paesi Euro sede di eventi dopo il 2008: zero, su 12 assegnati. Sette (sette!) su dodici a uno dei BRICS. Due alla povera, piccola, sperduta Corea del Sud, con la sua povera, piccola, monetuccia autonoma.

And counting.

Certo ci sono molti fattori che influiscono su questa statistica, geopolitici, culturali, storici (vogliamo chiederci perchè gli USA, pur essendo IL pease sovrano per eccellenza, dal 2002 non hanno più organizzato nulla, e non si vede quando lo faranno? Saranno mica in declino pure loro?). Ma dopo la crisi finanziaria del 2008 e con i vari fiscal compact, ESM e Bail-in ormai vigenti, la vedo difficile per chiunque.

La realtà è che un paese UE, QUALUNQUE PAESE UE (forse Germania esclusa… ma non c’è controprova) oggi NON PUO’ PERMETTERSI DI ORGANIZZARE UN EVENTO SPORTIVO DI QUELLE DIMENSIONI, perchè non è libero di scegliere come impiegare i propri soldi. Il Brasile magari ha sprecato del denaro organizzando prima i mondiali di calcio e poi le Olimpiadi, ma lo ha fatto perchè un governo sovrano, regolarmente eletto (quello di Lula lo era…) ha deciso di farlo. Giusto? Sbagliato? Non è questo il punto. Un governo eletto ha valutato fosse giusto e lo ha fatto. Altri governi hanno valutato diversamente e non hanno concorso, o hanno concorso ed hanno perso magari perchè ci hanno  creduto poco ed hanno pagato meno tangenti del Brasile.

Sono scelte, quelle scelte che l’Italia (non Roma) non può permettersi di fare, come nessun paese UE.

Ma per il Movimento 5 stelle è sempre e solo colpa della corrrrruzzzzzioneeeeee.

Le sedi dei tre grandi eventi sportivi dal dopoguerra al 1999
Le sedi dei tre grandi eventi sportivi dal dopoguerra al 1999
Le sedi dei tre grandi eventi sportivi dal 2000 in poi, e futuri
Le sedi dei tre grandi eventi sportivi dal 2000 in poi, e futuri
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