Agli amici italiani – il nostro referendum del 2015

Panagiotis Grigoriou racconta a beneficio dei lettori italiani di un altro referendum, avvenuto solo 16 mesi fa in Grecia, del quale oggi sono noti gli sconcertanti retroscena. E paragona il nostro attuale momento con gli anni 2011-2012 della Grecia, quando al solo annuncio di un referendum sull’Euro, venne organizzato un golpe soft per insediare un governo tecnico che facesse da ponte fino a successive elezioni (come potrebbe succedere in Italia in caso di vittoria del NO). Quel tempo servì per organizzare l’ascesa di quel partito che, canalizzando il dissenso, lo avrebbe poi  sfruttato per andare al potere e completare l’opera di esproprio del paese, Syriza. Chi sarà il Syriza italiano? E quello francese? La speranza è che non ci sia, l’Italia non è la Grecia e un nostro NO, come uno francese, potrebbe far crollare il castello molto prima che possa concretizzarsi lo stesso scenario. Forse l’UE è già morta, ma ancora non lo sa!
Inverno europeo, hybris europeista. I “grandi” media greci, abbastanza agli ordini del … nuovo ordine neo-totalitario della disastrosa Unione Europea parlano poco del referendum del 4 dicembre in Italia. Ciò è buona cosa per non scombussolare le menti in Grecia, è importante non far rivivere la memoria del referendum greco del 2015, quel ‘NO’ che gli Tsiprosauri…. senza stato hanno trasformato in ‘SI ‘. Tuttavia, il settimanale politico “To Pontiki” dedica la sua prima pagina a Tsipras e Renzi: “Un fronte caldo … tra Nord e Sud.” Infatti.

1984 è Atene 2016 ...
1984 è Atene 2016 …

Alcuni manifesti apparsi ad Atene nel mese di novembre, infine, suggeriscono che ‘1984’ di George Orwell è … già nel 2016 ad Atene. Fatto quasi compiuto. ‘Grande Fratello’, questa figura metaforica divenuta … la pratica di un regime pre-poliziesco e totalitario, della società della sorveglianza e dell’ingegneria sociale, così come della riduzione delle libertà; ci siamo.

Qui vorrei ricordare ai nostri amici italiani (come a tutti gli altri), alcuni fatti … relativi al referendum greco del 2015. Alexis Tsipras, dopo essere diventato un fantoccio del finanziarismo totalitario (già) europeista, ha organizzato il referendum del luglio 2015 perché pensava che il ‘SI’ avrebbe vinto, lasciandogli così mano libera (e sporca) e fornendogli un alibi bell’e pronto per capitolare (come in realtà aveva già fatto da qualche tempo).

Vangelis Meimarakis, uomo politico che all’epoca era in una posizione privilegiata, essendo in quello stesso periodo, il leader ad interim di Nuova Democrazia (destra), ha rilasciato un’intervista (in origine non andata in onda integralmente) molto eloquente sulle ore della sera del referendum greco. Egli descrive una riunione di emergenza dei leader di tutti i partiti (tranne Alba Dorata). Di recente, il video completo di questa intervista è stato finalmente pubblicato su Internet, e così ora sappiamo un po’ meglio … quello che, in fondo, sapevamo già!

 

Senza appello! Atene, novembre 2016
Senza appello! Atene, novembre 2016
Con l'euro è sempre peggio. Atene, novembre 2016
Con l’euro è sempre peggio. Atene, novembre 2016

 

 

... Il Dipartimento di Propaganda. Atene, novembre 2016
… Il Dipartimento di Propaganda. Atene, novembre 2016

In questa intervista rivelatrice, che Vangelis Meimarakis ha concesso al giornalista N. Hatzinikolaou il 7 Luglio 2016, l’ex capo della Nuova Democrazia riconosce … a suo modo, come tutti i leader politici si fossero messi d’accordo … per commettere quello che a tutti gli effetti equivale ad un alto tradimento.

Meimarakis rivela che tutti i partiti politici erano stati … accecati dai sondaggisti. Questi ultimi avevano detto che i greci avrebbero votato a favore del ‘SI’, con percentuali oltre il 60%. Egli ha anche detto che, inizialmente, quelli di Nuova Democrazia pensavano di astenersi dal referendum, ma in ultima analisi, i loro dirigenti avevano deciso di partecipare, perché tutti i sondaggisti avevano predetto la vittoria del ‘SI’. Infatti, Tsipras stesso fu sedotto dagli stessi sondaggisti. Egli credeva nella vittoria del ‘SI’, e alla fine diede il via libera. Un ‘SI’ di massa al referendum, gli avrebbe offerto la copertura politica necessaria a capitolare e quindi consegnare il paese agli invasori neo-coloniali della UE e del FMI (tedeschi in testa).

“Vedete, è successo esattamente il contrario, il ‘NO’ ha vinto con oltre il 60% dei voti. In effetti, è corretta, la storia che Varoufakis (Ministro delle Finanze) e Konstantopoulou (presidente dell’Assemblea nazionale) hanno raccontato: la sera dei risultati, quando sono andati alla residenza del Primo Ministro hanno scoperto un Alexis Tsipras sconvolto, distrutto, che non sapeva cosa fare. Perché il ‘NO’ aveva vinto, e così largamente

 

Sondaggio.stampa greca, nel novembre 2016
Sondaggio.stampa greca, nel novembre 2016

 

“Devo dire che quel giorno, tutti, ma proprio tutti i leader … erano psicologicamente e politicamente crollati”. Poi Meimarakis, svela tutti i retroscena, a seguito delle dimissioni di  Samaras (leader di Nuova Democrazia fino alla sera del referendum ) e poi racconta come “in quelle ore cruciali furono prese le decisioni importanti per trovare una soluzione a questo ‘NO’ “, cioè, come annullare e tradire il verdetto popolare dei greci. Incidentalmente, va notato che Meimarakis ridacchia, nell’intervista, quando racconta “l’impresa e quindi il successo” di riuscire a invertire, con il tradimento, il voto, neutralizzandolo.

Infine, prosegue, rendendo … omaggio al ruolo del Presidente della Repubblica (di Nuova Democrazia), “è stato in costante contatto alcuni elementi extra-istituzionali dell’UE e all’estero”, direi, i veri padroni della politica greca. Ha aggiunto, notando che egli stesso è entrato “in contatto con esponenti importanti della UE, i quali “lo convinsero ad accettare di prendere il controllo del suo partito (in seguito alle dimissioni di Samaras) “perché i tempi erano molto difficili.” In realtà, per Meimarakis, come per Tsipras e come per gli altri, “i tempi molto difficili” si verificano quando le persone hanno il coraggio di dire ‘NO’ agli ordini di padroni stranieri che i politici e gli altri ministri “greci” eseguono in modo così obbediente.

 

Al porto del Pireo. Novembre 2016
Al porto del Pireo. Novembre 2016

 

Mercato vicino al porto. Pireo, nel novembre 2016
Mercato vicino al porto. Pireo, nel novembre 2016
Tsipras ei suoi nemici ... marinai. manifesto Union, Pireo, novembre 2016
Tsipras ei suoi nemici … marinai. manifesto Union, Pireo, novembre 2016

Così, ecco l’inverno europeo … al porto del Pireo. Al suo mercato, i clienti non si affollano come prima, e attraverso i loro manifesti, i sindacati marittimi denunciano l’uccisione dei loro accordi collettivi e dei loro diritti … da parte del governo di SYRIZA/ ANEL. Inoltre, una mano anonima e certamente … populista, ha aggiunto: “agenti della Cia”.

Tuttavia, vorrei dire ai nostri amici italiani che il loro referendum, non può essere direttamente confrontato con quello dei Greci nel 2015, ma piuttosto, con la situazione greca degli anni 2011-2012. Ricordiamo i quotidiani sommovimenti popolari contro la Troika e contro il governo di George Papandreou (primo memorandum) detto “il sempliciotto” o “il traditore”.

George Papandreou aveva addirittura osato annunciare un referendum, e per questo venne  “ridimensionato” e anche pubblicamente umiliato dal duo Sarkozy – Merkel al vertice di Cannes, a ottobre 2011 . in realtà questo referendum, vietato dalla grandi potenze (perché l’Unione europea è geopolitica … più ipocrisia) avrebbe largamente mostrato la volontà del popolo greco di dire ‘NO’ ai suoi aggressori ed anche ai loro servi di queste parti. Al ritorno da Cannes, Papandreou venne effettivamente rimosso dalla Merkel – Sarkozy, e già durante il volo di ritorno, Venizelos, il suo braccio destro, l’aveva sostituito negli affari del suo partito, il PASOK.

La fine è (in Grecia già) nota. Il sistema europeista impose subito alla Grecia un primo ministro apertamente “Quisling”, nella persona di Loukas Papademos, che era stato (tra gli altri) anche vicepresidente della Banca Centrale Europea (BCE), con un governo “di unità nazionale” composto dalla destra (Nuova democrazia) dai Socialisti (PASOK) e dall’estrema destra (Laos).

 

Il quotidiano di Atene. Dicembre 2016
Il quotidiano di Atene. Dicembre 2016

 

Case in vendita. Atene, dicembre 2016
Case in vendita. Atene, dicembre 2016
... Lettere a Babbo Natale. Atene nel dicembre 2016
… Lettere a Babbo Natale. Atene nel dicembre 2016

Ciò fu fatto anche per guadagnare tempo, fino alle elezioni parlamentari del 2012, periodo durante il quale è stata resa possibile l’ascesa di due movimenti: SYRIZA e … Alba Dorata. A partire dal 2012 (se non da molto tempo prima), il … Syrizismo, prima inesistente, è stato “preparato” per il potere tra gli istituti di ricerca e gli altri Think Tank, incubatori (comunque tardivi) della globalizzazione Europea-atlantista, negli Stati Uniti e in Europa.

“L’attuale processo di de-globalizzazione controllata che sta guadagnando terreno attraverso le tradizionali metropoli capitaliste, non è affatto il piano strategico della sinistra. Quest’ultima non può e non deve essere associata a questa nuova variante del fascismo internazionale “, scrive Yorgos Kyritsis, eminente Syrizista, al quotidiano filo Tsipras “Avgi”(30/12/2016). Almeno lo dice forte e chiaro ….

SYRIZA, di cui due dei suoi membri al governo sono, per esempio, apertamente legati alle fondazioni di Soros (che fa la sua guerra con …. altri potenti mezzi), ora sostiene che tutti coloro che lottano per la de-globalizzazione sono quindi (solo) dei fascisti.

Ciò che l’Italia dovrebbe evitare è la creazione, dopo il fallimento (quasi scontato?) di Renzi, di un governo “tecnico” (o “tecnocratico”) tipo quello di Papademos, che stia in carica il lasso di tempo necessario fino alle prossime elezioni parlamentari. Per questo si dovranno sorvegliare da vicino i partiti politici che sostengono l’uscita dell’Italia dalla zona euro, al fine di rilevare rapidamente se possibile, qualsiasi … mitridatizzazione [immunizzazione mediante sostanze tossiche] in corso. E lo stesso va fatto in Francia, per ciò che concerne la formazione dei candidati che sostengono di voler allontanare la Francia dall’Eurozona tedesca (Jean-Luc Mélenchon e Marine Le Pen in particolare).

Tranne che l’Italia non è la Grecia, in altre parole la sua storia e il suo peso (e spazio) nella geopolitica del continente europeo è diverso. L’Euro, questa arma di distruzione di massa, deliberatamente deificato dalla pseudo-élite dominante, ha già distrutto abbastanza la Grecia per non pensare che si voglia imporre la stessa sorte al popolo d’Italia. L’Italia, deve uscire prima possibile dall’Euro (in realtà distruggendolo), mentre la Grecia da parte sua, lasciando l’Unione Europea … dovrebbe, ricominciare da capo. E quelli che, in Italia come in Francia, già hanno pubblicizzato la loro critica dell’universo concentrazionario europeo, essi dovrebbero chiarire ulteriormente le loro posizioni, anche a costo di sorprendere.

 

Alexis Tsipras a Cuba. Novembre 2016 (stampa greca)
Alexis Tsipras a Cuba. Novembre 2016 (stampa greca)

 

Alexis Tsipras nel nord della Grecia. Novembre 2016 (stampa greca)
Alexis Tsipras nel nord della Grecia. Novembre 2016 (stampa greca)

 

Gli archeologi manifestano fuori del Ministero della Cultura. Athens, Novembre 2016 (stampa greca)
Gli archeologi manifestano fuori del Ministero della Cultura. Athens, Novembre 2016 (stampa greca)

Ad Atene, gli archeologi sono in sciopero in davanti al Ministero della Cultura, ha recentemente espresso il loro disgusto con un neologismo: “Svendita Civilizzazioni”. Venerdì 2 dicembre, i marinai sono in sciopero e i disabili hanno protestato nel centro della capitale, disgustati dai miasmi di SYRIZA, disgustati come, va detto, più del 90% della popolazione greca (secondo tutti i sondaggi) da quel miasma che viene dal sistema politico, oggi sotto l’Acropoli. Italia e Francia è ancora tempo di elezioni, in Grecia … non più.

Alexis Tsipras, giullare e cadavere politico ormai tragicomico, moltiplica i suoi viaggi in Grecia e all’estero, in una corsa frenetica verso … il niente. E’ andato a Cuba, pronunciando un discorso in memoria di Fidel Castro. Ha parlato della fine del ventesimo secolo, come delle ideologie e dei modi in cui erano collegate ad esso; è enormemente simbolico che questo discorso … tombale, sia stato pronunciato dall’ultimo (?) ‘Quisling’ della sinistra in Europa. Alla fine, i nostri archeologi hanno piuttosto ragione… “Svendita Civilizzazioni”. E’ triste.

La Grecia sarà ancora lacerata nel 2017, vivrà anche episodi che assomiglieranno poco (o abbastanza) ad una guerra calda, oltre alla guerra che sta sperimentando dopo l’entrata in gioco … dei Troïkani. L’aggressione assertiva da parte degli attuali leader turchi lascia pochi dubbi, ed è proprio quando la Germania Merkelotropa, nota alleata storica della Turchia, avrà bisogno del sostegno di … Erdogan per la sua campagna per la rielezione che la Merkel vuole così fortemente entrare in campo.

L’attuale capo della Turchia … neo-ottomana, sempre molto intelligente nella sua politica, fino ad ora ha in mano due evidenti fattori-chiave in questa campagna elettorale in Germania: La crisi migratoria e il controllo di una parte significativa dei tre milioni di turchi, diventati cittadini tedeschi nel paese di Angela Merkel. E ciò non è trascurabile.

Vista dell'isola di Poros. Novembre 2016
Vista dell’isola di Poros. Novembre 2016

 

Immobili abbandonati al Pireo. Novembre 2016
Immobili abbandonati al Pireo. Novembre 2016

 

Esseri in ...cattività. Grecia, nel novembre 2016
Esseri in …cattività. Grecia, nel novembre 2016

Al di là di una certa prigionia … come della prigionia certa di alcuni popoli in cattività sotto il giogo dell’euro e dell’Unione Europea, le somiglianze (certamente ovvie) tra il caso greco e il caso italiano sono limitate dalla geopolitica. I greci sperano che altri popoli, gli italiani come i francesi, alla fine … causeranno la fine dell’Unione europea (e non solo dell’Euro) salvo che il destino della Grecia è, oserei dire, più complesso di quello dei due maggiori paesi latini dell’Unione europea.

L’Unione europea è morta, ma non lo sa ancora! Tale è l’analisi di Coralie Delaume e David Cayla, nel loro notevole libro “La fine dell’Unione Europea” ora nelle librerie in Francia. Avviso ai nostri amici italiani come tutti gli altri popoli.

 

Original File Name: 2016120123.jpg
Reti da pesca . Grecia, nel mese di novembre 2016

 

Pensionati. Atene, novembre 2016
Pensionati. Atene, novembre 2016
Athena. Atene nel mese di dicembre 2016
Athena. Atene nel mese di dicembre 2016

E nella vita … vista dal basso, ci viene raccontato quasi ogni settimana …  che diminuiscono le pensioni ancora pagate, segno del prossimo crollo del sistema, previsto nell’estate 2017. La Grecia butta le sue reti da pesca e gli animali adespoti si stupiscono sempre più degli … atteggiamenti degli esseri umani.

Inverno europeo, hybris-europea. Non più per molto tempo (storicamente). Nelle parole del nostro poeta Georges Seferis (Traduzione di Jacques Lacarrière): “Ancora un po’- E vedremo la fioritura dei mandorli – I marmi brillano al sole – Il mare, le onde che si infrangono. – Ancora un po’- Alziamoci un po’ più alto”.
Articolo originale su http://www.greekcrisis.fr

 

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