Cipro baciata dalle onde – parte II

Il lettore attento e, si spera, consapevole del momento storico in cui viviamo, comprende che l’attualità su Cipro necessariamente lo riguarda, perché la posta in gioco è la vera manifestazione di ciò che è in programma, sia a breve che a medio termine, per quanto riguarda l’uccisione di stati e nazioni (così come dei popoli) attraverso una guerra non convenzionale. Cipro è baciato dalle onde, e non solo quelle marine, ma anche da quelle della geopolitica e delle mutazioni meta-democratiche (già) in corso in Europa.


Eleni Theocharous, Membro cipriota del Parlamento Europeo. Atene, 23 Gennaio 2017
Eleni Theocharous, Membro cipriota del Parlamento Europeo. Atene, 23 Gennaio 2017


Per questa seconda puntata della serie di tre articoli che dedico al simulacro di negoziazione (come alla ridicola “soluzione” come la chiamano i presunta media influenti), mi baso tra gli altri, sugli interventi pubblici tenutosi ad Atene (22 e 23 gennaio 2017) di Eleni Theocharous, Eurodeputata di Cipro. Nel 2015, ha lasciato il partito di coalizione democratica (DISY, partito cipriota conservatore politico e membro del Partito popolare europeo) cipriota e ha fondato il Movimento di Solidarietà.

L’ultimo in ordine di data, rigurgito di ontologia su questi negoziati su Cipro (che si svolgono in Svizzera), che stanno cercando di imporre una “soluzione” neo-coloniale, facendo esattamente seguito al neocolonialismo interno all’Unione europea dei memoranda e della Troika in Grecia, a Cipro e, in misura minore, ma non meno “promettente” … altrove.

Il contesto storico, già abbastanza legato a una qualche forma incompiuta di decolonizzazione dal Regno Unito (e, per estensione, dagli Stati Uniti, che la diplomazia britannica è necessariamente “emanazione”), purtroppo, si presta in modo evidente. Già, in questa “soluzione”, presumibilmente in discussione (in realtà è praticamente operativo), manca qualsiasi menzione della sovranità popolare. Una … novità apparsa ufficialmente in una “costituzione” di un paese di cultura politica occidentale, che inoltre fa parte delle … democrazie della così detta Unione europea.


Fantasma dell'aeroporto di Nicosia dal 1974

Fantasma dell’aeroporto di Nicosia dal 1974


Aeroporto fantasma Nicosia dal 1974.
Aeroporto fantasma Nicosia dal 1974.


Dopo il 1974, la Grecia, come la Repubblica di Cipro, mettono a precondizione per qualsiasi negoziato con la Turchia (che occupa, dopo l’invasione militare, il 37% del territorio di Cipro) la partenza dell’esercito di occupazione e l’abolizione del sistema delle potenze garanti a Cipro (Gran Bretagna, Grecia, Turchia), posizione che sembra abbandonata nei negoziati in corso.


Da parte sua, la Turchia neo-ottomana del presidente Recep Tayyip Erdogan richiede – prima di cominciare i negoziati – il controllo del 45% della zona economica esclusiva (ZEE) di Cipro. Ricordiamo che in base al diritto del mare, si tratta dello spazio marittimo che uno Stato costiero esercita in materia di diritti sovrani di esplorazione ed uso delle risorse. E, a Cipro, di risorse, per quanto riguarda i giacimenti di gas naturale e altri idrocarburi, ce n’é; su di loro in particolare la Turchia impone che le parti 6, 8 e 9 di questa zona siano incluse … nel quadro della “soluzione”, ed esclusivamente sotto il suo controllo.


Questo è il motivo per cui poi la minoranza turco-cipriota (18% della popolazione nel 1974 e per i quali, naturalmente, tutti i diritti civili e politici devono essere esattamente gli stessi dei loro compagni greco-ciprioti) è storicamente considerata da parte turca una provincia, che a suo avviso dovrebbe (e la Turchia con essa) assumere il controllo della metà, ma in realtà di tutta l’isola e della sua vita politica, la sua stessa vita, al di fuori di qualunque processo rappresentativo.


Ad oggi mentre si svolgono le … negoziazioni in Svizzera, la Turchia continua la costruzione accelerata di nuove basi militari e di infrastrutture (porti, aeroporti e altre zone militari esclusivi) nella parte occupata della cosiddetta “Repubblica turca di Cipro Nord “, il che la dice abbastanza lunga sui malcelati piani reali della Turchia. Vale a dire, il controllo assoluto dell’isola con un sistema politico neo-coloniale … con l’amabile partecipazione della Gran Bretagna, gli Stati Uniti (almeno fino all’arrivo di Donald Trump? ) come quella della cosiddetta EU (Eleni Theocharous, Atene il 22 e 23 gennaio 2017). Bella … prospettiva!


Aeroporto fantasma di Nicosia dal 1974 
Aeroporto fantasma di Nicosia dal 1974

 

Aeroporto fantasma di Nicosia dal 1974. Aereo 'Cyprus Airways atterrato 20 luglio 1974 e mai più decollato.
Aeroporto fantasma di Nicosia dal 1974. Aereo ‘Cyprus Airways atterrato 20 luglio 1974 e mai più decollato.
Limassol a Cipro oggi (Cipro)
Limassol a Cipro oggi (Cipro)


Più precisamente, la presunta “soluzione” attualmente in discussione a Ginevra al Mont Pelerin, prevede una presidenza a turno (tra greco-ciprioti e turco-ciprioti) e la “effettiva partecipazione dei turco-ciprioti nel governo dell’isola” (sic) come dicono i testi ufficiali del progetto, e dunque il diritto di veto. Inoltre, la urchia questa volta richiede che l’applicazione delle quattro libertà fondamentali dell’Unione europea, sia valida anche a Cipro per i propri cittadini (della Turchia) e che essi (sempre i cittadini della Turchia) possano anche essere nominati in cariche pubbliche del … nuovo Stato federato cipriota.

Ricordiamo che le quattro libertà sono, nel quadro dell’Unione europea, le libertà del (fatale) mercato unico, vale a dire la libera circolazione delle merci, dei capitali, dei servizi e delle persone. In breve, la Turchia avrebbe ottenuto in questo modo il controllo totale di Cipro, e attraverso questo, cioè tramite il veto interno, e per estensione tramite il veto esterno (Cipro, paese … membro dell’Unione Europea) questo paese potrà bloccare e/o influenzare le decisioni e le direttive CEE che non saranno compatibili con i propri interessi. La stampa tedesca, parla già del caso … come un modo di far entrare la Turchia nell’UE dalla porta di servizio (Eleni Theocharous, Atene il 22 e 23 gennaio 2017).

Il più grave è che il Presidente di Cipro è andato a Ginevra – ufficialmente come … l’unico rappresentante della comunità greco-cipriota – per partecipare ad una conferenza in cui un paese sovrano (membro delle Nazioni Unite e dell’UE) si è auto-abolito. Una prima assoluta. In primo luogo il Presidente Anastasiadis non aveva avuto alcun mandato per farlo (tramite il Parlamento, o un referendum …), e poi, in un breve tragicomico momento, nel bel mezzo di una storicità schiacciante, lasciando la stanza in cui si svolgeva la conferenza, Anastasiadis aveva sostenuto poco convinto che sedeva là come capo di stato, mentre appena un minuto dopo Kotzias, il ministro degli esteri greco, ha detto il contrario.


Cipro, Paphos.
Cipro, Paphos.
Cipro, zona vietata.
Cipro, zona vietata.


Dettaglio altrettanto suggestivo, il suo omologo cipriota Kassoulidis è stato … licenziato da Ginevra e non ha potuto partecipare ai colloqui, su richiesta della Turchia sotto la minaccia di lasciare la conferenza (con l’avallo dell’ONU e di Jean-Claude Junker … l’osservatore e, come noto, osservatore dei trattati di cosiddetta UE, che nessun processo democratico + mai riuscito a turbare). Questa logica è fondamentalmente la stessa e per la cronaca, si è fatto finta che il ministro … senza paese Kassoulidis doveva andare a Bruxelles in quanto vi sarebbero state “cose da fare”. Il ridicolo non uccide, tranne apparentemente popoli e sovranità che dovrebbero essere i loro.

Devo chiarire qui che, riguardo all’affermazione di Eleni Theocharous sulle quattro libertà che sarebbero applicabili ai cittadini della Turchia che otterrebbero un diritto di veto e quindi  un controllo esterno sulla direzione di l’UE, io sono scettico. La mia aporia (in greco l’aporia è parola che designa questa forma di profonda messa in discussione) posta pubblicamente durante il dibattito … è rimasta senza risposta, questo apparente paradosso si riferisce alla relativa indifferenza e laissez-faire messa in mostra dalla UE a Ginevra e a Mont Pelerin, in apparente spregio dei suoi stessi interessi.


Nei pressi dell'aeroporto fantasma di Nicosia dal 1974
Nei pressi dell’aeroporto fantasma di Nicosia dal 1974
Dibattito su Cipro. Atene, 23 gennaio
Dibattito su Cipro. Atene, 23 gennaio


La risposta che non mi è stata concessa, resta ipotetica e ancora … sorprendentemente attuale. In primo luogo, l’attuale Unione europea (come passato) non è una unione tra i paesi uguali, sovrani e liberi, anzi non è una unione e basta. Questa geometria variabile a vantaggio della Germania, va detto, è (e sarà sempre) come appare oggi nella applicazione delle quattro libertà come in molti altri campi.

I Paesi (soprattutto alcuni paesi) decideranno a loro piacimento, la libera circolazione avrà un significato diverso … caso per caso, l’Unione europea, come la sua zona euro non sarà la stessa per tutti, o non ci sarà nemmeno più essa stessa. Tutto ciò che sta accadendo, l’èlito-crazia tedesco-europeista, Junker testa, è ben consapevole dei problemi, se non che la gente andrà ancora a votare quest’anno … ma la realtà resta ancora dietro lo schermo.

Ci potrebbe essere, suppongo, in ogni caso, una sorta di ‘accordo’ e/o di ricatto tra i leader della Turchia (e non solo) e quelli dei paesi centrali dell’UE, e in particolare della Germania (dopo la Gran Bretagna) riguardo Cipro, in particolare poiché le elezioni tedesche (e francesi) sono vicine, e che, per esempio, la crisi (provocata) dei migranti è ancora ante portas. Più profondamente, nell’affare-cipriota nel 1950, come già notò con amarezza il poeta e diplomatico greco Yorgos Seferis (in uno scritto del 1951-1956), c’era un parallelo molto preciso tra il destino dell’isola di Formosa e quello di Cipro, tra il ‘Foreign and commonwealth Office’ e il ‘Dipartimento di Stato’: Cipro doveva rimanere sotto il controllo delle potenze occidentali.


Nicosia aeroporto dal 1974 fantasma
Nicosia aeroporto fantasma dal 1974
12-aeroporto di Nicosia, fantasma dal 1974.
12-aeroporto di Nicosia, fantasma dal 1974.

Poi … riguardo altri accordi più vecchi sono noti (anche) alcuni documenti declassificati della CIA, secondo i quali la dittatura dei colonnelli in Grecia era stato messa in atto (o almeno favorita) dagli Stati Uniti nel tentativo di strumentalizzarli e rimuovere la Repubblica di Cipro, offrendola alla Turchia. Tale era stato anche l’intero significato del tentativo di colpo di stato contro il presidente Makarios di Cipro al 15 luglio 1974 da parte della Guardia Nazionale guidata da ufficiali greci vicini ai colonnelli, in modo da dare alla Turchia l’opportunità di intervenire e, allo stesso tempo, provocando il crollo della dittatura militare greca (che aveva così compiuta la sua missione …). Un’operazione in realtà marchiata Henry Kissinger, secondo le fonti ora disponibili. I Colonnelli greci hanno semplicemente svolto il ruolo di utili idioti, e il leggendario Segretario di Stato dovrebbe essere perseguito – per l’invasione di Cipro da parte della Turchia – per crimini contro l’umanità” .

Più di recente, e per quanto riguarda il precedente tentativo di “soluzione” al problema di Cipro si prese la stessa direzione … e si ricominciò da capo. Era il 2004, durante il periodo del … piano Annan (respinto con un referendum a Cipro). A questo proposito, Daniel Fried nel 2003 ha ammesso pubblicamente che il piano Annan per Cipro aveva l’obiettivo (tra gli altri) di fare di Cipro un ostaggio strategico di Ankara (oltre ai miliardi di dollari in gioco). In cambio, Ankara avrebbe permesso agli Stati Uniti di aprire un secondo fronte attraverso la Turchia per l’invasione americana dell’Iraq nel 2003. Ci fu anche questo ordine piuttosto cinico di Washington che inviò alla delegazione degli Stati Uniti in Svizzera nel 2004, letteralmente “sparare al sud” (Mihalis Ignatiou e Marios Evryviadis, 2014). Come niente …


Nicosia aeroporto fantasma dal 1974
Nicosia aeroporto fantasma dal 1974


Il piano attuale per 2016-2017 “per risolvere” il problema di Cipro (in realtà problema tra le potenze occidentali e talvolta oltre), è una riedizione riscaldata del piano Annan nel 2004, e … una reincarnazione meno eclatante delle aspirazioni in parte realizzate nel 1974 da Henry Kissinger. Detta soluzione è quella di creare un nuovo protettorato della Turchia (e delle potenze occidentali). Poi, e in tale prospettiva, la porta sarà aperta alla islamizzazione dell ‘isola, dopo la partenza degli abitanti (anche se in maggioranza) greco-ciprioti e turco-ciprioti, il tutto attraverso una teratogenesi [ndt:nascita malata] di un nuovo pseudo-stato.

Così è noto che la Turchia ha inviato un documento ufficiale al Consiglio europeo (UE) nel 2014, sostenendo che la Repubblica di Cipro è uno stato morente (sic), ed i governi degli altri paesi non hanno aria davvero di prendere posizione su questo documento (Eleni Theocharous, Atene il 22 e 23 gennaio 2017).

Questo nuovo … protettorato che sarebbe basato sul comunitarismo e governato da questo solo, in una forma di regime che ignora la maggioranza dei residenti (legali), senza esercito … tranne l’esercito di occupazione della Turchia (il cui esercito ha anche entrato in Siria e Iraq) e che non andrà via, questo ci dice l’esperienza. Tutto questo, e cioè l’insieme delle novità rispetto al 2004; è un colpo di stato da parte del Presidente Anastasiadis perché … anche Henry Kissinger può imparare dagli errori … migliorando.


Il Presidente Anastasiadis (stampa greca)
Il Presidente Anastasiadis (stampa greca)


Alcune fonti internazionali ritengono che la… nipote spirituale di Henry Kissinger, Victoria Nuland, molto attiva nel nuovo processo di Cipro, abbia minacciato direttamente il presidente Anastasiadis, potenzialmente “ricattabile” per certi affari del suo studio legale negli Stati Uniti.

Il golpe in corso è (in caso di successo) anche questo: il Presidente Anastasiadis chiederà alle Nazioni Unite di adottare una nuova risoluzione che approvi il piano attuale e annulli le sue precedenti decisioni (comprese quelle di condanna dell’occupazione militare turca di Cipro del Nord). Così, davanti al fatto compiuto, al momento del referendum … sarebbe tutto deciso, prima ancora che ci fosse. (Eleni Theocharous, Atene il 22 e 23 gennaio 2017). E il tutto con l’approvazione della cosiddetta Unione europea. Come già detto Jean-Claude Junker, “Non ci può essere scelta democratica contro i trattati europei.” A quanto pare nemmeno contro la geopolitica deii potenti.

Solo che il tempo stringe e la gente dovrebbe capire che questo processo consiste nell’uso strategico di una comunità minoritaria per dividere un popolo e distruggere anche uno stato (come la sovranità popolare), ciò è una minaccia velata verso altre persone, nazioni e membri della troppo vecchia UE.

Colpo di Stato permanente, ci torneremo (nella terza e ultima parte di questo lavoro) per il lettore attento e, si spera, consapevole del momento storico in cui viviamo.

Ora, molto poco di nuovo sulla Terra. “Sotto la noia dell’isola, delle piccole piogge sottili”, come scrisse a suo modo il poeta (Jules Laforgue), la geopolitica e altro ancora. I vecchi litigi!

I vecchi litigi! Atene 2017
I vecchi litigi! Atene 2017

 


 

 

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