Se questo è un sindacato

Lunedì mattina di un giorno qualsiasi del 2017.

La casella mail del delegato sindacale di base riceve un messaggio direttamente dal “segretario” nazionale unitario. La sigla non ha importanza: quello che c’è scritto potrebbe provenire da uno qualunque dei segretari confederali: su questi temi dicono tutti le stesse cose. Il testo parla di evasione fiscale, classico tema-civetta… già mi prude il coppino. Inizio a leggere.

 

“Sono dati che si commentano da soli, che confermano la gravità dell’ammontare dell’evasione fiscale nel nostro paese, la cui portata è grande come una casa”

Grande quanto? Quali sono i dati? Due righe dopo

“a proposito dei dati sulle dichiarazioni dei redditi”

Bene. Ne hanno parlato i notiziari, (ad esempio QUI oppure QUI) ma cosa dicono esattamente quei dati? Nel comunicato i dati non ci sono, né ci sono “iperlink” che rimandino a una fonte. Messaggio implicito: vatteli a cercare, se ti interessa, altrimenti, come dicono a Roma, “stacce”.

Proseguo, c’è un paragrafo tutto in grassetto.

“La lotta all’evasione è una delle questioni centrali per cui possiamo misurare il Paese del futuro. Il primo argomento è introdurre il contrasto di interesse, come abbiamo fatto per le ristrutturazioni in edilizia dove ha funzionato bene. Va dunque allargato il campo in altri settori come i servizi alla persona”.

Calma, un momento, ragioniamo (cit.)

La lotta all’evasione è una di quelle questioni che di solito si mettono davanti al naso del pubblico per non parlare di altre cause della crisi, come la corruzzzzzzione brutta brutta, o gli statali che timbrano in mutande. Sono fenomeni odiosi, irritanti, che fanno andare subito il sangue alla testa degli “onesti” (tutti siamo onesti, data la regola aurea dello Scanavacca), ma sono fenomeni che è molto difficile quantificare (checchè circolino delle cifre) e che, comunque, esistevano in misura simile anche quando eravamo la quinta potenza industriale del mondo, il che significa che, forse, non è quello il punto nodale.

Passiamo oltre e veniamo al rimedio.

Il “contrasto di interesse” è quella cosa per la quale tu, quando arriva l’imbianchino a dipingerti la stanza, gli dici che vuoi la ricevuta perché la deduci dalle tasse e lui ti fa lo sconto se lo paghi in nero. Naturalmente, lo sconto che ti propone è inferiore a quanto tu presumibilmente riuscirai a dedurre dal 730 (ammesso che riesca a capire dove mettere la deduzione ed a calcolarla nel totale), perché la deduzione la prendi tra un anno se va bene, mentre lo sconto lo incassi subito. A quel punto parte una trattativa e, di solito, alla fine fai a metà per uno. Ha funzionato contro l’evasione? Può darsi, anzi diamo credito al sindacalista, diciamo di sì, ha funzionato, ma per contrastare l’evasione degli imbianchini. Siamo tornati la quinta potenza industriale del mondo? Abbiamo aumentato il gettito fiscale in modo decisivo? Non mi pare.

Ah, beh, ma qui si dice che gli imbianchini non bastano, “va allargato il campo”, bene, a chi? Alle multinazionali tipo Google, Amazon, Ikea che fatturano in paradisi fiscali gli utili esorbitanti fatti in Italia? Alla Fiat con sede in Olanda? All’ENI con sedi di comodo in mezzo mondo? No. Il campo va allargato ai “servizi per la persona” (sic). La prima cosa a cui penso è alle badanti in nero, che sono in nero perché stanno senza permesso di soggiorno e/o perché la famiglia che le assume non può permettersi di pagare lo stipendio di legge più i contributi, magari perché, a sua volta, in quella famiglia ci sono solo lavori precari o sottopagati e la pensione del paziente da assistere è scarsa. Sicuramente mi sfugge qualcosa, ci saranno altri servizi alla persona che evadono il fisco, ma non possono essere che attività piccole, magari organizzate in finte cooperative, disdicevole, certo, da colpire, senza dubbio, ma non riesco a immaginare che risolviamo i problemi dell’Italia recuperando l’evasione di questi soggetti. E poi il gettito fiscale italiano è in linea ai valori più alti dei paesi sviluppati: c’è semmai un problema di redistribuzione del carico fiscale, ma nel comunicato non se ne parla: prima colpire, poi, casomai, redistribuire.

Sarebbe abbastanza per rovinarsi la giornata, ma il meglio deve ancora venire. Dopo aver espresso un paio di banalità sull’inflazione, arriva il carico da undici. Il comunicato è in terza persona, è il segretario che parla.

“Sul problema del lavoro XXXXX ha aggiunto che quello dell’occupazione è un tema centrale, il discorso vale per l’Italia come per tutta l’Europa. C’è bisogno di più Europa per far ripartire la crescita, dunque offrire più posti di lavoro ai cittadini europei.”

Fine del comunicato. Game, Set and Match. A marzo 2017 uno dei segretari generali di uno dei maggiori sindacati italiani può ancora chiudere un comunicato con un “CI VUOLE PIU’ EUROPA”

E io dovrei diffondere questa roba?

Un sindacato che fa la lotta all’evasione solo se colpisce gli sfigati, che, mentre la sanità pubblica viene smontata pezzo a pezzo, attacca i servizi alla persona quando sono forniti ai meno ricchi e che, last but not least, giura eterna fedeltà all’istituzione che lo sta distruggendo, insieme ai lavoratori suoi iscritti, ovviamente, che pagavano la quota di iscrizione convinti servisse a difenderli.

Eppure non è difficile da capire, nemmeno per un leader sindacale, volendo: un produttore di beni o servizi in un mercato aperto ha due fattori (più uno) che determinano il prezzo di ciò che vende:

  1. il costo di produzione;
  2. il margine di profitto che vuole ottenere;
  3. il tasso di cambio (solo se vende all’estero).

Lasciamo stare, per ora, il profitto che consideriamo una variabile indipendente (non è giusto, ma è così). L’Italia esporta il 30% del proprio PIL, il che significa che, largo circa, tolto il PIL da servizi che non possono essere importati né esportati, buona parte del manufatturiero rimasto commercia con l’estero, quindi il prezzo finale dei suoi beni dipende sia dal costo di produzione (punto 1) che dal tasso di cambio tra le valute dei due paesi (punto 3). Ebbene, quando un paese – come fa l’Italia – scambia molti beni con l’estero per parti rilevanti del suo PIL, un fattore di riequilibrio dei conti con l’estero è dato dal CAMBIO DELLA VALUTA che oscilla in modo sincrono alle oscillazioni della domanda: se un paese vende molto all’estero, la domanda della sua valuta sale e quindi il cambio “si apprezza” verso le altre valute, il che fa aumentare il prezzo finale dei suoi beni per gli altri paesi. Questo causa, nei mesi seguenti, un calo della domanda, perché i beni di quel paese diventano più cari. Il calo della domanda rende a sua volta meno richiesta la valuta del paese produttore, che quindi si svaluta e fa scendere, nel medio termine, i prezzi dei suoi beni …il calo dei prezzi farà poi risalire la domanda e così via. Lo stesso effetto si ottiene, ovviamente, agendo sull’altro fattore rimasto che compone il prezzo, cioè il costo di produzione, con due decisive differenze: l’aggiustamento tramite abbattimento dei costi è molto più lento e, soprattutto, detto “aggiustamento” riguarda delle persone, perché ridurre il costo di produzione significa, in ultima analisi, ridurre il costo del lavoro, quindi ridurre stipendi, garanzie, provvidenze extra etc  

Dice: e questo cosa c’entra con il “più Europa” del sindacato? C’entra eccome, perché se accetti, come ha accettato l’Italia, di entrare in un meccanismo che blocca il fattore cambio su un valore fisso e predeterminato, vuol dire che contemporaneamente stai scegliendo di FARE TUTTI I TUOI FUTURI AGGIUSTAMENTI COMPETITIVI AGENDO SUL LAVORO. Un antico detto dei nativi americani dice “se raccogli un capo del bastone, stai raccogliendo anche l’altro”. Un sindacato non può non sapere queste cose, quando dice “ci vuole più Europa” nè tantomeno lo può dire 15 anni dopo l’introduzione definitiva di quel meccanismo, quando tutti i suoi più deleteri effetti sul lavoro si sono ampiamente e diffusamente manifestati in diversi paesi, Italia compresa.

In questo mondo così “europeo”, la svalutazione non può più interessare l’entità inanimata, cioè la moneta, e quindi, non potendo toccare i profitti, si scarica esclusivamente sull’ultimo fattore rimasto, il costo di produzione, e quindi il lavoro. SVALUTARE LA MONETA E’ IMMORALE, SVALUTARE IL LAVORATORE, INVECE NO. Il sindacato avrebbe dovuto fare il diavolo a quattro per non farci entrare e dovrebbe oggi agire esclusivamente contro quel nemico, se vuole sopravvivere facendo l’interesse di chi lo sostiene, cioè del lavoro. Ma il sindacato, il difensore del lavoro, vuole “più Europa” che significa “più svalutazione del lavoro”. Come se un alcolista, intossicato dal vino volesse guarire passando alla vodka. Da non crederci (ma si sapeva, eh… ).

In questo sconforto di panorama, due sole cose sembrano certe:

  1. L’Europa finirà male comunque, nonostante i patetici sforzi dei sindacalisti di vertice e di molti dei loro sodali. Certo potrebbe finire prima e con meno dolore e morte se il sindacato decidesse di fare il sindacato; avete idea di una forza sociale con milioni di iscritti che dichiara guerra all’Euro? Fantastico, sarebbe un catalizzatore formidabile, ma non lo farà.
  2. Chi sta facendo queste dichiarazioni non resterà disoccupato. Che poi forse è il vero motivo per cui le fa.

Ma una piccola speranza resta: dato che finirà male (anche) per colpa loro, forse il crollo se li trascinerà via.

 

Cipro baciata dalle onde – parte III

La storia ci sorpasserà? “Rovine, quindi. Rovine dovute all’abbandono, nonché alle devastazioni di uomini e carri armati. rovine orfane, in realtà. Queste strade vuote, le facciate impacchettate, queste mura ammaccate: un orfanotrofio per fantasmi. Le rovine, le ho frequentate, una volta, quando ero un adolescente e la città di Orleans, dove vivevo, fu bombardata ogni giorno nel periodo della Liberazione. Abbiamo vissuto nel bel mezzo di una città crollata, a rimuovere rottami e tombe, al punto che, quando vedevo edifici intatti, cominciavo meccanicamente a calcolare il tempo che sarebbe stato necessario per demolirli!”, Ha scritto il grande viaggiatore e scrittore Jacques Lacarrière sulla ‘zona morta’ di Nicosia.

Nicosia Dead Zone
Nicosia Dead Zone

Jacques Lacarrière è morto il 17 settembre 2005 a Parigi, per i postumi di un intervento di chirurgia ortopedica, le sue ceneri sono state sparse fuori Spetses in golfo Argosaronico di fronte a Atene, ma il suo lavoro è rimasto.

“A Nicosia, la zona cuscinetto, abbiamo visto, è anche chiamata Dead Zone o Linea Verde. Ma questa zona cuscinetto si estende ben oltre la città e attraversare l’intera isola, dalla baia di Famagosta, a est, a ovest di Morphou. E lì, ha un solo nome: Linea Attila. Un nome ben meritato, se si pensa alle migliaia di profughi greco-ciprioti furono costretti a lasciare il nord, abbandonando le loro terre e case: quasi 200.000 secondo le stime delle Nazioni Unite. Attila:
re degli Unni che ha devastato l’Oriente e gran parte dell’Occidente nel V secolo D.C. Linea Attila: tracciato che segna la zona di sicurezza tra la parte occupata dai turchi di Cipro e quella più propriamente cipriota, secondo quanto stabilito in base alla posizione delle forze nemiche 30 luglio 1974”.

“I combattimenti cessarono quel giorno, ma non la guerra che continua semplicemente in un’altra forma. Si deve comprendere che se i ciprioti, sia greci che turchi, o più correttamente, ellenòfoni e turcòfoni, sono di casa a Cipro da lungo tempo, non è lo stesso per le migliaia di coloni turchi trapiantati dalla Turchia nelle vicinanze. Si tratta di un vero e proprio insediamento coloniale concepito per creare un fatto compiuto e fornire il pretesto per una possibile o potenziale annessione del nord alla Turchia. Fortunatamente, negli ultimi mesi, il vento sembra girare nella direzione giusta e favorire la ripresa dei negoziati tra le due parti. ”

“La frattura che continua a segnare l’isola da un lato all’altro, che esiste per esclusiva responsabilità dei turchi, va sottolineato bene, è qualcosa di assurdo e arcaico. Come era, prima della sua distruzione, il disastroso muro di Berlino. Nella Pompei di Nicosia, lo spettacolo di questo ambiente fatto di vuoto e di mancanze, dove tuttavia si possono percepire le voci ovattate dei combattimenti, è uno spettacolo veramente schizofrenico. Ecco dove portano il nazionalismo dilagante, i patriottismi infantili: a trasformare le case in bunker, i tetti in osservatori, le mura in cimiteri di sabbia e le finestre in orizzonti spinati”(Jacques Lacarrière,”).

Nicosia - zona morta
Nicosia – zona morta
Jacques Lacarrière, 'Nicosia - zona morta'
Jacques Lacarrière, ‘Nicosia – zona morta’
Nicosia, Dead Zone
Nicosia, Dead Zone
Nicosia, Zona Morta e la parte occupata dall'esercito turco
Nicosia, Zona Morta e la parte occupata dall’esercito turco
Nicosia zona morta
Nicosia zona morta

L’ultimo vento che soffia da Ginevra è cattivo, quindi, e ciò che viene presentato come “ripresa dei negoziati tra le due parti,” in realtà cristallizza i risultati … del nazionalismo sfrenato, la nuova geopolitica mondiale e meta-democratica.

Durante le discussioni tenute ad Atene sul tema (22 e 23 gennaio 2017), il politologo e analista Dimitris Konstantakopoulos ha sottolineato questo carattere “innovativo” profondamente meta-democratico che poi governa tutte le “soluzioni” imposte dalle èlites globalizzatrici, a Cipro, come altrove: “a Cipro, la Conferenza di Ginevra ‘ha compiuto il suo miracolo’, vale a dire, in primo luogo la produzione di un nuovo protettorato, dopo l’auto-soppressione della Repubblica di Cipro, l’unica entità statale riconosciuta a livello internazionale. Un colpo di stato completato con la responsabilità di tre paesi: la Grecia, paese diventato un protettorato economico, la Gran Bretagna, paese con interessi vitali a Cipro, tra cui basi militari, e, infine, la Turchia, i cui interessi vitali (quelle dell’invasione, occupazione e colonizzazione della parte settentrionale dell’isola dal 1974) saranno pertanto mantenuti e consolidati. ”

Quello che succede poi per Cipro, supera il contesto geopolitico regionale. Si osserva più precisamente una componente della strategia dello shock, vale a dire, la generalizzazione negli atteggiamenti formattati dai media di una grande, programmata, ambiguità, sia ideologica sia psicologica. I soggetti, le persone si perdono. In sintesi, è il sapore della “soluzione” … preparata da altre persone (e soprattutto dai grandi paesi), che porta al “superamento” delle morenti democrazie di tipo occidentale. Di fronte a questo grande attacco; abbiamo solo tre armi da usare in questa guerra totale: la Verità, la Democrazia e il Logos [ndt: il Pensiero]. Possiamo ancora servircene?

 

Cipro nel 2017
Cipro nel 2017
La zona economica esclusiva (ZEE) di Cipro e ... giacimenti di gas naturale
La zona economica esclusiva (ZEE) di Cipro e … giacimenti di gas naturale
Zona di Cipro occupata
Zona di Cipro occupata

Cipro e la Grecia, sono a tutti gli effetti in prima linea … davanti a questo nuovo meccanismo di annientamento di popoli dovremmo meditare, e con urgenza, informare ed educare anche gli altri popoli. E non bisogna attendere un solo minuto storico in più, il tempo di raggiungere le conclusioni della nostra osservazione … e saremmo annientati.

Perché attraverso la nuova realtà storica a partire dal 1991 e la fine dell’URSS, i metodi utilizzati per distruggere i popoli, gli Stati e le loro sovranità non sono (solo) gli stessi del passato e dobbiamo analizzarli più rapidamente . Per esempio, si utilizza il cambio di segno, come in matematica per invertire le realtà (e i termini dei problemi). Soprattutto prima delle elezioni. In molti casi, ciò che viene annunciato (dai politici, dai giornalisti attraverso la loro neolingua) è spesso il contrario di quello che poi sarà fatto (Dimitris Konstantakopoulos). Si evoca la “soluzione” a Cipro … come si evoca, tra le altre, la “soluzione o la costruzione europea”.

E’ comprensibile. Cipro è un’isola strategicamente importante nel Mediterraneo, Cipro è sulla linea tra Gibilterra e Malta, Cipro è attraversato (come la Grecia) dall’attrito delle placche tettoniche della geopolitica, tra il blocco euro-atlantista e blocco dell’Eurasia. Del resto, per giustificare la sua politica favorevole all’invasione di Cipro da parte dell’esercito turco nel 1974, Henry Kissinger finì per ammettere pubblicamente: “Che cosa volete, eravamo nella guerra fredda. Avevamo perso Malta, non potevamo perdere anche Cipro”(Dimitris Konstantakopoulos).

Nello stesso ordine di idee, poco prima del 1960, Harold Macmillan, in preparazione della “soluzione” precedente per Cipro, disse al Parlamento britannico: “Il nostro obiettivo in questi negoziati è quello di vanificare il desiderio di indipendenza dei greci di Cipro, in collaborazione con la Grecia, utilizzando il rifiuto turco, in realtà si tratta semplicemente di perpetuare il nostro controllo dell’isola “(Dimitris Konstantakopoulos, citato a memoria).

Nicosia attualmente viva
Nicosia attualmente viva
Cipro, nuovo porto turistico a Limassol.
Cipro, nuovo porto turistico a Limassol.

Divide et impera, come di nuovo si tentò di fare nella “soluzione” precedente del piano Annan nel 2004. Esso è stato riproposto (e rinnovato), attualmente a Ginevra. I due popoli psicologicamente più indeboliti nelle società europee (greci e ciprioti) soffrono ora l’attacco finale, che mira a far scomparire (anche) loro stati. Ovviamente, i globalizzatori non potrebbero avviare un tale processo così apertamente, ad esempio con il popolo tedesco e francese. Ma tale processo, in caso di successo, potrebbe portare ad una forma di regime generalizzata di tecno-totalitarismo.

Nel gennaio 2017, il ministro degli Esteri greco Nikos Kotzias, a seguito dei negoziati di Ginevra, ha detto che la minoranza avrà lo stesso potere decisionale rispetto alla maggioranza e che “noi” ci accingiamo a preparare una nuova costituzione per Cipro. “Noi” chi? … I tre paesi (Grecia, Turchia, Gran Bretagna), che si riunirà per… “offrire” il testo fondamentale ad un quarto paese.

Senza nessuna assemblea Costituente senza alcun referendum, al di là di ogni sovranità popolare, è ancora e sempre un inasprimento del metodo di Jean Monnet … reso famoso attraverso la cosiddetta “integrazione europea” … I paesi poveri riempiti di elettori futuri. Lontano, molto lontano dal concetto di democrazia di Tucidide, giunto a noi attraverso l’Epitaffio di Pericle che Castoriadis ha così meravigliosamente analizzato nel suo lavoro: la democrazia è prima potenza (Kratos) della maggioranza, e ciò anche se quest’ultima può anche sbagliarsi, su alcune decisioni.

“Possiamo quindi considerare, purtroppo senza esagerazione alcuna, che stiamo assistendo al colpo di stato più radicale in Europa dopo le aggressioni del 3° Reich”, ha detto Dimitris Konstatakopuolos, e mi permetto di aggiungere a questo, la cosiddetta “costruzione europea”. Ciò che distingue l’attuale Putsch di Ginevra da quello (per esempio) della Giunta dei Colonnelli in Grecia nel 1967, è che sotto i colonnelli, la Costituzione fu sostanzialmente sospesa, non abolita. Tutti sapevano che il periodo della dittatura sarebbe passato e che la Costituzione non sarebbe tornata in vigore. Mentre il progetto … (pseudo) federalista Cipro, ha introdotto da subito la morte dello stato esistente, come quella della sua Costituzione. Ci sarebbe da fare un parallelo con il progetto europeista, il mio amico Olivier Delorme può vi troverà un altro motivo per lasciare l’UE.

Già a suo tempo, il Piano Annan per Cipro nel 2004 aveva molti punti in comune con il Trattato di Maastricht, sia nella filosofia che nel metodo utilizzato. L’attuale piano discusso a Ginevra, come tutti i testi, a partire dai memoranda imposti alla Grecia, è portatore di questa filosofia giuridica che stabilisce un nuovo regime a partire dal colpo di stato e dalla violenza (di qualsiasi tipo) specifico di Carl Schmitt (1888-1985), noto giurista ufficiale della Germania nazista, il filosofo e intellettuale della dottrina del decisionismo sotto il regime nazista.

Dibattito ad Atene il Cipro. Dimitris Konstantakopoulos (a destra). 23 gennaio 2017
Dibattito ad Atene il Cipro. Dimitris Konstantakopoulos (a destra). 23 gennaio 2017

Dimitris Konstantakopoulos ricorda che, secondo alcune fonti ancora da verificare, sia il piano Annan, sia il Trattato di Maastricht ed anche i memoranda imposti dalla troika in Grecia e Portogallo sarebbero usciti dallo stesso studio legale con sede a Londra. Un dritta per … giornalisti!

Studio legale o no, ciò che è particolarmente importante per l’attuale “soluzione cipriota”, discussa a Ginevra è che abolìsce tutti i principi, tutti nello stesso momento, tutti i fondamenti che regolano il funzionamento delle democrazie occidentali, vale a dire, la regola della maggioranza, la distinzione dei poteri e il diritto di ogni Stato di difendersi. Qui dobbiamo chiarire che il Protettorato immaginato dai partecipanti a Ginevra sarebbe uno “stato” privo di forze armate (anche se con il parcheggio dell’esercito turco nel suo territorio per un periodo indefinito), e con forze di polizia composte per il 25 % da greco-ciprioti, il 25% da turco-ciprioti e il restante 50% da stranieri … importati a Cipro da poteri ed istituzioni internazionali.

Questo progetto prevede in modo ancora più accurato che questi agenti di polizia stranieri saranno forniti per metà da uno o più paesi musulmani, e per l’altra metà, da uno o più paesi cristiani. Ecco allora uno stato futuro senza esercito, ma con un esercito di occupazione sul suo territorio, senza esercito, ma, in realtà, con quattro milizie, il tutto sotto criteri (pseudo) legittimati dall’appartenenza religiosa. Il risultato sul terreno sarebbe, molto probabilmente, la libanizzazione e così (di nuovo) la guerra tra paesi, compresi, forse, Grecia e Turchia.

Fiasco o no, Ginevra è prima di tutto, un’idea volontariamente malata, un’operazione compiuta sul cadavere della Repubblica di Cipro, ucciso al di fuori di ogni volontà popolare sovrana. Ciò che il presidente Anastasiadis si affretta ad eseguire, assomiglia molto alla creazione dello Stato di Vichy dal potere del maresciallo Pétain. Almeno, quest’ultimo fu originariamente investito dei più ampi poteri dall’Assemblea nazionale costituente, il 10 luglio 1940, prima di ottenere il titolo di “capo dello Stato francese”, regime poi dichiarato “illegittimo, nullo” dal generale de Gaulle, come sappiamo. Per abolire la Repubblica di Cipro, il Presidente Anastasiadis non ha consultato nessuno, né l’Assemblea né tantomeno il “suo” popolo. Inutile forse ricordare che, a Cipro come in Grecia, il “parlamento” è muto, inattivo e inesistente. Segno dei tempi.

C’è di che essere preoccupati. Non riponiamo alcuna fiducia nel personale meta-politico di Atene come di Nicosia. Nicos Anastasiades sta sempre più spesso annegando i suoi sentimenti nell’alcool, perché in realtà l’uomo soffre (anche) di alcolismo.

Ecco la condizione finale e letale in cui sono le nostre democrazie e quindi i paesi, i popoli e le nazioni, a seguito di un buon mezzo secolo di “conquiste europee”, nel corso degli anni della Troika, con il pretesto di debito, infiniti anni di “riforme strutturali” e austerità. Avendo … compiuto un ulteriore passo verso il baratro, i greci sanno per esperienza che le future elezioni ormai saranno inutili in ogni caso, e non lo saranno più senza un rimodellamento radicale della vita politica del paese, il che non è facile. Altri popoli … a quanto pare, ancora votano e questo è importante. Sulla base della nostra avanzata, e avariata, esperienza, dovrebbero essere più accorti prima di compiere certe scelte politiche.

Un passato umana scolpita. Tempio di Poseidone. Capo Sounion, gennaio 2017
Un passato umano scolpita. Tempio di Poseidone. Capo Sounion, gennaio 2017

Il grande poeta Yorgos Seferis “di ritorno dai tre viaggi a Cipro, realizzati nel 1953, 1954 e 1955 (…) pubblicò il suo penultimo libro, diario III, nel 1955, otto anni prima di vincere il premio Nobel per la letteratura. Va detto che Cipro interessa Seferis soprattutto nel dopoguerra, all’interno delle sue funzioni diplomatiche di consigliere dell’Ambasciata a Londra (1951-1952), ambasciatore della Grecia a Beirut (1952-1956) e ambasciatore della Grecia a Londra (1957- 1962). Ma per il poeta, la questione di Cipro è un momento di riflessione e la ricerca poetica di alto livello che trova espressione nel Giornale di Bordo III. (…) L’isola di Cipro, agli occhi del poeta si presenta come un luogo intermedio, sia nello spazio e nel tempo, favorevole alla scoperta e anche la rivelazione.”

“Il poeta scopre lì un mondo in cui la gente parla greco, che è greco, ma che non dipende dallo Stato greco, come la Smirne della sua infanzia. Ma allo stesso tempo, la Cipro del dopoguerra, occupata da disordini politici che il poeta tratta ogni giorno come parte delle sue funzioni diplomatiche, potrebbe subire la stessa sorte dell’Asia Minore tra le due guerre. Le riunioni di cui poesie sono l’eco acquisiscono una tragica colorazione, in cui la storia personale del poeta aderisce alla grande storia “Stéphane Sawas,” Smirne Cipro: viaggi della memoria in Seferis “.
Dopo Yorgos Seferis e seguendo Jacques Lacarrière, Cipro, ai nostri occhi nel 2017, appare sempre come un luogo intermedio, sia nello spazio che nel tempo, favorevole alla scoperta ed anche alla rivelazione … di quell’altro mondo che ci è riservato. A meno che, naturalmente non ci sia una reazione da parte nostra.

Cipro, un’isola baciata dalle onde. Cipro, l’isola in cui si alimentano ancora i gatti, e forse, la democrazia e la speranza.

Cipro, dove si nutre ancora i gatti.
Cipro, dove si nutre ancora i gatti.

Cipro baciata dalle onde – parte II

Il lettore attento e, si spera, consapevole del momento storico in cui viviamo, comprende che l’attualità su Cipro necessariamente lo riguarda, perché la posta in gioco è la vera manifestazione di ciò che è in programma, sia a breve che a medio termine, per quanto riguarda l’uccisione di stati e nazioni (così come dei popoli) attraverso una guerra non convenzionale. Cipro è baciato dalle onde, e non solo quelle marine, ma anche da quelle della geopolitica e delle mutazioni meta-democratiche (già) in corso in Europa.


Eleni Theocharous, Membro cipriota del Parlamento Europeo. Atene, 23 Gennaio 2017
Eleni Theocharous, Membro cipriota del Parlamento Europeo. Atene, 23 Gennaio 2017


Per questa seconda puntata della serie di tre articoli che dedico al simulacro di negoziazione (come alla ridicola “soluzione” come la chiamano i presunta media influenti), mi baso tra gli altri, sugli interventi pubblici tenutosi ad Atene (22 e 23 gennaio 2017) di Eleni Theocharous, Eurodeputata di Cipro. Nel 2015, ha lasciato il partito di coalizione democratica (DISY, partito cipriota conservatore politico e membro del Partito popolare europeo) cipriota e ha fondato il Movimento di Solidarietà.

L’ultimo in ordine di data, rigurgito di ontologia su questi negoziati su Cipro (che si svolgono in Svizzera), che stanno cercando di imporre una “soluzione” neo-coloniale, facendo esattamente seguito al neocolonialismo interno all’Unione europea dei memoranda e della Troika in Grecia, a Cipro e, in misura minore, ma non meno “promettente” … altrove.

Il contesto storico, già abbastanza legato a una qualche forma incompiuta di decolonizzazione dal Regno Unito (e, per estensione, dagli Stati Uniti, che la diplomazia britannica è necessariamente “emanazione”), purtroppo, si presta in modo evidente. Già, in questa “soluzione”, presumibilmente in discussione (in realtà è praticamente operativo), manca qualsiasi menzione della sovranità popolare. Una … novità apparsa ufficialmente in una “costituzione” di un paese di cultura politica occidentale, che inoltre fa parte delle … democrazie della così detta Unione europea.


Fantasma dell'aeroporto di Nicosia dal 1974

Fantasma dell’aeroporto di Nicosia dal 1974


Aeroporto fantasma Nicosia dal 1974.
Aeroporto fantasma Nicosia dal 1974.


Dopo il 1974, la Grecia, come la Repubblica di Cipro, mettono a precondizione per qualsiasi negoziato con la Turchia (che occupa, dopo l’invasione militare, il 37% del territorio di Cipro) la partenza dell’esercito di occupazione e l’abolizione del sistema delle potenze garanti a Cipro (Gran Bretagna, Grecia, Turchia), posizione che sembra abbandonata nei negoziati in corso.


Da parte sua, la Turchia neo-ottomana del presidente Recep Tayyip Erdogan richiede – prima di cominciare i negoziati – il controllo del 45% della zona economica esclusiva (ZEE) di Cipro. Ricordiamo che in base al diritto del mare, si tratta dello spazio marittimo che uno Stato costiero esercita in materia di diritti sovrani di esplorazione ed uso delle risorse. E, a Cipro, di risorse, per quanto riguarda i giacimenti di gas naturale e altri idrocarburi, ce n’é; su di loro in particolare la Turchia impone che le parti 6, 8 e 9 di questa zona siano incluse … nel quadro della “soluzione”, ed esclusivamente sotto il suo controllo.


Questo è il motivo per cui poi la minoranza turco-cipriota (18% della popolazione nel 1974 e per i quali, naturalmente, tutti i diritti civili e politici devono essere esattamente gli stessi dei loro compagni greco-ciprioti) è storicamente considerata da parte turca una provincia, che a suo avviso dovrebbe (e la Turchia con essa) assumere il controllo della metà, ma in realtà di tutta l’isola e della sua vita politica, la sua stessa vita, al di fuori di qualunque processo rappresentativo.


Ad oggi mentre si svolgono le … negoziazioni in Svizzera, la Turchia continua la costruzione accelerata di nuove basi militari e di infrastrutture (porti, aeroporti e altre zone militari esclusivi) nella parte occupata della cosiddetta “Repubblica turca di Cipro Nord “, il che la dice abbastanza lunga sui malcelati piani reali della Turchia. Vale a dire, il controllo assoluto dell’isola con un sistema politico neo-coloniale … con l’amabile partecipazione della Gran Bretagna, gli Stati Uniti (almeno fino all’arrivo di Donald Trump? ) come quella della cosiddetta EU (Eleni Theocharous, Atene il 22 e 23 gennaio 2017). Bella … prospettiva!


Aeroporto fantasma di Nicosia dal 1974 
Aeroporto fantasma di Nicosia dal 1974

 

Aeroporto fantasma di Nicosia dal 1974. Aereo 'Cyprus Airways atterrato 20 luglio 1974 e mai più decollato.
Aeroporto fantasma di Nicosia dal 1974. Aereo ‘Cyprus Airways atterrato 20 luglio 1974 e mai più decollato.
Limassol a Cipro oggi (Cipro)
Limassol a Cipro oggi (Cipro)


Più precisamente, la presunta “soluzione” attualmente in discussione a Ginevra al Mont Pelerin, prevede una presidenza a turno (tra greco-ciprioti e turco-ciprioti) e la “effettiva partecipazione dei turco-ciprioti nel governo dell’isola” (sic) come dicono i testi ufficiali del progetto, e dunque il diritto di veto. Inoltre, la urchia questa volta richiede che l’applicazione delle quattro libertà fondamentali dell’Unione europea, sia valida anche a Cipro per i propri cittadini (della Turchia) e che essi (sempre i cittadini della Turchia) possano anche essere nominati in cariche pubbliche del … nuovo Stato federato cipriota.

Ricordiamo che le quattro libertà sono, nel quadro dell’Unione europea, le libertà del (fatale) mercato unico, vale a dire la libera circolazione delle merci, dei capitali, dei servizi e delle persone. In breve, la Turchia avrebbe ottenuto in questo modo il controllo totale di Cipro, e attraverso questo, cioè tramite il veto interno, e per estensione tramite il veto esterno (Cipro, paese … membro dell’Unione Europea) questo paese potrà bloccare e/o influenzare le decisioni e le direttive CEE che non saranno compatibili con i propri interessi. La stampa tedesca, parla già del caso … come un modo di far entrare la Turchia nell’UE dalla porta di servizio (Eleni Theocharous, Atene il 22 e 23 gennaio 2017).

Il più grave è che il Presidente di Cipro è andato a Ginevra – ufficialmente come … l’unico rappresentante della comunità greco-cipriota – per partecipare ad una conferenza in cui un paese sovrano (membro delle Nazioni Unite e dell’UE) si è auto-abolito. Una prima assoluta. In primo luogo il Presidente Anastasiadis non aveva avuto alcun mandato per farlo (tramite il Parlamento, o un referendum …), e poi, in un breve tragicomico momento, nel bel mezzo di una storicità schiacciante, lasciando la stanza in cui si svolgeva la conferenza, Anastasiadis aveva sostenuto poco convinto che sedeva là come capo di stato, mentre appena un minuto dopo Kotzias, il ministro degli esteri greco, ha detto il contrario.


Cipro, Paphos.
Cipro, Paphos.
Cipro, zona vietata.
Cipro, zona vietata.


Dettaglio altrettanto suggestivo, il suo omologo cipriota Kassoulidis è stato … licenziato da Ginevra e non ha potuto partecipare ai colloqui, su richiesta della Turchia sotto la minaccia di lasciare la conferenza (con l’avallo dell’ONU e di Jean-Claude Junker … l’osservatore e, come noto, osservatore dei trattati di cosiddetta UE, che nessun processo democratico + mai riuscito a turbare). Questa logica è fondamentalmente la stessa e per la cronaca, si è fatto finta che il ministro … senza paese Kassoulidis doveva andare a Bruxelles in quanto vi sarebbero state “cose da fare”. Il ridicolo non uccide, tranne apparentemente popoli e sovranità che dovrebbero essere i loro.

Devo chiarire qui che, riguardo all’affermazione di Eleni Theocharous sulle quattro libertà che sarebbero applicabili ai cittadini della Turchia che otterrebbero un diritto di veto e quindi  un controllo esterno sulla direzione di l’UE, io sono scettico. La mia aporia (in greco l’aporia è parola che designa questa forma di profonda messa in discussione) posta pubblicamente durante il dibattito … è rimasta senza risposta, questo apparente paradosso si riferisce alla relativa indifferenza e laissez-faire messa in mostra dalla UE a Ginevra e a Mont Pelerin, in apparente spregio dei suoi stessi interessi.


Nei pressi dell'aeroporto fantasma di Nicosia dal 1974
Nei pressi dell’aeroporto fantasma di Nicosia dal 1974
Dibattito su Cipro. Atene, 23 gennaio
Dibattito su Cipro. Atene, 23 gennaio


La risposta che non mi è stata concessa, resta ipotetica e ancora … sorprendentemente attuale. In primo luogo, l’attuale Unione europea (come passato) non è una unione tra i paesi uguali, sovrani e liberi, anzi non è una unione e basta. Questa geometria variabile a vantaggio della Germania, va detto, è (e sarà sempre) come appare oggi nella applicazione delle quattro libertà come in molti altri campi.

I Paesi (soprattutto alcuni paesi) decideranno a loro piacimento, la libera circolazione avrà un significato diverso … caso per caso, l’Unione europea, come la sua zona euro non sarà la stessa per tutti, o non ci sarà nemmeno più essa stessa. Tutto ciò che sta accadendo, l’èlito-crazia tedesco-europeista, Junker testa, è ben consapevole dei problemi, se non che la gente andrà ancora a votare quest’anno … ma la realtà resta ancora dietro lo schermo.

Ci potrebbe essere, suppongo, in ogni caso, una sorta di ‘accordo’ e/o di ricatto tra i leader della Turchia (e non solo) e quelli dei paesi centrali dell’UE, e in particolare della Germania (dopo la Gran Bretagna) riguardo Cipro, in particolare poiché le elezioni tedesche (e francesi) sono vicine, e che, per esempio, la crisi (provocata) dei migranti è ancora ante portas. Più profondamente, nell’affare-cipriota nel 1950, come già notò con amarezza il poeta e diplomatico greco Yorgos Seferis (in uno scritto del 1951-1956), c’era un parallelo molto preciso tra il destino dell’isola di Formosa e quello di Cipro, tra il ‘Foreign and commonwealth Office’ e il ‘Dipartimento di Stato’: Cipro doveva rimanere sotto il controllo delle potenze occidentali.


Nicosia aeroporto dal 1974 fantasma
Nicosia aeroporto fantasma dal 1974
12-aeroporto di Nicosia, fantasma dal 1974.
12-aeroporto di Nicosia, fantasma dal 1974.

Poi … riguardo altri accordi più vecchi sono noti (anche) alcuni documenti declassificati della CIA, secondo i quali la dittatura dei colonnelli in Grecia era stato messa in atto (o almeno favorita) dagli Stati Uniti nel tentativo di strumentalizzarli e rimuovere la Repubblica di Cipro, offrendola alla Turchia. Tale era stato anche l’intero significato del tentativo di colpo di stato contro il presidente Makarios di Cipro al 15 luglio 1974 da parte della Guardia Nazionale guidata da ufficiali greci vicini ai colonnelli, in modo da dare alla Turchia l’opportunità di intervenire e, allo stesso tempo, provocando il crollo della dittatura militare greca (che aveva così compiuta la sua missione …). Un’operazione in realtà marchiata Henry Kissinger, secondo le fonti ora disponibili. I Colonnelli greci hanno semplicemente svolto il ruolo di utili idioti, e il leggendario Segretario di Stato dovrebbe essere perseguito – per l’invasione di Cipro da parte della Turchia – per crimini contro l’umanità” .

Più di recente, e per quanto riguarda il precedente tentativo di “soluzione” al problema di Cipro si prese la stessa direzione … e si ricominciò da capo. Era il 2004, durante il periodo del … piano Annan (respinto con un referendum a Cipro). A questo proposito, Daniel Fried nel 2003 ha ammesso pubblicamente che il piano Annan per Cipro aveva l’obiettivo (tra gli altri) di fare di Cipro un ostaggio strategico di Ankara (oltre ai miliardi di dollari in gioco). In cambio, Ankara avrebbe permesso agli Stati Uniti di aprire un secondo fronte attraverso la Turchia per l’invasione americana dell’Iraq nel 2003. Ci fu anche questo ordine piuttosto cinico di Washington che inviò alla delegazione degli Stati Uniti in Svizzera nel 2004, letteralmente “sparare al sud” (Mihalis Ignatiou e Marios Evryviadis, 2014). Come niente …


Nicosia aeroporto fantasma dal 1974
Nicosia aeroporto fantasma dal 1974


Il piano attuale per 2016-2017 “per risolvere” il problema di Cipro (in realtà problema tra le potenze occidentali e talvolta oltre), è una riedizione riscaldata del piano Annan nel 2004, e … una reincarnazione meno eclatante delle aspirazioni in parte realizzate nel 1974 da Henry Kissinger. Detta soluzione è quella di creare un nuovo protettorato della Turchia (e delle potenze occidentali). Poi, e in tale prospettiva, la porta sarà aperta alla islamizzazione dell ‘isola, dopo la partenza degli abitanti (anche se in maggioranza) greco-ciprioti e turco-ciprioti, il tutto attraverso una teratogenesi [ndt:nascita malata] di un nuovo pseudo-stato.

Così è noto che la Turchia ha inviato un documento ufficiale al Consiglio europeo (UE) nel 2014, sostenendo che la Repubblica di Cipro è uno stato morente (sic), ed i governi degli altri paesi non hanno aria davvero di prendere posizione su questo documento (Eleni Theocharous, Atene il 22 e 23 gennaio 2017).

Questo nuovo … protettorato che sarebbe basato sul comunitarismo e governato da questo solo, in una forma di regime che ignora la maggioranza dei residenti (legali), senza esercito … tranne l’esercito di occupazione della Turchia (il cui esercito ha anche entrato in Siria e Iraq) e che non andrà via, questo ci dice l’esperienza. Tutto questo, e cioè l’insieme delle novità rispetto al 2004; è un colpo di stato da parte del Presidente Anastasiadis perché … anche Henry Kissinger può imparare dagli errori … migliorando.


Il Presidente Anastasiadis (stampa greca)
Il Presidente Anastasiadis (stampa greca)


Alcune fonti internazionali ritengono che la… nipote spirituale di Henry Kissinger, Victoria Nuland, molto attiva nel nuovo processo di Cipro, abbia minacciato direttamente il presidente Anastasiadis, potenzialmente “ricattabile” per certi affari del suo studio legale negli Stati Uniti.

Il golpe in corso è (in caso di successo) anche questo: il Presidente Anastasiadis chiederà alle Nazioni Unite di adottare una nuova risoluzione che approvi il piano attuale e annulli le sue precedenti decisioni (comprese quelle di condanna dell’occupazione militare turca di Cipro del Nord). Così, davanti al fatto compiuto, al momento del referendum … sarebbe tutto deciso, prima ancora che ci fosse. (Eleni Theocharous, Atene il 22 e 23 gennaio 2017). E il tutto con l’approvazione della cosiddetta Unione europea. Come già detto Jean-Claude Junker, “Non ci può essere scelta democratica contro i trattati europei.” A quanto pare nemmeno contro la geopolitica deii potenti.

Solo che il tempo stringe e la gente dovrebbe capire che questo processo consiste nell’uso strategico di una comunità minoritaria per dividere un popolo e distruggere anche uno stato (come la sovranità popolare), ciò è una minaccia velata verso altre persone, nazioni e membri della troppo vecchia UE.

Colpo di Stato permanente, ci torneremo (nella terza e ultima parte di questo lavoro) per il lettore attento e, si spera, consapevole del momento storico in cui viviamo.

Ora, molto poco di nuovo sulla Terra. “Sotto la noia dell’isola, delle piccole piogge sottili”, come scrisse a suo modo il poeta (Jules Laforgue), la geopolitica e altro ancora. I vecchi litigi!

I vecchi litigi! Atene 2017
I vecchi litigi! Atene 2017

 


 

 

Cipro baciata dalle onde – parte I

A Ginevra si sta svolgendo dall’inizio di gennaio il nuovo round di negoziati per la “sistemazione” delle controversie relative all’assetto dell’isola di Cipro. Panagiotis Grigoriou ha dedicato all’argomento tre successivi articoli, pubblicati in francese, come di consueto, sul suo blog www.greekcrisis.fr . Perché questi negoziati sono così importanti?

Ciò che è in gioco oggi a Cipro, non è che la vera anticipazione di ciò che accadrà a breve ed a medio termine, cioè l’uccisione (voluta dai globalizzatori) degli Stati e delle nazioni (sic), attraverso mezzi diversi dalla guerra convenzionale.”

Proponiamo di seguito i tre post, frutto di alcuni interventi pubblici avvenuti sul tema ad Atene; un riassunto ragionato dei principali temi è pubblicato su http://www.comedonchisciotte.org insieme alle altre traduzioni degli articoli di Panagiotis.

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Nuovi tempi sulla Terra. “Sotto la noia dell’isola, piccole piogge sottili”, come scrisse il poeta (Jules Laforgue) a suo modo, la geopolitica e altro ancora. Siamo entrati relativamente di recente in una nuova regione (e regionalizzazione) della storia del nostro mondo. Siamo impantanati nel fango della transizione, ma ormai è fatta! Abbastanza da vederci finalmente chiaro. Come dal Tempio di Poseidone a Capo Sounion, con chiarezza, una rara chiarezza forse.

Tempio di Poseidone ... pellegrini ciprioti. Capo Sounion, nel gennaio 2017
Antica mappa di Cipro

Jules Laforgue non c’è più, ma la sua poesia continua, come spiegato dall’analista e politologo Dimitris Konstantakopuoulos nei due dibattiti tenuti di recente ad Atene riguardanti Cipro (ma in realtà ciò che accade colpisce tutti i democratici in Europa e oltre), “ogni volta che si cambia fase storica, la saggezza (ci) seguirà dopo, come con la famosa civetta”.

“La riunificazione di Cipro è compromessa. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan si rifiuta di ritirare i suoi 30.000 soldati, sull’isola dal 1974″, ha scritto nel titolo, il giornalista del quotidiano” Le Monde” e corrispondente a Istanbul (14 gennaio 2017). Il titolo è in realtà infedele rispetto alla realtà, poiché non si tratta (purtroppo) di riunificazione, ma di un processo completamente diverso (ci tornerò in seguito) e in aggiunta, il numero di soldati turchi è molto impreciso, perché secondo le fonti citate nelle discussioni recentemente tenute ad Atene, restano solo 12.000 soldati, mentre gli altri sono stati trasferiti altrove, probabilmente in Siria (Eleni Theocharous deputata cipriota al parlamento europeo, 22 gen 2017).

Il lettore attento e consapevole del momento storico in cui viviamo, per esempio francese, potrebbe pensare che le notizie su Cipro lo dovrebbero riguardare meno che, per esempio, il caso di Penelope Fillon e il suo ruolo .. politico, al seguito del marito, apparentemente così remunerativo. Si sbaglia. Ciò che è in gioco oggi a Cipro, non è che la vera anticipazione di ciò che accadrà a breve ed a medio termine, cioè l’uccisione (voluta dai globalizzatori) degli Stati e delle nazioni (sic), attraverso mezzi diversi dalla guerra convenzionale.

Il Tempio di Poseidone. Capo Sounion, gennaio 2017
Il Tempio di Poseidone. Capo Sounion, gennaio 2017
Visitatori. Tempio di Poseidone. Capo Sounion, gennaio 2017
Visitatori. Tempio di Poseidone. Capo Sounion, gennaio 2017
Famagusta nel 1953. Cipro fotografia scattata da Yorgos Seferis
Famagusta nel 1953. Cipro fotografia scattata da Yorgos Seferis

Sotto il bel sole d’inverno, in visita al Tempio di Poseidone a Capo Sounion ho brevemente incontrato altre persone venute da Cipro in … pellegrinaggio. In questo stesso tempo, e nonostante il silenzio opprimente e, soprattutto, l’inazione, dei partiti politici ateniesi (di TUTTE le parti rappresentate al pseudo-parlamento di Atene), comportamenti a mio parere voluti, ho assistito a dei dibattiti, di informazione e di azione riguardanti Cipro (e in effetti l’Europa).

In questo articolo (in tre parti successive) del blog se ne riporta la sintesi.Tale è anche la richiesta fatta a me via e-mail e da molti amici di questo blog … difficile per il suo autore.

Come (mi) scrive per esempio il mio amico (e amico del blog) Jean-François “senza andare troppo lontano, in modo radicale, c’è sempre spazio per prendere in considerazione una possibile soluzione ai nostri mali. La pace negoziata a Ginevra è impossibile, non perché i ciprioti siano cattivi, stupidi o egoisti, ma perché il negoziato è fatto con la Turchia, la Grecia, l’Inghilterra, le Nazioni Unite. Se ciprioti potessero riacquistare il potere, troverebbero per loro conto soluzioni concrete (globali e locali, individuali e collettive) per sbloccare la situazione” Jean-François dice l’essenziale, e ha scritto sul suo blog, lettura molto utile.

Parliamo di Cipro, allora.
La popolazione dell’isola è (in gran maggioranza) di cultura e lingua greca, a seguito dell’insediamento degli Achei nel 1400 … prima di Cristo, isola della dea dell’amore, Afrodite, Venere per i romani. Essa nacque dalla schiuma del mare, secondo la tradizione, sulla costa denominata “Petra tou Romiou” (“la roccia del greco”), una serie di scogliere e rocce vicino alla città di Paphos. Si deve anzitutto sottolineare che la popolazione dell’isola, nel 1974, anno dell’invasione dell’esercito turco, era costituita per l’80% da greco-ciprioti (ortodossi), e per il 18% da turco-ciprioti (musulmani ), più altre comunità di armeni e maroniti (cristiani).

Famagosta città fantasma a partire dal 1974
Famagosta città fantasma a partire dal 1974
L'aeroporto fantasma di Nicosia. Foto di luglio 1974
L’aeroporto di Nicosia. Foto di luglio 1974
Nicosia aeroporto fantasma dopo il 1974
Nicosia aeroporto fantasma dopo il 1974

Cipro, l’isola preferita dal poeta Giorgos Seferis. “L’isola di Cipro, agli occhi del poeta si presenta come un luogo intermedio, sia nello spazio e nel tempo, favorevole alla scoperta e anche la rivelazione. Il poeta scopre un ‘mondo dove si parla greco, che è greco, ma che non dipende dallo Stato greco’ (novembre 1953 a Nicosia), come la Smirne la sua infanzia”

“Il poeta si meraviglia infatti della ricchezza del greco parlato a Cipro, dove ci sono ancora molte antiche parole che non sono più utilizzate nella Grecia Elladica (…) In questa isola, dalle identità secolari, l’ellenismo è, come l’Asia Minore nel 1920, oggetto di un gioco diplomatico molto insalubre in un contesto post-coloniale che si preannuncia fatale”(Stéphane Sawas, 2012).

E nel nostro tempo, sempre fatale e non solo per Cipro, durante il suo intervento nel dibattito organizzato ad Atene il 22 gennaio (2017), Solon Antartis uomo politicamente attivo a sinistra dopo aver rotto con il partito di pseudo-sinistra Akel, ha detto cose molto interessanti sulla comunità dei turco-ciprioti e sui rapporti con i connazionali ciprioti greci.

Dobbiamo in primo luogo ricordare che i turco-ciprioti sono stati islamizzati durante il lungo periodo del dominio Ottomano su Cipro (1571-1878), una situazione in qualche modo simile a quella dei musulmani bosniaci (slavi che avevano adottato l’Islam). Fino al 19° secolo, ci furono anche alcuni momenti storici in cui le due comunità si ribellarono insieme contro i ricchi signori locali che governavano l’isola per conto della Sublime Porta.

Dibattito su Cipro e la situazione attuale. Atene, 22 gennaio
Dibattito su Cipro e la situazione attuale. Atene, 22 gennaio
All'aeroporto fantasma di Nicosia.
All’aeroporto fantasma di Nicosia.

Nel 1804, la loro rivolta venne stata sedata dal corpo di spedizione ottomano dell’Anatolia, e così la Chiesa di Cipro fu costretta a firmare … un memorandum, che fece pagare a loro, sotto forma di debito, le spese stesse dell’occupazione. E l’ultima rivolta co-organizzata dai due comunità ha avuto luogo nel 1834, sotto il comando di un imam.

A partire … dall’annessione di Cipro da parte dell’Impero Britannico nel 1878, più di diecimila turco-ciprioti (musulmani a … media intesità) sono tornati di nuovo cristiani, conversione, però, bloccata a causa della politica sterile e francamente stupida di una parte del clero greco-ortodosso, al punto che la doppia pratica religiosa è rimasta frequente per gran parte di questa popolazione fino agli anni 1960

E’ a partire dal 1878, che la comunità turco-cipriota è stata usata come “minoranza strategica” da parte dei colonizzatori britannici, ai fini della divisione degli abitanti. Il risultato è noto, e un po’ la politica stupida e criminale da parte di alcuni leader tra greco-ciprioti già tra il 1900 e il 1920, non ha aiutato.

Solone Antartis, Atene, 22 gen 2017
Solone Antartis, Atene, 22 gen 2017
Dibattito su Cipro. Atene, 22 gennaio 2017
Dibattito su Cipro. Atene, 22 gennaio 2017

Dopo l’indipendenza del 1960, e in seguito agli accordi di Zurigo e di Londra del 1959, che chiudono la lotta anti-coloniale, il trattato di garanzia che la accompagna formalizza l’abbandono di tutte le rivendicazioni territoriali britanniche sull’isola (tranne … la grande base militare di Akrotiri). Il Regno Unito, la Turchia e la Grecia diventano garanti dell’equilibrio costituzionale della Repubblica di Cipro.

Nel 1974, l’invasione turca seguita al fallito colpo di stato dei colonnelli greci contro il governo dell’arcivescovo Makarios (golpe in realtà preparato da Henry Kissinger, allora potente Segretario di Stato a Washington, ne riparleremo) e la conseguente occupazione del 36,3% del territorio dell’isola, cambia radicalmente la demografia a Cipro.

Le due comunità (mischiate su tutto il territorio dell’isola) sono separate, e i turco-ciprioti sono “spinti” a raggiungere l’area occupata dall’esercito turco, la parte settentrionale (36,3% del territorio, in seguito auto-proclamata “Repubblica turca di Cipro del Nord” il 13 novembre 1983, riconosciuta solo dalla Turchia).

A partire dal 1974, possiamo distinguere due fenomeni nella nuova situazione demografica. Fino ai primi anni ‘80, la Turchia ha spostato nel territorio di Cipro del Nord, migliaia di coloni dall’Anatolia, a volte curdi. Poi, dopo l’avvento al potere di Recep Tayyip Erdogan, si nota a Cipro del Nord una rapida islamizzazione, al punto che oggi si può notare una forte influenza religiosa, anche salafita (Solone Antartis, Atene 22 gen 2017).

Nei pressi dell'aeroporto fantasma Nicosia. Zona delle Nazioni Unite
Nei pressi dell’aeroporto fantasma Nicosia. Zona delle Nazioni Unite
Davanti un caffè ad Alona, Cipro, 1954 (foto del poeta Yorgos Seferis)
Davanti un caffè ad Alona, Cipro, 1954 (foto del poeta Yorgos Seferis)

Secondo le statistiche del governo della Repubblica di Cipro (la sola riconosciuta dalle Nazioni Unite, la zona dei greco-ciprioti), sull’isola vivevano nel 2015, 700.000 greco-ciprioti e solo 92.000 turco-ciprioti. Il che significa l’8% della popolazione, e non il 18% come nel 1974. Quasi la metà degli sfortunati turco-ciprioti hanno scelto di emigrare, soprattutto dopo l’ingresso di Cipro nell’UE (poiché anche loro hanno ottenuto un passaporto della Repubblica di Cipro), e spesso sono considerati “cattivi turchi” o “bastardi dei greci”, ad esempio sui social media.

Quello che viene poi presentato come “piano di riconciliazione”, soprattutto da parte del funesto Presidente Anastasiadis (della … Repubblica di Cipro), prevede l’insediamento di 210.000 turco-ciprioti (la proporzione di 1 ogni 4 secondo i testi, ma la popolazione dei greco-ciprioti non è di 840.000 persone, ma di 700.000), ignorando che il numero di veri turco-ciprioti non supera le 100.000 persone, e legalizzando di fatto la colonizzazione e, detto fuori dai denti, l’invasione del 1974.

Inutile dire che i turco-ciprioti sono diventati una minoranza prima controllata e poi sottomessa, nella parte settentrionale dell’isola, dove la popolazione complessiva è stimata in oltre 500.000 persone (è previsto che vi rimanga l’intera popolazione, anche dopo la “soluzione”), e, come noto, nessun censimento ha mai avuto luogo nella parte settentrionale dell’isola!

1950 Cipro e Yorgos Seferis
1950 Cipro e Yorgos Seferis

E’ questo che i partiti politici (di maggioranza) della Repubblica di Cipro … hanno offerto i connazionali turco-ciprioti al regime di Recep Tayyip Erdogan … in caso di “soluzione”. D’altra parte, la pseudo-sinistra di Cipro (AKEL) … calunnia gli altri a sinistra, rifiutando possibili accordi, trattando gli altri da fascisti … fobici, metodi ormai vecchi. Per quanto riguarda questi ultimi, come Solone Antartis, l’unica vera soluzione è quella di una maggiore democrazia.

O, più precisamente, di una vera democrazia, garantendo i diritti di tutti i ciprioti (greci e turchi indigeni), lontano da alchimie comunitariste, superando, infine, la Costituzione ereditata dal 1960, per realizzare una costituente con una base popolare. Ovviamente senza la presenza dell’esercito di occupazione turca, e senza potenze straniere che si presentano come garanti (Grecia, Turchia, Gran Bretagna).

Cipro colonia. Altri tempi?
Cipro colonia. Altri tempi?

Solon Antartis ha anche evocato il ritorno dei turco-ciprioti che lasciarono l’isola, difficile, ha aggiunto, ma la giustizia a volte appare come utopica e più difficile da portare tra gli uomini rispetto alla divisione e all’odio.

Come la vista dal Tempio di Poseidone a Capo Sounion, la chiarezza, insolita forse per il Mediterraneo, che ha visto … soprattutto ingiustizie. “Cipro baciato dalle onde”, secondo la poesia di Yorgos Seferis, o comunque parafrasando un po ‘, “Guardate, i gatti di Cipro brillano sotto il sole!”
(Fine prima parte).

 

Gatto di Cipro (Nicosia). Fonte: internet greca
Gatto di Cipro (Nicosia). Fonte: internet greca

Il metodo Juncker nel M5S – il gruppo al parlamento europeo

Stavo completando un articolo di ampio respiro sul M5S, dove sostenevo che il momento non potrebbe essere più favorevole per un movimento politico che voglia seriamente rompere il sistema quando mi trovo nella Timeline di Twitter una BREAKING NEWS devastante.

E’ aperta una votazione online per far uscire il gruppo parlamentare europeo del M5S da quello attuale (dove era insieme all’UKIP, il partito eurscettico di Nigel Farage) ed entrare nientepopodimenoche, nel gruppo denominato ALDE, in alleanza con le forze meno euroscettiche del Parlamento, i liberali, sostenitori accaniti del nefasto TTIP. Ovviamente, questo non c’è scritto nel pistolotto di presentazione della votazione, ma bastano un paio di ricerche per vedere di che cosa realmente si tratta. L’Eurodeputato Marco Zanni, mente fine e punta di diamante del pensiero  euroscettico del Movimento ammette su Twitter che non ne sapeva niente.

Un’efficace sintesi si trova QUI sul Fatto Quotidiano.

Direi che, se qualcuno aveva ancora qualche dubbio sulla natura di gatekeeper del Movimento 5 Stelle (rectius: dei suoi vertici) oggi se li è levati.

Poi, però ci ripenso un attimo e, vedendo la reazione compatta della rete (e di molti attivisti che conosco) mi viene un dubbio: sarà mica stata un’applicazione del Metodo Juncker 2.0? Buttiamola lì e vediamo come reagiscono….

Quindi, poche chiacchiere: hanno concesso lo spazio per votare contro e c’è tempo fino a domattina per farlo, chi ha l’iscrizione lo faccia.

Se non vogliono capire che l’Euro è la nostra rovina, che almeno capiscano che sostenere l’Euro è un suicidio politico, soprattutto oggi.

 

 

Agli amici italiani – il nostro referendum del 2015

Panagiotis Grigoriou racconta a beneficio dei lettori italiani di un altro referendum, avvenuto solo 16 mesi fa in Grecia, del quale oggi sono noti gli sconcertanti retroscena. E paragona il nostro attuale momento con gli anni 2011-2012 della Grecia, quando al solo annuncio di un referendum sull’Euro, venne organizzato un golpe soft per insediare un governo tecnico che facesse da ponte fino a successive elezioni (come potrebbe succedere in Italia in caso di vittoria del NO). Quel tempo servì per organizzare l’ascesa di quel partito che, canalizzando il dissenso, lo avrebbe poi  sfruttato per andare al potere e completare l’opera di esproprio del paese, Syriza. Chi sarà il Syriza italiano? E quello francese? La speranza è che non ci sia, l’Italia non è la Grecia e un nostro NO, come uno francese, potrebbe far crollare il castello molto prima che possa concretizzarsi lo stesso scenario. Forse l’UE è già morta, ma ancora non lo sa!
Inverno europeo, hybris europeista. I “grandi” media greci, abbastanza agli ordini del … nuovo ordine neo-totalitario della disastrosa Unione Europea parlano poco del referendum del 4 dicembre in Italia. Ciò è buona cosa per non scombussolare le menti in Grecia, è importante non far rivivere la memoria del referendum greco del 2015, quel ‘NO’ che gli Tsiprosauri…. senza stato hanno trasformato in ‘SI ‘. Tuttavia, il settimanale politico “To Pontiki” dedica la sua prima pagina a Tsipras e Renzi: “Un fronte caldo … tra Nord e Sud.” Infatti.

1984 è Atene 2016 ...
1984 è Atene 2016 …

Alcuni manifesti apparsi ad Atene nel mese di novembre, infine, suggeriscono che ‘1984’ di George Orwell è … già nel 2016 ad Atene. Fatto quasi compiuto. ‘Grande Fratello’, questa figura metaforica divenuta … la pratica di un regime pre-poliziesco e totalitario, della società della sorveglianza e dell’ingegneria sociale, così come della riduzione delle libertà; ci siamo.

Qui vorrei ricordare ai nostri amici italiani (come a tutti gli altri), alcuni fatti … relativi al referendum greco del 2015. Alexis Tsipras, dopo essere diventato un fantoccio del finanziarismo totalitario (già) europeista, ha organizzato il referendum del luglio 2015 perché pensava che il ‘SI’ avrebbe vinto, lasciandogli così mano libera (e sporca) e fornendogli un alibi bell’e pronto per capitolare (come in realtà aveva già fatto da qualche tempo).

Vangelis Meimarakis, uomo politico che all’epoca era in una posizione privilegiata, essendo in quello stesso periodo, il leader ad interim di Nuova Democrazia (destra), ha rilasciato un’intervista (in origine non andata in onda integralmente) molto eloquente sulle ore della sera del referendum greco. Egli descrive una riunione di emergenza dei leader di tutti i partiti (tranne Alba Dorata). Di recente, il video completo di questa intervista è stato finalmente pubblicato su Internet, e così ora sappiamo un po’ meglio … quello che, in fondo, sapevamo già!

 

Senza appello! Atene, novembre 2016
Senza appello! Atene, novembre 2016
Con l'euro è sempre peggio. Atene, novembre 2016
Con l’euro è sempre peggio. Atene, novembre 2016

 

 

... Il Dipartimento di Propaganda. Atene, novembre 2016
… Il Dipartimento di Propaganda. Atene, novembre 2016

In questa intervista rivelatrice, che Vangelis Meimarakis ha concesso al giornalista N. Hatzinikolaou il 7 Luglio 2016, l’ex capo della Nuova Democrazia riconosce … a suo modo, come tutti i leader politici si fossero messi d’accordo … per commettere quello che a tutti gli effetti equivale ad un alto tradimento.

Meimarakis rivela che tutti i partiti politici erano stati … accecati dai sondaggisti. Questi ultimi avevano detto che i greci avrebbero votato a favore del ‘SI’, con percentuali oltre il 60%. Egli ha anche detto che, inizialmente, quelli di Nuova Democrazia pensavano di astenersi dal referendum, ma in ultima analisi, i loro dirigenti avevano deciso di partecipare, perché tutti i sondaggisti avevano predetto la vittoria del ‘SI’. Infatti, Tsipras stesso fu sedotto dagli stessi sondaggisti. Egli credeva nella vittoria del ‘SI’, e alla fine diede il via libera. Un ‘SI’ di massa al referendum, gli avrebbe offerto la copertura politica necessaria a capitolare e quindi consegnare il paese agli invasori neo-coloniali della UE e del FMI (tedeschi in testa).

“Vedete, è successo esattamente il contrario, il ‘NO’ ha vinto con oltre il 60% dei voti. In effetti, è corretta, la storia che Varoufakis (Ministro delle Finanze) e Konstantopoulou (presidente dell’Assemblea nazionale) hanno raccontato: la sera dei risultati, quando sono andati alla residenza del Primo Ministro hanno scoperto un Alexis Tsipras sconvolto, distrutto, che non sapeva cosa fare. Perché il ‘NO’ aveva vinto, e così largamente

 

Sondaggio.stampa greca, nel novembre 2016
Sondaggio.stampa greca, nel novembre 2016

 

“Devo dire che quel giorno, tutti, ma proprio tutti i leader … erano psicologicamente e politicamente crollati”. Poi Meimarakis, svela tutti i retroscena, a seguito delle dimissioni di  Samaras (leader di Nuova Democrazia fino alla sera del referendum ) e poi racconta come “in quelle ore cruciali furono prese le decisioni importanti per trovare una soluzione a questo ‘NO’ “, cioè, come annullare e tradire il verdetto popolare dei greci. Incidentalmente, va notato che Meimarakis ridacchia, nell’intervista, quando racconta “l’impresa e quindi il successo” di riuscire a invertire, con il tradimento, il voto, neutralizzandolo.

Infine, prosegue, rendendo … omaggio al ruolo del Presidente della Repubblica (di Nuova Democrazia), “è stato in costante contatto alcuni elementi extra-istituzionali dell’UE e all’estero”, direi, i veri padroni della politica greca. Ha aggiunto, notando che egli stesso è entrato “in contatto con esponenti importanti della UE, i quali “lo convinsero ad accettare di prendere il controllo del suo partito (in seguito alle dimissioni di Samaras) “perché i tempi erano molto difficili.” In realtà, per Meimarakis, come per Tsipras e come per gli altri, “i tempi molto difficili” si verificano quando le persone hanno il coraggio di dire ‘NO’ agli ordini di padroni stranieri che i politici e gli altri ministri “greci” eseguono in modo così obbediente.

 

Al porto del Pireo. Novembre 2016
Al porto del Pireo. Novembre 2016

 

Mercato vicino al porto. Pireo, nel novembre 2016
Mercato vicino al porto. Pireo, nel novembre 2016
Tsipras ei suoi nemici ... marinai. manifesto Union, Pireo, novembre 2016
Tsipras ei suoi nemici … marinai. manifesto Union, Pireo, novembre 2016

Così, ecco l’inverno europeo … al porto del Pireo. Al suo mercato, i clienti non si affollano come prima, e attraverso i loro manifesti, i sindacati marittimi denunciano l’uccisione dei loro accordi collettivi e dei loro diritti … da parte del governo di SYRIZA/ ANEL. Inoltre, una mano anonima e certamente … populista, ha aggiunto: “agenti della Cia”.

Tuttavia, vorrei dire ai nostri amici italiani che il loro referendum, non può essere direttamente confrontato con quello dei Greci nel 2015, ma piuttosto, con la situazione greca degli anni 2011-2012. Ricordiamo i quotidiani sommovimenti popolari contro la Troika e contro il governo di George Papandreou (primo memorandum) detto “il sempliciotto” o “il traditore”.

George Papandreou aveva addirittura osato annunciare un referendum, e per questo venne  “ridimensionato” e anche pubblicamente umiliato dal duo Sarkozy – Merkel al vertice di Cannes, a ottobre 2011 . in realtà questo referendum, vietato dalla grandi potenze (perché l’Unione europea è geopolitica … più ipocrisia) avrebbe largamente mostrato la volontà del popolo greco di dire ‘NO’ ai suoi aggressori ed anche ai loro servi di queste parti. Al ritorno da Cannes, Papandreou venne effettivamente rimosso dalla Merkel – Sarkozy, e già durante il volo di ritorno, Venizelos, il suo braccio destro, l’aveva sostituito negli affari del suo partito, il PASOK.

La fine è (in Grecia già) nota. Il sistema europeista impose subito alla Grecia un primo ministro apertamente “Quisling”, nella persona di Loukas Papademos, che era stato (tra gli altri) anche vicepresidente della Banca Centrale Europea (BCE), con un governo “di unità nazionale” composto dalla destra (Nuova democrazia) dai Socialisti (PASOK) e dall’estrema destra (Laos).

 

Il quotidiano di Atene. Dicembre 2016
Il quotidiano di Atene. Dicembre 2016

 

Case in vendita. Atene, dicembre 2016
Case in vendita. Atene, dicembre 2016
... Lettere a Babbo Natale. Atene nel dicembre 2016
… Lettere a Babbo Natale. Atene nel dicembre 2016

Ciò fu fatto anche per guadagnare tempo, fino alle elezioni parlamentari del 2012, periodo durante il quale è stata resa possibile l’ascesa di due movimenti: SYRIZA e … Alba Dorata. A partire dal 2012 (se non da molto tempo prima), il … Syrizismo, prima inesistente, è stato “preparato” per il potere tra gli istituti di ricerca e gli altri Think Tank, incubatori (comunque tardivi) della globalizzazione Europea-atlantista, negli Stati Uniti e in Europa.

“L’attuale processo di de-globalizzazione controllata che sta guadagnando terreno attraverso le tradizionali metropoli capitaliste, non è affatto il piano strategico della sinistra. Quest’ultima non può e non deve essere associata a questa nuova variante del fascismo internazionale “, scrive Yorgos Kyritsis, eminente Syrizista, al quotidiano filo Tsipras “Avgi”(30/12/2016). Almeno lo dice forte e chiaro ….

SYRIZA, di cui due dei suoi membri al governo sono, per esempio, apertamente legati alle fondazioni di Soros (che fa la sua guerra con …. altri potenti mezzi), ora sostiene che tutti coloro che lottano per la de-globalizzazione sono quindi (solo) dei fascisti.

Ciò che l’Italia dovrebbe evitare è la creazione, dopo il fallimento (quasi scontato?) di Renzi, di un governo “tecnico” (o “tecnocratico”) tipo quello di Papademos, che stia in carica il lasso di tempo necessario fino alle prossime elezioni parlamentari. Per questo si dovranno sorvegliare da vicino i partiti politici che sostengono l’uscita dell’Italia dalla zona euro, al fine di rilevare rapidamente se possibile, qualsiasi … mitridatizzazione [immunizzazione mediante sostanze tossiche] in corso. E lo stesso va fatto in Francia, per ciò che concerne la formazione dei candidati che sostengono di voler allontanare la Francia dall’Eurozona tedesca (Jean-Luc Mélenchon e Marine Le Pen in particolare).

Tranne che l’Italia non è la Grecia, in altre parole la sua storia e il suo peso (e spazio) nella geopolitica del continente europeo è diverso. L’Euro, questa arma di distruzione di massa, deliberatamente deificato dalla pseudo-élite dominante, ha già distrutto abbastanza la Grecia per non pensare che si voglia imporre la stessa sorte al popolo d’Italia. L’Italia, deve uscire prima possibile dall’Euro (in realtà distruggendolo), mentre la Grecia da parte sua, lasciando l’Unione Europea … dovrebbe, ricominciare da capo. E quelli che, in Italia come in Francia, già hanno pubblicizzato la loro critica dell’universo concentrazionario europeo, essi dovrebbero chiarire ulteriormente le loro posizioni, anche a costo di sorprendere.

 

Alexis Tsipras a Cuba. Novembre 2016 (stampa greca)
Alexis Tsipras a Cuba. Novembre 2016 (stampa greca)

 

Alexis Tsipras nel nord della Grecia. Novembre 2016 (stampa greca)
Alexis Tsipras nel nord della Grecia. Novembre 2016 (stampa greca)

 

Gli archeologi manifestano fuori del Ministero della Cultura. Athens, Novembre 2016 (stampa greca)
Gli archeologi manifestano fuori del Ministero della Cultura. Athens, Novembre 2016 (stampa greca)

Ad Atene, gli archeologi sono in sciopero in davanti al Ministero della Cultura, ha recentemente espresso il loro disgusto con un neologismo: “Svendita Civilizzazioni”. Venerdì 2 dicembre, i marinai sono in sciopero e i disabili hanno protestato nel centro della capitale, disgustati dai miasmi di SYRIZA, disgustati come, va detto, più del 90% della popolazione greca (secondo tutti i sondaggi) da quel miasma che viene dal sistema politico, oggi sotto l’Acropoli. Italia e Francia è ancora tempo di elezioni, in Grecia … non più.

Alexis Tsipras, giullare e cadavere politico ormai tragicomico, moltiplica i suoi viaggi in Grecia e all’estero, in una corsa frenetica verso … il niente. E’ andato a Cuba, pronunciando un discorso in memoria di Fidel Castro. Ha parlato della fine del ventesimo secolo, come delle ideologie e dei modi in cui erano collegate ad esso; è enormemente simbolico che questo discorso … tombale, sia stato pronunciato dall’ultimo (?) ‘Quisling’ della sinistra in Europa. Alla fine, i nostri archeologi hanno piuttosto ragione… “Svendita Civilizzazioni”. E’ triste.

La Grecia sarà ancora lacerata nel 2017, vivrà anche episodi che assomiglieranno poco (o abbastanza) ad una guerra calda, oltre alla guerra che sta sperimentando dopo l’entrata in gioco … dei Troïkani. L’aggressione assertiva da parte degli attuali leader turchi lascia pochi dubbi, ed è proprio quando la Germania Merkelotropa, nota alleata storica della Turchia, avrà bisogno del sostegno di … Erdogan per la sua campagna per la rielezione che la Merkel vuole così fortemente entrare in campo.

L’attuale capo della Turchia … neo-ottomana, sempre molto intelligente nella sua politica, fino ad ora ha in mano due evidenti fattori-chiave in questa campagna elettorale in Germania: La crisi migratoria e il controllo di una parte significativa dei tre milioni di turchi, diventati cittadini tedeschi nel paese di Angela Merkel. E ciò non è trascurabile.

Vista dell'isola di Poros. Novembre 2016
Vista dell’isola di Poros. Novembre 2016

 

Immobili abbandonati al Pireo. Novembre 2016
Immobili abbandonati al Pireo. Novembre 2016

 

Esseri in ...cattività. Grecia, nel novembre 2016
Esseri in …cattività. Grecia, nel novembre 2016

Al di là di una certa prigionia … come della prigionia certa di alcuni popoli in cattività sotto il giogo dell’euro e dell’Unione Europea, le somiglianze (certamente ovvie) tra il caso greco e il caso italiano sono limitate dalla geopolitica. I greci sperano che altri popoli, gli italiani come i francesi, alla fine … causeranno la fine dell’Unione europea (e non solo dell’Euro) salvo che il destino della Grecia è, oserei dire, più complesso di quello dei due maggiori paesi latini dell’Unione europea.

L’Unione europea è morta, ma non lo sa ancora! Tale è l’analisi di Coralie Delaume e David Cayla, nel loro notevole libro “La fine dell’Unione Europea” ora nelle librerie in Francia. Avviso ai nostri amici italiani come tutti gli altri popoli.

 

Original File Name: 2016120123.jpg
Reti da pesca . Grecia, nel mese di novembre 2016

 

Pensionati. Atene, novembre 2016
Pensionati. Atene, novembre 2016
Athena. Atene nel mese di dicembre 2016
Athena. Atene nel mese di dicembre 2016

E nella vita … vista dal basso, ci viene raccontato quasi ogni settimana …  che diminuiscono le pensioni ancora pagate, segno del prossimo crollo del sistema, previsto nell’estate 2017. La Grecia butta le sue reti da pesca e gli animali adespoti si stupiscono sempre più degli … atteggiamenti degli esseri umani.

Inverno europeo, hybris-europea. Non più per molto tempo (storicamente). Nelle parole del nostro poeta Georges Seferis (Traduzione di Jacques Lacarrière): “Ancora un po’- E vedremo la fioritura dei mandorli – I marmi brillano al sole – Il mare, le onde che si infrangono. – Ancora un po’- Alziamoci un po’ più alto”.
Articolo originale su http://www.greekcrisis.fr

 

Goofy5 – frasario essenziale

Bene, è passato anche questo Goofy. La solita oasi di intelligenza, umanità, ironia, centinaia di persone che dedicano tutto un weekend a parlare di economia, politica, Italia, mondo, Unione Europea, quasi tutti reduci da vessazioni private, in microcosmi dove questi argomenti sono tabù, perché ignoti o perché si vive circondati da alfieri della piddinità, tramortiti dalla più formidabile fabbrica di distrazione di massa mai realizzata. “E’ durissima”, ha detto Claudio Borghi, riferendosi a questa quotidiana corsa col vento contrario, ed “é durissima” risuonava tra i vari tavoli, a cena.

Il pubblico di Goofy5 e il sacrosanto tweet di Angelini
Il pubblico di Goofy5 e il sacrosanto tweet di Angelini

Altri faranno le analisi, a me il compito, anche quest’anno, di riassumere le cose migliori in un FRASARIO ESSENZIALE. Bagnai temeva un’edizione noiosa, non lo è stata, per niente. Buona lettura.

László Andor (ex commissario UE)

  • C’é vita su Marte: “C’è un filone che dice che eurozona funzionerebbe,è solo una questione di cattive decisioni.”
  • Le colpe dei padri etc “Non vi piace l’UE? Perché ci siete entrati? La firma l’ha messa un vostro politico di primo piano, Andreotti”;
  • Coerenza. “Prodi disse che le regole erano stupide, ma ha fatto tutti gli sforzi per applicarle

Kelly Greenhill

  • Under Pressure. “La migrazione è uno strumento non convenzionale per fare pressione sugli stati, servono a indurre qualcuno a fare qualcosa che, altrimenti, non farebbe. Nel 1979 Deng Xiao Ping disse a Carter:’quanti cinesi vuoi? Un milione, dieci milioni o trenta?’ Lui rispose ‘nessuno’ ‘bene, e allora aiutaci’”.
  • Funziona! “dagli anni ‘50 ad oggi ci sono stati circa 75-85 casi, nel 75% dei casi i paesi che portavano l’attacco hanno ottenuto quello che volevano
  • Gli scemi del villaggio: “Le democrazie liberali sono il target ideale.”
  • Tra il dire e il fare… “Trump ha detto molte cose. Ora gli conviene mostrare il volto presentabile. Bush aveva detto che non avrebbe fatto interventi di guerra…
  • Magari! “Se l’Italia volesse uscire (dell’euro), non ci sarebbe supporto attivo, ma forse solo indifferenza”

Luciano Barra Caracciolo

  • Maestra, ha copiato! “Roepke ha gli stessi capitoli del trattato di Maastricht… cosa c’è da emendare in questo edificio?
  • Più globalizzazione per tutti.”L’emigrazione è l’equalizzatore dell’ingiustizia mondiale, metto tutto al livello più basso… nascere nel Ghana o nascere a Milano sarà uguale…

Heikki Patomäki

  • Esagerati. “in Finlandia, lo spirito è stato quello di fare le riforme e anche di più, se ci chiedono di essere cattolici, noi diventiamo più cattolici del Papa, anche se siamo ortodossi”
  • Il mondo alla rovescia. “Oggi politicamente la Finlandia non è più un paese del Nord Europa: è un paese del Sud”
  • Effettivamente… “ non mi è chiaro (rivolto ad Hampl) qual’è il vantaggio nel lungo termine dell’indipendenza della banca centrale. E poi se i politici non sono in grado di fare una politica monetaria, perché dovrebbero essere in grado di fare una politica fiscale?

Kamil Kaminski

  • Precisazioni-1. “Non si tratta di essere contro l’Euro, ma contro la cattiva economia”

Cesare Pozzi

  • Tautologie. “con salari di sussistenza ci sono solo mercati di sussistenza”

Mojmir Hampl

  • Eroi. “vedere così tanta gente attenta alla domenica mattina, a seguire dibattiti su questi temi è stupefacente (…) c’è gente ai massimi livelli che non riesce a seguire presentazioni nemmeno per lavoro, nemmeno se è pagata…
  • Cechi, non scemi-1.”Noi in Repubblica Ceca abbiamo il più alto tasso di contrarietà alla UE, il 70%
  • Cechi, non scemi-2. “Il migliore argomento contro l’introduzione dell’euro é stato che “i ricchi possono cambiare il loro denaro, ma tu non puoi farlo, quindi tienitelo
  • Parole sante.”quando il mainstream dice che una cosa è indiscutibile e piena di vantaggi, quello è il momento di avere più dubbi
  • Asimmetria. Un politico alla BCE? ”la deflazione non é la stessa cosa dell’inflazione ma di segno opposto, i banchieri la pensano così, mentre i politici lo sanno

Gyula Pleschinger

  • Sliding doors.”Noi (ungheresi) dobbiamo essere grati di non aver soddisfatto i parametri di Maastricht, e di essere rimasti fuori, perché nel 2004 eravamo entusiasti di poter entrare e i media spingevano. Non li abbiamo raggiunti  ed é stato meglio così. Se fossimo entrati nell’euro non avremmo avuto scelta sulla ricetta da seguire ed oggi saremmo nello stato della Grecia.

Roger Bootle

  • La vera ragione. “tutti dicevano che dopo la brexit tutte le banche sarebbero emigrate da Londra a Francoforte… ma l’avete vista Francoforte?
  • L’autostima conta. “Perché non entrammo fin dall’inizio nell’unione? Noi non eravamo stati invasi o battuti da nessuno, non avevamo perso una guerra, non avevamo bisogno di riformare alcunché.
  • Precisazioni-2. “Dopo l’ingresso, nel 1975 gli inglesi fecero un referendum e votarono di stare nel “mercato comune” non nell’Unione Europea.
  • Errare è umano etc.-1 “Quando ci fu lo SME (il sistema europeo a cambi semi-fissi, antenato dell’euro) UK ebbe una cattiva esperienza, come l’Italia, con la speculazione che attaccò la sterlina. (…), ci fu un disastro completo, poi ci fu la svalutazione, e le cose andarono meglio, poi molto meglio, poi molto molto meglio. Quindi, perché rientrare se stando dentro ad un qualcosa di solo simile c’erano stati così tanti problemi?
  • Quel dilettante di Von Masoch. “l’euro è Il più grande danno autoinflitto della storia economica.
  • Grandeur un par de palle.. “l’euro è arrivato per una catastrofica ignoranza dell’economia da parte dei politici, francesi in primo luogo. (…) I francesi non hanno capito niente, pensavano che avrebbero limitato i tedeschi.
  • Sevedeva. “Sono stato in Russia e ho parlato con molte persone. Ho chiesto: ‘quando le cose hanno cominciato ad andare male in URSS?’ Uno mi ha detto: ‘nel 1917’. Per la UE direi la stessa cosa, le cose hanno cominciato ad andare male nel 1957
  • Oggi c’è la Ciiiina. “la Brexit ha altre origini, non viene dal rifiuto della globalizzazione, non sono stati i perdenti a votare, sono io un perdente? Ho parlato con grandi imprenditori per il Brexit… sono dei perdenti?
  • C’è tutto un mondo intorno. “Restare nel mercato comune non è così importante, il mondo è pieno di paesi che stanno benissimo senza stare in nessun mercato comune. E poi, se in un mercato comune si sta così bene, perché Italia e Grecia stando nel mercato unico sono passate da stare così bene a stare così male?”
  • Saggezza. “Se JP Morgan mi dice che dovrei fare qualcosa io farei il contrario
  • Migrazioni. “Il più grande errore della UE è stato quello di estendersi ad est. Fino ad allora non c’erano problemi legati alla libertà di circolazione e i movimenti delle persone erano OK, ma quando sono entrati gli stati dell’Est, c’è stato un problema, perché non era uno scambio, ma un’invasione, era monodirezionale
  • Suffragio universale. “un disoccupato ha diritto di votare contro il governo che lo lascia in povertà , anche se non ha una laurea

Antoni Soy

  • De coccio…”la Catalogna cercherà di fare un referendum, se possibile d’accordo con la Spagna, ma lo faranno anche senza

Alberto Bagnai

  • Non sai cosa ti perdi… “in questo convegno abbiamo rinunciato ai politici italiani perchè sono inutili
  • Cala, Trinchetto… “Il Manifesto dice che, in caso di uscita dall’Euro, avremmo meno 40% di PIL per il primo anno e tre anni successivi a meno 15%.. cioè, in totale, meno 85% del PIL in quattro anni! Tre guerre mondiali messe insieme. Va bene la libertà di opinione, ma c’è un limite a tutto.
  • Adesso è diverso (cit. Feld). “I NPL (Non Performing Loans, cioè le sofferenze) delle banche italiane derivano dal fatto che le ns banche hanno fatto le banche. (…) Le banche tedesche sono state salvate con 260 miliardi, ma poi le regole sono state cambiate e da lì in poi, siccome tocca a noi, lo stato non interviene più. It’s not about risk sharing, but about risk shifting.
  • Hai detto niente-1.“Oggi abbiamo le regole, ma sono basate su variabili NON misurabili… l’output gap non lo è
  • Eau de Calicut. ”quando ho presentato il paper alla peer review mi hanno detto ‘Il paper è buono, ma devi includere anche qualche paper che parla bene dell’euro…’ ma come? Siamo nel 2016, stiamo facendo l’autopsia di un cadavere, come faccio a dirti che profuma?
  • Keynes forever. “lo stato é uno strumento di difesa dei più deboli. dobbiamo ricostruire un rapporto tra i singoli per riprenderci quel keynesismo che sta nella Costituzione italiana”.

Mr.Grainville

  • Lapidari. “Ho passato molto tempo in Russia. Loro si chiedono sempre due cose: ‘chi é il colpevole?’ E ‘che fare?’ La prima risposta è facile: il colpevole è la classe dirigente francese, cioé Mitterrand… lo é meno la seconda.
  • Errare è umano etc-2.”Sugli USA Churchill disse ‘fanno sempre la cosa giusta, dopo avere tentato tutte le altre’.

Stefan Kawalec

  • Paradossi. “la Germania costruirebbe di più il vero spirito europeo uscendo dall’Eurozona
  • Incontentabili. “Il Manifesto di Solidarietà Europea, quando uscì, era considerato un’eresia, ma oggi dicono “entrarci (nell’euro) è stato un errore ma adesso è tardi per uscire”.

Claudio Borghi.

  • Il dito medio di Galileo “oggi noi stiamo ancora convincendo il pubblico, giorno per giorno, spiegando cose ovvie, banalità, che la terra è rotonda.
  • Meteorite? “ogni mossa sarà interpretata dalla nostra stupida leadership… il dollaro sale? Diranno che siamo non abbastanza competitivi. Dovrà succedere in modo chiaro, inequivocabile . (…) Io spero in una sudden death.

Marcello Foa

  • Facciamocome (cit. IlPedante). “perché la Svizzera va bene? perché c’è un patto sociale tra le varie componenti. (…) Non c’è nessun capitalista in Svizzera che pensa che il benessere diffuso sia un male.
  • You’ll never walk alone. “Perfino Keynes aveva paura di essere isolato dicendo tutto quello che pensava. Non c’é il coraggio di osare l’impensabile.
  • La fine è nota.“oggi i figli dei piccoli imprenditori non possono né continuare l’azienda dei padri, perché l’azienda non c’è più, e non trovano lavoro come dipendenti. Le somiglianze con la borghesia pre 1789 sono enormi

Giorgio Cremaschi

  • Libero mercato. “il capitalismo ha dato il meglio di sé quando avuto un concorrente, che poteva batterlo.
  • Orgoglio e pregiudizio. “l’unica vera cosa per cui sarebbe stato giusto dirsi orgogliosi di essere europei era lo stato sociale, cioè esattamente quello che ci vogliono far distruggere.
  • Mi dispiace, devo andare…”Non ci sarà un’uscita concordata, perché, anche se loro non vogliono, ce ne dobbiamo andare lo stesso
  • Se non lo capisci con le buone..”negli anni ‘70 il governatore di Bankitalia, Baffi, faceva politiche accomodanti e favoriva il welfare… fu arrestato da un giudice per accuse che poi si rivelarono infondate”

Sergio Cesaratto

  • Biforcazioni. “Mitterrand disse che in economia ci sono due strade: o sei Leninista o non cambierai nulla”
  • Ottobre del ’17 (duemila?) “Quando milioni di risparmiatori vedranno sfumare i risparmi assalteranno il palazzo”
  • Speriamo di no. “L’euro entrerà in crisi, ma la crisi politica potrebbe perfino portarci la Troika.”
  • Speriamo di si. “Quando i risparmiatori staranno in piazza, metteremo Bagnai su un furgone e lo doteremo di un megafono… “
  • Hai detto niente-2 “Quando gli operai chiesero più salari e più welfare, ci fu la strategia della tensione, seguita poi dallo SME e dall’euro”

E citerei per intero tutto, ma proprio tutto, il video di Blyth mostrato in apertura del convegno

All’anno prossimo. E grazie.

I video completo del convegno QUI