Cipro baciata dalle onde – parte III

La storia ci sorpasserà? “Rovine, quindi. Rovine dovute all’abbandono, nonché alle devastazioni di uomini e carri armati. rovine orfane, in realtà. Queste strade vuote, le facciate impacchettate, queste mura ammaccate: un orfanotrofio per fantasmi. Le rovine, le ho frequentate, una volta, quando ero un adolescente e la città di Orleans, dove vivevo, fu bombardata ogni giorno nel periodo della Liberazione. Abbiamo vissuto nel bel mezzo di una città crollata, a rimuovere rottami e tombe, al punto che, quando vedevo edifici intatti, cominciavo meccanicamente a calcolare il tempo che sarebbe stato necessario per demolirli!”, Ha scritto il grande viaggiatore e scrittore Jacques Lacarrière sulla ‘zona morta’ di Nicosia.

Nicosia Dead Zone
Nicosia Dead Zone

Jacques Lacarrière è morto il 17 settembre 2005 a Parigi, per i postumi di un intervento di chirurgia ortopedica, le sue ceneri sono state sparse fuori Spetses in golfo Argosaronico di fronte a Atene, ma il suo lavoro è rimasto.

“A Nicosia, la zona cuscinetto, abbiamo visto, è anche chiamata Dead Zone o Linea Verde. Ma questa zona cuscinetto si estende ben oltre la città e attraversare l’intera isola, dalla baia di Famagosta, a est, a ovest di Morphou. E lì, ha un solo nome: Linea Attila. Un nome ben meritato, se si pensa alle migliaia di profughi greco-ciprioti furono costretti a lasciare il nord, abbandonando le loro terre e case: quasi 200.000 secondo le stime delle Nazioni Unite. Attila:
re degli Unni che ha devastato l’Oriente e gran parte dell’Occidente nel V secolo D.C. Linea Attila: tracciato che segna la zona di sicurezza tra la parte occupata dai turchi di Cipro e quella più propriamente cipriota, secondo quanto stabilito in base alla posizione delle forze nemiche 30 luglio 1974”.

“I combattimenti cessarono quel giorno, ma non la guerra che continua semplicemente in un’altra forma. Si deve comprendere che se i ciprioti, sia greci che turchi, o più correttamente, ellenòfoni e turcòfoni, sono di casa a Cipro da lungo tempo, non è lo stesso per le migliaia di coloni turchi trapiantati dalla Turchia nelle vicinanze. Si tratta di un vero e proprio insediamento coloniale concepito per creare un fatto compiuto e fornire il pretesto per una possibile o potenziale annessione del nord alla Turchia. Fortunatamente, negli ultimi mesi, il vento sembra girare nella direzione giusta e favorire la ripresa dei negoziati tra le due parti. ”

“La frattura che continua a segnare l’isola da un lato all’altro, che esiste per esclusiva responsabilità dei turchi, va sottolineato bene, è qualcosa di assurdo e arcaico. Come era, prima della sua distruzione, il disastroso muro di Berlino. Nella Pompei di Nicosia, lo spettacolo di questo ambiente fatto di vuoto e di mancanze, dove tuttavia si possono percepire le voci ovattate dei combattimenti, è uno spettacolo veramente schizofrenico. Ecco dove portano il nazionalismo dilagante, i patriottismi infantili: a trasformare le case in bunker, i tetti in osservatori, le mura in cimiteri di sabbia e le finestre in orizzonti spinati”(Jacques Lacarrière,”).

Nicosia - zona morta
Nicosia – zona morta
Jacques Lacarrière, 'Nicosia - zona morta'
Jacques Lacarrière, ‘Nicosia – zona morta’
Nicosia, Dead Zone
Nicosia, Dead Zone
Nicosia, Zona Morta e la parte occupata dall'esercito turco
Nicosia, Zona Morta e la parte occupata dall’esercito turco
Nicosia zona morta
Nicosia zona morta

L’ultimo vento che soffia da Ginevra è cattivo, quindi, e ciò che viene presentato come “ripresa dei negoziati tra le due parti,” in realtà cristallizza i risultati … del nazionalismo sfrenato, la nuova geopolitica mondiale e meta-democratica.

Durante le discussioni tenute ad Atene sul tema (22 e 23 gennaio 2017), il politologo e analista Dimitris Konstantakopoulos ha sottolineato questo carattere “innovativo” profondamente meta-democratico che poi governa tutte le “soluzioni” imposte dalle èlites globalizzatrici, a Cipro, come altrove: “a Cipro, la Conferenza di Ginevra ‘ha compiuto il suo miracolo’, vale a dire, in primo luogo la produzione di un nuovo protettorato, dopo l’auto-soppressione della Repubblica di Cipro, l’unica entità statale riconosciuta a livello internazionale. Un colpo di stato completato con la responsabilità di tre paesi: la Grecia, paese diventato un protettorato economico, la Gran Bretagna, paese con interessi vitali a Cipro, tra cui basi militari, e, infine, la Turchia, i cui interessi vitali (quelle dell’invasione, occupazione e colonizzazione della parte settentrionale dell’isola dal 1974) saranno pertanto mantenuti e consolidati. ”

Quello che succede poi per Cipro, supera il contesto geopolitico regionale. Si osserva più precisamente una componente della strategia dello shock, vale a dire, la generalizzazione negli atteggiamenti formattati dai media di una grande, programmata, ambiguità, sia ideologica sia psicologica. I soggetti, le persone si perdono. In sintesi, è il sapore della “soluzione” … preparata da altre persone (e soprattutto dai grandi paesi), che porta al “superamento” delle morenti democrazie di tipo occidentale. Di fronte a questo grande attacco; abbiamo solo tre armi da usare in questa guerra totale: la Verità, la Democrazia e il Logos [ndt: il Pensiero]. Possiamo ancora servircene?

 

Cipro nel 2017
Cipro nel 2017
La zona economica esclusiva (ZEE) di Cipro e ... giacimenti di gas naturale
La zona economica esclusiva (ZEE) di Cipro e … giacimenti di gas naturale
Zona di Cipro occupata
Zona di Cipro occupata

Cipro e la Grecia, sono a tutti gli effetti in prima linea … davanti a questo nuovo meccanismo di annientamento di popoli dovremmo meditare, e con urgenza, informare ed educare anche gli altri popoli. E non bisogna attendere un solo minuto storico in più, il tempo di raggiungere le conclusioni della nostra osservazione … e saremmo annientati.

Perché attraverso la nuova realtà storica a partire dal 1991 e la fine dell’URSS, i metodi utilizzati per distruggere i popoli, gli Stati e le loro sovranità non sono (solo) gli stessi del passato e dobbiamo analizzarli più rapidamente . Per esempio, si utilizza il cambio di segno, come in matematica per invertire le realtà (e i termini dei problemi). Soprattutto prima delle elezioni. In molti casi, ciò che viene annunciato (dai politici, dai giornalisti attraverso la loro neolingua) è spesso il contrario di quello che poi sarà fatto (Dimitris Konstantakopoulos). Si evoca la “soluzione” a Cipro … come si evoca, tra le altre, la “soluzione o la costruzione europea”.

E’ comprensibile. Cipro è un’isola strategicamente importante nel Mediterraneo, Cipro è sulla linea tra Gibilterra e Malta, Cipro è attraversato (come la Grecia) dall’attrito delle placche tettoniche della geopolitica, tra il blocco euro-atlantista e blocco dell’Eurasia. Del resto, per giustificare la sua politica favorevole all’invasione di Cipro da parte dell’esercito turco nel 1974, Henry Kissinger finì per ammettere pubblicamente: “Che cosa volete, eravamo nella guerra fredda. Avevamo perso Malta, non potevamo perdere anche Cipro”(Dimitris Konstantakopoulos).

Nello stesso ordine di idee, poco prima del 1960, Harold Macmillan, in preparazione della “soluzione” precedente per Cipro, disse al Parlamento britannico: “Il nostro obiettivo in questi negoziati è quello di vanificare il desiderio di indipendenza dei greci di Cipro, in collaborazione con la Grecia, utilizzando il rifiuto turco, in realtà si tratta semplicemente di perpetuare il nostro controllo dell’isola “(Dimitris Konstantakopoulos, citato a memoria).

Nicosia attualmente viva
Nicosia attualmente viva
Cipro, nuovo porto turistico a Limassol.
Cipro, nuovo porto turistico a Limassol.

Divide et impera, come di nuovo si tentò di fare nella “soluzione” precedente del piano Annan nel 2004. Esso è stato riproposto (e rinnovato), attualmente a Ginevra. I due popoli psicologicamente più indeboliti nelle società europee (greci e ciprioti) soffrono ora l’attacco finale, che mira a far scomparire (anche) loro stati. Ovviamente, i globalizzatori non potrebbero avviare un tale processo così apertamente, ad esempio con il popolo tedesco e francese. Ma tale processo, in caso di successo, potrebbe portare ad una forma di regime generalizzata di tecno-totalitarismo.

Nel gennaio 2017, il ministro degli Esteri greco Nikos Kotzias, a seguito dei negoziati di Ginevra, ha detto che la minoranza avrà lo stesso potere decisionale rispetto alla maggioranza e che “noi” ci accingiamo a preparare una nuova costituzione per Cipro. “Noi” chi? … I tre paesi (Grecia, Turchia, Gran Bretagna), che si riunirà per… “offrire” il testo fondamentale ad un quarto paese.

Senza nessuna assemblea Costituente senza alcun referendum, al di là di ogni sovranità popolare, è ancora e sempre un inasprimento del metodo di Jean Monnet … reso famoso attraverso la cosiddetta “integrazione europea” … I paesi poveri riempiti di elettori futuri. Lontano, molto lontano dal concetto di democrazia di Tucidide, giunto a noi attraverso l’Epitaffio di Pericle che Castoriadis ha così meravigliosamente analizzato nel suo lavoro: la democrazia è prima potenza (Kratos) della maggioranza, e ciò anche se quest’ultima può anche sbagliarsi, su alcune decisioni.

“Possiamo quindi considerare, purtroppo senza esagerazione alcuna, che stiamo assistendo al colpo di stato più radicale in Europa dopo le aggressioni del 3° Reich”, ha detto Dimitris Konstatakopuolos, e mi permetto di aggiungere a questo, la cosiddetta “costruzione europea”. Ciò che distingue l’attuale Putsch di Ginevra da quello (per esempio) della Giunta dei Colonnelli in Grecia nel 1967, è che sotto i colonnelli, la Costituzione fu sostanzialmente sospesa, non abolita. Tutti sapevano che il periodo della dittatura sarebbe passato e che la Costituzione non sarebbe tornata in vigore. Mentre il progetto … (pseudo) federalista Cipro, ha introdotto da subito la morte dello stato esistente, come quella della sua Costituzione. Ci sarebbe da fare un parallelo con il progetto europeista, il mio amico Olivier Delorme può vi troverà un altro motivo per lasciare l’UE.

Già a suo tempo, il Piano Annan per Cipro nel 2004 aveva molti punti in comune con il Trattato di Maastricht, sia nella filosofia che nel metodo utilizzato. L’attuale piano discusso a Ginevra, come tutti i testi, a partire dai memoranda imposti alla Grecia, è portatore di questa filosofia giuridica che stabilisce un nuovo regime a partire dal colpo di stato e dalla violenza (di qualsiasi tipo) specifico di Carl Schmitt (1888-1985), noto giurista ufficiale della Germania nazista, il filosofo e intellettuale della dottrina del decisionismo sotto il regime nazista.

Dibattito ad Atene il Cipro. Dimitris Konstantakopoulos (a destra). 23 gennaio 2017
Dibattito ad Atene il Cipro. Dimitris Konstantakopoulos (a destra). 23 gennaio 2017

Dimitris Konstantakopoulos ricorda che, secondo alcune fonti ancora da verificare, sia il piano Annan, sia il Trattato di Maastricht ed anche i memoranda imposti dalla troika in Grecia e Portogallo sarebbero usciti dallo stesso studio legale con sede a Londra. Un dritta per … giornalisti!

Studio legale o no, ciò che è particolarmente importante per l’attuale “soluzione cipriota”, discussa a Ginevra è che abolìsce tutti i principi, tutti nello stesso momento, tutti i fondamenti che regolano il funzionamento delle democrazie occidentali, vale a dire, la regola della maggioranza, la distinzione dei poteri e il diritto di ogni Stato di difendersi. Qui dobbiamo chiarire che il Protettorato immaginato dai partecipanti a Ginevra sarebbe uno “stato” privo di forze armate (anche se con il parcheggio dell’esercito turco nel suo territorio per un periodo indefinito), e con forze di polizia composte per il 25 % da greco-ciprioti, il 25% da turco-ciprioti e il restante 50% da stranieri … importati a Cipro da poteri ed istituzioni internazionali.

Questo progetto prevede in modo ancora più accurato che questi agenti di polizia stranieri saranno forniti per metà da uno o più paesi musulmani, e per l’altra metà, da uno o più paesi cristiani. Ecco allora uno stato futuro senza esercito, ma con un esercito di occupazione sul suo territorio, senza esercito, ma, in realtà, con quattro milizie, il tutto sotto criteri (pseudo) legittimati dall’appartenenza religiosa. Il risultato sul terreno sarebbe, molto probabilmente, la libanizzazione e così (di nuovo) la guerra tra paesi, compresi, forse, Grecia e Turchia.

Fiasco o no, Ginevra è prima di tutto, un’idea volontariamente malata, un’operazione compiuta sul cadavere della Repubblica di Cipro, ucciso al di fuori di ogni volontà popolare sovrana. Ciò che il presidente Anastasiadis si affretta ad eseguire, assomiglia molto alla creazione dello Stato di Vichy dal potere del maresciallo Pétain. Almeno, quest’ultimo fu originariamente investito dei più ampi poteri dall’Assemblea nazionale costituente, il 10 luglio 1940, prima di ottenere il titolo di “capo dello Stato francese”, regime poi dichiarato “illegittimo, nullo” dal generale de Gaulle, come sappiamo. Per abolire la Repubblica di Cipro, il Presidente Anastasiadis non ha consultato nessuno, né l’Assemblea né tantomeno il “suo” popolo. Inutile forse ricordare che, a Cipro come in Grecia, il “parlamento” è muto, inattivo e inesistente. Segno dei tempi.

C’è di che essere preoccupati. Non riponiamo alcuna fiducia nel personale meta-politico di Atene come di Nicosia. Nicos Anastasiades sta sempre più spesso annegando i suoi sentimenti nell’alcool, perché in realtà l’uomo soffre (anche) di alcolismo.

Ecco la condizione finale e letale in cui sono le nostre democrazie e quindi i paesi, i popoli e le nazioni, a seguito di un buon mezzo secolo di “conquiste europee”, nel corso degli anni della Troika, con il pretesto di debito, infiniti anni di “riforme strutturali” e austerità. Avendo … compiuto un ulteriore passo verso il baratro, i greci sanno per esperienza che le future elezioni ormai saranno inutili in ogni caso, e non lo saranno più senza un rimodellamento radicale della vita politica del paese, il che non è facile. Altri popoli … a quanto pare, ancora votano e questo è importante. Sulla base della nostra avanzata, e avariata, esperienza, dovrebbero essere più accorti prima di compiere certe scelte politiche.

Un passato umana scolpita. Tempio di Poseidone. Capo Sounion, gennaio 2017
Un passato umano scolpita. Tempio di Poseidone. Capo Sounion, gennaio 2017

Il grande poeta Yorgos Seferis “di ritorno dai tre viaggi a Cipro, realizzati nel 1953, 1954 e 1955 (…) pubblicò il suo penultimo libro, diario III, nel 1955, otto anni prima di vincere il premio Nobel per la letteratura. Va detto che Cipro interessa Seferis soprattutto nel dopoguerra, all’interno delle sue funzioni diplomatiche di consigliere dell’Ambasciata a Londra (1951-1952), ambasciatore della Grecia a Beirut (1952-1956) e ambasciatore della Grecia a Londra (1957- 1962). Ma per il poeta, la questione di Cipro è un momento di riflessione e la ricerca poetica di alto livello che trova espressione nel Giornale di Bordo III. (…) L’isola di Cipro, agli occhi del poeta si presenta come un luogo intermedio, sia nello spazio e nel tempo, favorevole alla scoperta e anche la rivelazione.”

“Il poeta scopre lì un mondo in cui la gente parla greco, che è greco, ma che non dipende dallo Stato greco, come la Smirne della sua infanzia. Ma allo stesso tempo, la Cipro del dopoguerra, occupata da disordini politici che il poeta tratta ogni giorno come parte delle sue funzioni diplomatiche, potrebbe subire la stessa sorte dell’Asia Minore tra le due guerre. Le riunioni di cui poesie sono l’eco acquisiscono una tragica colorazione, in cui la storia personale del poeta aderisce alla grande storia “Stéphane Sawas,” Smirne Cipro: viaggi della memoria in Seferis “.
Dopo Yorgos Seferis e seguendo Jacques Lacarrière, Cipro, ai nostri occhi nel 2017, appare sempre come un luogo intermedio, sia nello spazio che nel tempo, favorevole alla scoperta ed anche alla rivelazione … di quell’altro mondo che ci è riservato. A meno che, naturalmente non ci sia una reazione da parte nostra.

Cipro, un’isola baciata dalle onde. Cipro, l’isola in cui si alimentano ancora i gatti, e forse, la democrazia e la speranza.

Cipro, dove si nutre ancora i gatti.
Cipro, dove si nutre ancora i gatti.
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Cipro baciata dalle onde – parte I

A Ginevra si sta svolgendo dall’inizio di gennaio il nuovo round di negoziati per la “sistemazione” delle controversie relative all’assetto dell’isola di Cipro. Panagiotis Grigoriou ha dedicato all’argomento tre successivi articoli, pubblicati in francese, come di consueto, sul suo blog www.greekcrisis.fr . Perché questi negoziati sono così importanti?

Ciò che è in gioco oggi a Cipro, non è che la vera anticipazione di ciò che accadrà a breve ed a medio termine, cioè l’uccisione (voluta dai globalizzatori) degli Stati e delle nazioni (sic), attraverso mezzi diversi dalla guerra convenzionale.”

Proponiamo di seguito i tre post, frutto di alcuni interventi pubblici avvenuti sul tema ad Atene; un riassunto ragionato dei principali temi è pubblicato su http://www.comedonchisciotte.org insieme alle altre traduzioni degli articoli di Panagiotis.

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Nuovi tempi sulla Terra. “Sotto la noia dell’isola, piccole piogge sottili”, come scrisse il poeta (Jules Laforgue) a suo modo, la geopolitica e altro ancora. Siamo entrati relativamente di recente in una nuova regione (e regionalizzazione) della storia del nostro mondo. Siamo impantanati nel fango della transizione, ma ormai è fatta! Abbastanza da vederci finalmente chiaro. Come dal Tempio di Poseidone a Capo Sounion, con chiarezza, una rara chiarezza forse.

Tempio di Poseidone ... pellegrini ciprioti. Capo Sounion, nel gennaio 2017
Antica mappa di Cipro

Jules Laforgue non c’è più, ma la sua poesia continua, come spiegato dall’analista e politologo Dimitris Konstantakopuoulos nei due dibattiti tenuti di recente ad Atene riguardanti Cipro (ma in realtà ciò che accade colpisce tutti i democratici in Europa e oltre), “ogni volta che si cambia fase storica, la saggezza (ci) seguirà dopo, come con la famosa civetta”.

“La riunificazione di Cipro è compromessa. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan si rifiuta di ritirare i suoi 30.000 soldati, sull’isola dal 1974″, ha scritto nel titolo, il giornalista del quotidiano” Le Monde” e corrispondente a Istanbul (14 gennaio 2017). Il titolo è in realtà infedele rispetto alla realtà, poiché non si tratta (purtroppo) di riunificazione, ma di un processo completamente diverso (ci tornerò in seguito) e in aggiunta, il numero di soldati turchi è molto impreciso, perché secondo le fonti citate nelle discussioni recentemente tenute ad Atene, restano solo 12.000 soldati, mentre gli altri sono stati trasferiti altrove, probabilmente in Siria (Eleni Theocharous deputata cipriota al parlamento europeo, 22 gen 2017).

Il lettore attento e consapevole del momento storico in cui viviamo, per esempio francese, potrebbe pensare che le notizie su Cipro lo dovrebbero riguardare meno che, per esempio, il caso di Penelope Fillon e il suo ruolo .. politico, al seguito del marito, apparentemente così remunerativo. Si sbaglia. Ciò che è in gioco oggi a Cipro, non è che la vera anticipazione di ciò che accadrà a breve ed a medio termine, cioè l’uccisione (voluta dai globalizzatori) degli Stati e delle nazioni (sic), attraverso mezzi diversi dalla guerra convenzionale.

Il Tempio di Poseidone. Capo Sounion, gennaio 2017
Il Tempio di Poseidone. Capo Sounion, gennaio 2017
Visitatori. Tempio di Poseidone. Capo Sounion, gennaio 2017
Visitatori. Tempio di Poseidone. Capo Sounion, gennaio 2017
Famagusta nel 1953. Cipro fotografia scattata da Yorgos Seferis
Famagusta nel 1953. Cipro fotografia scattata da Yorgos Seferis

Sotto il bel sole d’inverno, in visita al Tempio di Poseidone a Capo Sounion ho brevemente incontrato altre persone venute da Cipro in … pellegrinaggio. In questo stesso tempo, e nonostante il silenzio opprimente e, soprattutto, l’inazione, dei partiti politici ateniesi (di TUTTE le parti rappresentate al pseudo-parlamento di Atene), comportamenti a mio parere voluti, ho assistito a dei dibattiti, di informazione e di azione riguardanti Cipro (e in effetti l’Europa).

In questo articolo (in tre parti successive) del blog se ne riporta la sintesi.Tale è anche la richiesta fatta a me via e-mail e da molti amici di questo blog … difficile per il suo autore.

Come (mi) scrive per esempio il mio amico (e amico del blog) Jean-François “senza andare troppo lontano, in modo radicale, c’è sempre spazio per prendere in considerazione una possibile soluzione ai nostri mali. La pace negoziata a Ginevra è impossibile, non perché i ciprioti siano cattivi, stupidi o egoisti, ma perché il negoziato è fatto con la Turchia, la Grecia, l’Inghilterra, le Nazioni Unite. Se ciprioti potessero riacquistare il potere, troverebbero per loro conto soluzioni concrete (globali e locali, individuali e collettive) per sbloccare la situazione” Jean-François dice l’essenziale, e ha scritto sul suo blog, lettura molto utile.

Parliamo di Cipro, allora.
La popolazione dell’isola è (in gran maggioranza) di cultura e lingua greca, a seguito dell’insediamento degli Achei nel 1400 … prima di Cristo, isola della dea dell’amore, Afrodite, Venere per i romani. Essa nacque dalla schiuma del mare, secondo la tradizione, sulla costa denominata “Petra tou Romiou” (“la roccia del greco”), una serie di scogliere e rocce vicino alla città di Paphos. Si deve anzitutto sottolineare che la popolazione dell’isola, nel 1974, anno dell’invasione dell’esercito turco, era costituita per l’80% da greco-ciprioti (ortodossi), e per il 18% da turco-ciprioti (musulmani ), più altre comunità di armeni e maroniti (cristiani).

Famagosta città fantasma a partire dal 1974
Famagosta città fantasma a partire dal 1974
L'aeroporto fantasma di Nicosia. Foto di luglio 1974
L’aeroporto di Nicosia. Foto di luglio 1974
Nicosia aeroporto fantasma dopo il 1974
Nicosia aeroporto fantasma dopo il 1974

Cipro, l’isola preferita dal poeta Giorgos Seferis. “L’isola di Cipro, agli occhi del poeta si presenta come un luogo intermedio, sia nello spazio e nel tempo, favorevole alla scoperta e anche la rivelazione. Il poeta scopre un ‘mondo dove si parla greco, che è greco, ma che non dipende dallo Stato greco’ (novembre 1953 a Nicosia), come la Smirne la sua infanzia”

“Il poeta si meraviglia infatti della ricchezza del greco parlato a Cipro, dove ci sono ancora molte antiche parole che non sono più utilizzate nella Grecia Elladica (…) In questa isola, dalle identità secolari, l’ellenismo è, come l’Asia Minore nel 1920, oggetto di un gioco diplomatico molto insalubre in un contesto post-coloniale che si preannuncia fatale”(Stéphane Sawas, 2012).

E nel nostro tempo, sempre fatale e non solo per Cipro, durante il suo intervento nel dibattito organizzato ad Atene il 22 gennaio (2017), Solon Antartis uomo politicamente attivo a sinistra dopo aver rotto con il partito di pseudo-sinistra Akel, ha detto cose molto interessanti sulla comunità dei turco-ciprioti e sui rapporti con i connazionali ciprioti greci.

Dobbiamo in primo luogo ricordare che i turco-ciprioti sono stati islamizzati durante il lungo periodo del dominio Ottomano su Cipro (1571-1878), una situazione in qualche modo simile a quella dei musulmani bosniaci (slavi che avevano adottato l’Islam). Fino al 19° secolo, ci furono anche alcuni momenti storici in cui le due comunità si ribellarono insieme contro i ricchi signori locali che governavano l’isola per conto della Sublime Porta.

Dibattito su Cipro e la situazione attuale. Atene, 22 gennaio
Dibattito su Cipro e la situazione attuale. Atene, 22 gennaio
All'aeroporto fantasma di Nicosia.
All’aeroporto fantasma di Nicosia.

Nel 1804, la loro rivolta venne stata sedata dal corpo di spedizione ottomano dell’Anatolia, e così la Chiesa di Cipro fu costretta a firmare … un memorandum, che fece pagare a loro, sotto forma di debito, le spese stesse dell’occupazione. E l’ultima rivolta co-organizzata dai due comunità ha avuto luogo nel 1834, sotto il comando di un imam.

A partire … dall’annessione di Cipro da parte dell’Impero Britannico nel 1878, più di diecimila turco-ciprioti (musulmani a … media intesità) sono tornati di nuovo cristiani, conversione, però, bloccata a causa della politica sterile e francamente stupida di una parte del clero greco-ortodosso, al punto che la doppia pratica religiosa è rimasta frequente per gran parte di questa popolazione fino agli anni 1960

E’ a partire dal 1878, che la comunità turco-cipriota è stata usata come “minoranza strategica” da parte dei colonizzatori britannici, ai fini della divisione degli abitanti. Il risultato è noto, e un po’ la politica stupida e criminale da parte di alcuni leader tra greco-ciprioti già tra il 1900 e il 1920, non ha aiutato.

Solone Antartis, Atene, 22 gen 2017
Solone Antartis, Atene, 22 gen 2017
Dibattito su Cipro. Atene, 22 gennaio 2017
Dibattito su Cipro. Atene, 22 gennaio 2017

Dopo l’indipendenza del 1960, e in seguito agli accordi di Zurigo e di Londra del 1959, che chiudono la lotta anti-coloniale, il trattato di garanzia che la accompagna formalizza l’abbandono di tutte le rivendicazioni territoriali britanniche sull’isola (tranne … la grande base militare di Akrotiri). Il Regno Unito, la Turchia e la Grecia diventano garanti dell’equilibrio costituzionale della Repubblica di Cipro.

Nel 1974, l’invasione turca seguita al fallito colpo di stato dei colonnelli greci contro il governo dell’arcivescovo Makarios (golpe in realtà preparato da Henry Kissinger, allora potente Segretario di Stato a Washington, ne riparleremo) e la conseguente occupazione del 36,3% del territorio dell’isola, cambia radicalmente la demografia a Cipro.

Le due comunità (mischiate su tutto il territorio dell’isola) sono separate, e i turco-ciprioti sono “spinti” a raggiungere l’area occupata dall’esercito turco, la parte settentrionale (36,3% del territorio, in seguito auto-proclamata “Repubblica turca di Cipro del Nord” il 13 novembre 1983, riconosciuta solo dalla Turchia).

A partire dal 1974, possiamo distinguere due fenomeni nella nuova situazione demografica. Fino ai primi anni ‘80, la Turchia ha spostato nel territorio di Cipro del Nord, migliaia di coloni dall’Anatolia, a volte curdi. Poi, dopo l’avvento al potere di Recep Tayyip Erdogan, si nota a Cipro del Nord una rapida islamizzazione, al punto che oggi si può notare una forte influenza religiosa, anche salafita (Solone Antartis, Atene 22 gen 2017).

Nei pressi dell'aeroporto fantasma Nicosia. Zona delle Nazioni Unite
Nei pressi dell’aeroporto fantasma Nicosia. Zona delle Nazioni Unite
Davanti un caffè ad Alona, Cipro, 1954 (foto del poeta Yorgos Seferis)
Davanti un caffè ad Alona, Cipro, 1954 (foto del poeta Yorgos Seferis)

Secondo le statistiche del governo della Repubblica di Cipro (la sola riconosciuta dalle Nazioni Unite, la zona dei greco-ciprioti), sull’isola vivevano nel 2015, 700.000 greco-ciprioti e solo 92.000 turco-ciprioti. Il che significa l’8% della popolazione, e non il 18% come nel 1974. Quasi la metà degli sfortunati turco-ciprioti hanno scelto di emigrare, soprattutto dopo l’ingresso di Cipro nell’UE (poiché anche loro hanno ottenuto un passaporto della Repubblica di Cipro), e spesso sono considerati “cattivi turchi” o “bastardi dei greci”, ad esempio sui social media.

Quello che viene poi presentato come “piano di riconciliazione”, soprattutto da parte del funesto Presidente Anastasiadis (della … Repubblica di Cipro), prevede l’insediamento di 210.000 turco-ciprioti (la proporzione di 1 ogni 4 secondo i testi, ma la popolazione dei greco-ciprioti non è di 840.000 persone, ma di 700.000), ignorando che il numero di veri turco-ciprioti non supera le 100.000 persone, e legalizzando di fatto la colonizzazione e, detto fuori dai denti, l’invasione del 1974.

Inutile dire che i turco-ciprioti sono diventati una minoranza prima controllata e poi sottomessa, nella parte settentrionale dell’isola, dove la popolazione complessiva è stimata in oltre 500.000 persone (è previsto che vi rimanga l’intera popolazione, anche dopo la “soluzione”), e, come noto, nessun censimento ha mai avuto luogo nella parte settentrionale dell’isola!

1950 Cipro e Yorgos Seferis
1950 Cipro e Yorgos Seferis

E’ questo che i partiti politici (di maggioranza) della Repubblica di Cipro … hanno offerto i connazionali turco-ciprioti al regime di Recep Tayyip Erdogan … in caso di “soluzione”. D’altra parte, la pseudo-sinistra di Cipro (AKEL) … calunnia gli altri a sinistra, rifiutando possibili accordi, trattando gli altri da fascisti … fobici, metodi ormai vecchi. Per quanto riguarda questi ultimi, come Solone Antartis, l’unica vera soluzione è quella di una maggiore democrazia.

O, più precisamente, di una vera democrazia, garantendo i diritti di tutti i ciprioti (greci e turchi indigeni), lontano da alchimie comunitariste, superando, infine, la Costituzione ereditata dal 1960, per realizzare una costituente con una base popolare. Ovviamente senza la presenza dell’esercito di occupazione turca, e senza potenze straniere che si presentano come garanti (Grecia, Turchia, Gran Bretagna).

Cipro colonia. Altri tempi?
Cipro colonia. Altri tempi?

Solon Antartis ha anche evocato il ritorno dei turco-ciprioti che lasciarono l’isola, difficile, ha aggiunto, ma la giustizia a volte appare come utopica e più difficile da portare tra gli uomini rispetto alla divisione e all’odio.

Come la vista dal Tempio di Poseidone a Capo Sounion, la chiarezza, insolita forse per il Mediterraneo, che ha visto … soprattutto ingiustizie. “Cipro baciato dalle onde”, secondo la poesia di Yorgos Seferis, o comunque parafrasando un po ‘, “Guardate, i gatti di Cipro brillano sotto il sole!”
(Fine prima parte).

 

Gatto di Cipro (Nicosia). Fonte: internet greca
Gatto di Cipro (Nicosia). Fonte: internet greca