Catalogna – per la UE è win-win

Oggi leggevo gli ultimi twit di due dei miei punti di riferimento sul web, ovvero Federico Dezzani e Claudio Borghi. Litigavano sulla vicenda del referendum per l’autonomia catalana. Il geopolitico Dezzani vedeva la vittoria della UE che affermava in uno stato chiave la nascita della prima “macro-regione”, auspicato luogo degli ultimi brandelli di autonomia locale, a fronte delle maxi-prerogative del maxi-stato in formazione. Per lui, la sconfitta prospettica dello stato nazionale spagnolo era l’ennesima brutta notizia, e sostenere le iniziative indipendentiste è fare un favore a Bruxelles, anche perchè individuava dietro alle manifestazioni a Barcellona gli stessi nomi dei cortei no-border di qualche mese fa (anche su sollecitazione dei suoi follower, poi ci ha scritto un post sul suo blog). Il blogger piemontese individuava nella Lega l'”utile idiota” che in Italia lavora per fare alla UE lo stesso tipo di favore e ne chiedeva conto maliziosamente a Borghi. Il quale rispondeva per le rime, ricordando le sue cristalline posizioni contrarie a qualunque divisione del potenziale fronte sovranista ed argomentando, correttamente che lui non è responsabile di quello che dice qualunque esponente della Lega, oggi, ieri o dieci anni fa e che fare polemicucce sul “tipo” e sulla “purezza” di qualunque esponente del (proto) schieramento sovranista è sbagliato, perchè di fronte alle lotte che ci aspettano non si può fare gli schizzinosi, come non lo fecero nella Grande Guerra o ai tempi delle lotte partigiane.

E’ irrilevante sapere chi ha ragione. La notizia era che due persone intelligenti (molto intelligenti) e sinceramente dalla stessa parte della barricata stavano insultandosi e stavano forse compromettendo ogni possibilità di collaborare in futuro. Il che era sicuramente una vittoria per il loro (nostro) comune nemico. Perchè?

Perchè si erano presi male e non sono arrivati a cogliere che avevano entrambi ragione ed entrambi torto: il problema è che il referendum catalano è una situazione WIN-WIN per la UE, quindi era sbagliato scannarcisi sopra. E me lo avevano fatto capire proprio loro. E’ facile vederlo, se si ragiona sulle due alternative:

IPOTESI UNO – VINCE LA CATALOGNA: se si fa il referendum diventa come dice Dezzani (e anche Fantuzzi in questa analisi): si afferma la prima macro-regione nata dalla divisione di uno stato nazionale membro della UE. Sostenere la Catalogna è, come dice Fantuzzi, oggettivamente fare un favore a questa idea – amata a Bruxelles come negli ambienti da cui Bruxelles dipende) degli stati nazionali che devono sparire, per lasciare il posto a più malleabili regioni (tutt’altro che) autonome. Lo stesso frame che propone il paleo-leghista Maroni nel prossimo ottobre in Lombardia, un’operazione che mi sembra più un rantolo del vecchio arnese morente che una reale iniziativa politica verso l’autonomia di una regione (il percorso e la storia autonomista della Catalogna sono di tutt’altro spessore rispetto alle più recenti, grottesche, ampolle padane) e , francamente, qui a Milano non vedo in giro nessuno che stia neanche lontanamente sognandosi di scendere in piazza per realizzarlo, ammesso che qualcuno avesse la pessima idea di impedirne il probabilissimo schianto nell’indifferenza.

IPOTESI DUE – VINCE LA SPAGNA: se invece la posizione dura dello stato spagnolo avrà la meglio e il referendum non si terrà, la UE vince lo stesso, perchè avrà stabilito il primo caso in cui si sarà potuto impedire lo svolgimento di una votazione popolare, senza se e senza ma. Questo risultato segnerebbe un deciso salto di qualità rispetto a quanto ottenuto finora, e servirebbe a scoraggiare eventuali future iniziative referendarie “sgradite”. Le elezioni politiche fanno oggi meno paura, perchè le forze del potere hanno recentemente sperimentato alcune parziali vittorie, dovute all’ulteriore affinamento delle tecniche di spin e manipolazione, prima in Austria (con una faticosa sequenza che ha visto annullare una sconfitta con dei brogli palesi al fine di ripetere il voto e – grazie a una martellante propaganda – arrivare infine alla vittoria) , poi in Olanda (è bastata un’occasione di far mostrare i muscoli verso la Turchia al premier in carica per bloccare l’onda “populista”) e infine in Francia, intortata come un ragazzino scemo dal candidato di plastica contrapposto alla “fasciste malgrè lui” messa lì solo per fare paura. Ma sui referendum la musica cambia: i referendum sono scelte secche, dove è più difficile confondere le acque e la pancia della gente capisce più facilmente dove sta l’inghippo; se il potere dice bianco, si vota nero. Logica binaria, semplice, e infatti qui le élites hanno quattro sconfitte in fila: Grecia, Olanda, Italia e Brexit, quindi – si saranno detti – meglio non farli, ed ecco che la Catalogna gli serve su un piatto d’argento un bel referendum incostituzionale da annullare con la forza. E’ vero che si rinvierebbe l’affermazione delle macro-regioni, ma anche stabilire il precedente che i referendum si possono anche non fare non sarebbe male. O no?

Scannarsi su questo è esattamente quello che vuole il nemico, e la polemica di Dezzani, per quanto in parte fondata – è probabilmente figlia di qualche altro problema ed idiosincrasia personale verso la Lega. Sono più propenso a seguire la posizione di Borghi, cioè pensare che siamo in guerra, in guerra bisogna prima di tutto individuare il nemico e tutti quelli che hanno il mio stesso nemico sono miei amici, almeno finchè il nemico non sia battuto.

Che poi era quello che facevano i partigiani: Dezzani avrà letto Fenoglio?

johnny

 

 

 

 

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Cipro baciata dalle onde – parte II

Il lettore attento e, si spera, consapevole del momento storico in cui viviamo, comprende che l’attualità su Cipro necessariamente lo riguarda, perché la posta in gioco è la vera manifestazione di ciò che è in programma, sia a breve che a medio termine, per quanto riguarda l’uccisione di stati e nazioni (così come dei popoli) attraverso una guerra non convenzionale. Cipro è baciato dalle onde, e non solo quelle marine, ma anche da quelle della geopolitica e delle mutazioni meta-democratiche (già) in corso in Europa.


Eleni Theocharous, Membro cipriota del Parlamento Europeo. Atene, 23 Gennaio 2017
Eleni Theocharous, Membro cipriota del Parlamento Europeo. Atene, 23 Gennaio 2017


Per questa seconda puntata della serie di tre articoli che dedico al simulacro di negoziazione (come alla ridicola “soluzione” come la chiamano i presunta media influenti), mi baso tra gli altri, sugli interventi pubblici tenutosi ad Atene (22 e 23 gennaio 2017) di Eleni Theocharous, Eurodeputata di Cipro. Nel 2015, ha lasciato il partito di coalizione democratica (DISY, partito cipriota conservatore politico e membro del Partito popolare europeo) cipriota e ha fondato il Movimento di Solidarietà.

L’ultimo in ordine di data, rigurgito di ontologia su questi negoziati su Cipro (che si svolgono in Svizzera), che stanno cercando di imporre una “soluzione” neo-coloniale, facendo esattamente seguito al neocolonialismo interno all’Unione europea dei memoranda e della Troika in Grecia, a Cipro e, in misura minore, ma non meno “promettente” … altrove.

Il contesto storico, già abbastanza legato a una qualche forma incompiuta di decolonizzazione dal Regno Unito (e, per estensione, dagli Stati Uniti, che la diplomazia britannica è necessariamente “emanazione”), purtroppo, si presta in modo evidente. Già, in questa “soluzione”, presumibilmente in discussione (in realtà è praticamente operativo), manca qualsiasi menzione della sovranità popolare. Una … novità apparsa ufficialmente in una “costituzione” di un paese di cultura politica occidentale, che inoltre fa parte delle … democrazie della così detta Unione europea.


Fantasma dell'aeroporto di Nicosia dal 1974

Fantasma dell’aeroporto di Nicosia dal 1974


Aeroporto fantasma Nicosia dal 1974.
Aeroporto fantasma Nicosia dal 1974.


Dopo il 1974, la Grecia, come la Repubblica di Cipro, mettono a precondizione per qualsiasi negoziato con la Turchia (che occupa, dopo l’invasione militare, il 37% del territorio di Cipro) la partenza dell’esercito di occupazione e l’abolizione del sistema delle potenze garanti a Cipro (Gran Bretagna, Grecia, Turchia), posizione che sembra abbandonata nei negoziati in corso.


Da parte sua, la Turchia neo-ottomana del presidente Recep Tayyip Erdogan richiede – prima di cominciare i negoziati – il controllo del 45% della zona economica esclusiva (ZEE) di Cipro. Ricordiamo che in base al diritto del mare, si tratta dello spazio marittimo che uno Stato costiero esercita in materia di diritti sovrani di esplorazione ed uso delle risorse. E, a Cipro, di risorse, per quanto riguarda i giacimenti di gas naturale e altri idrocarburi, ce n’é; su di loro in particolare la Turchia impone che le parti 6, 8 e 9 di questa zona siano incluse … nel quadro della “soluzione”, ed esclusivamente sotto il suo controllo.


Questo è il motivo per cui poi la minoranza turco-cipriota (18% della popolazione nel 1974 e per i quali, naturalmente, tutti i diritti civili e politici devono essere esattamente gli stessi dei loro compagni greco-ciprioti) è storicamente considerata da parte turca una provincia, che a suo avviso dovrebbe (e la Turchia con essa) assumere il controllo della metà, ma in realtà di tutta l’isola e della sua vita politica, la sua stessa vita, al di fuori di qualunque processo rappresentativo.


Ad oggi mentre si svolgono le … negoziazioni in Svizzera, la Turchia continua la costruzione accelerata di nuove basi militari e di infrastrutture (porti, aeroporti e altre zone militari esclusivi) nella parte occupata della cosiddetta “Repubblica turca di Cipro Nord “, il che la dice abbastanza lunga sui malcelati piani reali della Turchia. Vale a dire, il controllo assoluto dell’isola con un sistema politico neo-coloniale … con l’amabile partecipazione della Gran Bretagna, gli Stati Uniti (almeno fino all’arrivo di Donald Trump? ) come quella della cosiddetta EU (Eleni Theocharous, Atene il 22 e 23 gennaio 2017). Bella … prospettiva!


Aeroporto fantasma di Nicosia dal 1974 
Aeroporto fantasma di Nicosia dal 1974

 

Aeroporto fantasma di Nicosia dal 1974. Aereo 'Cyprus Airways atterrato 20 luglio 1974 e mai più decollato.
Aeroporto fantasma di Nicosia dal 1974. Aereo ‘Cyprus Airways atterrato 20 luglio 1974 e mai più decollato.
Limassol a Cipro oggi (Cipro)
Limassol a Cipro oggi (Cipro)


Più precisamente, la presunta “soluzione” attualmente in discussione a Ginevra al Mont Pelerin, prevede una presidenza a turno (tra greco-ciprioti e turco-ciprioti) e la “effettiva partecipazione dei turco-ciprioti nel governo dell’isola” (sic) come dicono i testi ufficiali del progetto, e dunque il diritto di veto. Inoltre, la urchia questa volta richiede che l’applicazione delle quattro libertà fondamentali dell’Unione europea, sia valida anche a Cipro per i propri cittadini (della Turchia) e che essi (sempre i cittadini della Turchia) possano anche essere nominati in cariche pubbliche del … nuovo Stato federato cipriota.

Ricordiamo che le quattro libertà sono, nel quadro dell’Unione europea, le libertà del (fatale) mercato unico, vale a dire la libera circolazione delle merci, dei capitali, dei servizi e delle persone. In breve, la Turchia avrebbe ottenuto in questo modo il controllo totale di Cipro, e attraverso questo, cioè tramite il veto interno, e per estensione tramite il veto esterno (Cipro, paese … membro dell’Unione Europea) questo paese potrà bloccare e/o influenzare le decisioni e le direttive CEE che non saranno compatibili con i propri interessi. La stampa tedesca, parla già del caso … come un modo di far entrare la Turchia nell’UE dalla porta di servizio (Eleni Theocharous, Atene il 22 e 23 gennaio 2017).

Il più grave è che il Presidente di Cipro è andato a Ginevra – ufficialmente come … l’unico rappresentante della comunità greco-cipriota – per partecipare ad una conferenza in cui un paese sovrano (membro delle Nazioni Unite e dell’UE) si è auto-abolito. Una prima assoluta. In primo luogo il Presidente Anastasiadis non aveva avuto alcun mandato per farlo (tramite il Parlamento, o un referendum …), e poi, in un breve tragicomico momento, nel bel mezzo di una storicità schiacciante, lasciando la stanza in cui si svolgeva la conferenza, Anastasiadis aveva sostenuto poco convinto che sedeva là come capo di stato, mentre appena un minuto dopo Kotzias, il ministro degli esteri greco, ha detto il contrario.


Cipro, Paphos.
Cipro, Paphos.
Cipro, zona vietata.
Cipro, zona vietata.


Dettaglio altrettanto suggestivo, il suo omologo cipriota Kassoulidis è stato … licenziato da Ginevra e non ha potuto partecipare ai colloqui, su richiesta della Turchia sotto la minaccia di lasciare la conferenza (con l’avallo dell’ONU e di Jean-Claude Junker … l’osservatore e, come noto, osservatore dei trattati di cosiddetta UE, che nessun processo democratico + mai riuscito a turbare). Questa logica è fondamentalmente la stessa e per la cronaca, si è fatto finta che il ministro … senza paese Kassoulidis doveva andare a Bruxelles in quanto vi sarebbero state “cose da fare”. Il ridicolo non uccide, tranne apparentemente popoli e sovranità che dovrebbero essere i loro.

Devo chiarire qui che, riguardo all’affermazione di Eleni Theocharous sulle quattro libertà che sarebbero applicabili ai cittadini della Turchia che otterrebbero un diritto di veto e quindi  un controllo esterno sulla direzione di l’UE, io sono scettico. La mia aporia (in greco l’aporia è parola che designa questa forma di profonda messa in discussione) posta pubblicamente durante il dibattito … è rimasta senza risposta, questo apparente paradosso si riferisce alla relativa indifferenza e laissez-faire messa in mostra dalla UE a Ginevra e a Mont Pelerin, in apparente spregio dei suoi stessi interessi.


Nei pressi dell'aeroporto fantasma di Nicosia dal 1974
Nei pressi dell’aeroporto fantasma di Nicosia dal 1974
Dibattito su Cipro. Atene, 23 gennaio
Dibattito su Cipro. Atene, 23 gennaio


La risposta che non mi è stata concessa, resta ipotetica e ancora … sorprendentemente attuale. In primo luogo, l’attuale Unione europea (come passato) non è una unione tra i paesi uguali, sovrani e liberi, anzi non è una unione e basta. Questa geometria variabile a vantaggio della Germania, va detto, è (e sarà sempre) come appare oggi nella applicazione delle quattro libertà come in molti altri campi.

I Paesi (soprattutto alcuni paesi) decideranno a loro piacimento, la libera circolazione avrà un significato diverso … caso per caso, l’Unione europea, come la sua zona euro non sarà la stessa per tutti, o non ci sarà nemmeno più essa stessa. Tutto ciò che sta accadendo, l’èlito-crazia tedesco-europeista, Junker testa, è ben consapevole dei problemi, se non che la gente andrà ancora a votare quest’anno … ma la realtà resta ancora dietro lo schermo.

Ci potrebbe essere, suppongo, in ogni caso, una sorta di ‘accordo’ e/o di ricatto tra i leader della Turchia (e non solo) e quelli dei paesi centrali dell’UE, e in particolare della Germania (dopo la Gran Bretagna) riguardo Cipro, in particolare poiché le elezioni tedesche (e francesi) sono vicine, e che, per esempio, la crisi (provocata) dei migranti è ancora ante portas. Più profondamente, nell’affare-cipriota nel 1950, come già notò con amarezza il poeta e diplomatico greco Yorgos Seferis (in uno scritto del 1951-1956), c’era un parallelo molto preciso tra il destino dell’isola di Formosa e quello di Cipro, tra il ‘Foreign and commonwealth Office’ e il ‘Dipartimento di Stato’: Cipro doveva rimanere sotto il controllo delle potenze occidentali.


Nicosia aeroporto dal 1974 fantasma
Nicosia aeroporto fantasma dal 1974
12-aeroporto di Nicosia, fantasma dal 1974.
12-aeroporto di Nicosia, fantasma dal 1974.

Poi … riguardo altri accordi più vecchi sono noti (anche) alcuni documenti declassificati della CIA, secondo i quali la dittatura dei colonnelli in Grecia era stato messa in atto (o almeno favorita) dagli Stati Uniti nel tentativo di strumentalizzarli e rimuovere la Repubblica di Cipro, offrendola alla Turchia. Tale era stato anche l’intero significato del tentativo di colpo di stato contro il presidente Makarios di Cipro al 15 luglio 1974 da parte della Guardia Nazionale guidata da ufficiali greci vicini ai colonnelli, in modo da dare alla Turchia l’opportunità di intervenire e, allo stesso tempo, provocando il crollo della dittatura militare greca (che aveva così compiuta la sua missione …). Un’operazione in realtà marchiata Henry Kissinger, secondo le fonti ora disponibili. I Colonnelli greci hanno semplicemente svolto il ruolo di utili idioti, e il leggendario Segretario di Stato dovrebbe essere perseguito – per l’invasione di Cipro da parte della Turchia – per crimini contro l’umanità” .

Più di recente, e per quanto riguarda il precedente tentativo di “soluzione” al problema di Cipro si prese la stessa direzione … e si ricominciò da capo. Era il 2004, durante il periodo del … piano Annan (respinto con un referendum a Cipro). A questo proposito, Daniel Fried nel 2003 ha ammesso pubblicamente che il piano Annan per Cipro aveva l’obiettivo (tra gli altri) di fare di Cipro un ostaggio strategico di Ankara (oltre ai miliardi di dollari in gioco). In cambio, Ankara avrebbe permesso agli Stati Uniti di aprire un secondo fronte attraverso la Turchia per l’invasione americana dell’Iraq nel 2003. Ci fu anche questo ordine piuttosto cinico di Washington che inviò alla delegazione degli Stati Uniti in Svizzera nel 2004, letteralmente “sparare al sud” (Mihalis Ignatiou e Marios Evryviadis, 2014). Come niente …


Nicosia aeroporto fantasma dal 1974
Nicosia aeroporto fantasma dal 1974


Il piano attuale per 2016-2017 “per risolvere” il problema di Cipro (in realtà problema tra le potenze occidentali e talvolta oltre), è una riedizione riscaldata del piano Annan nel 2004, e … una reincarnazione meno eclatante delle aspirazioni in parte realizzate nel 1974 da Henry Kissinger. Detta soluzione è quella di creare un nuovo protettorato della Turchia (e delle potenze occidentali). Poi, e in tale prospettiva, la porta sarà aperta alla islamizzazione dell ‘isola, dopo la partenza degli abitanti (anche se in maggioranza) greco-ciprioti e turco-ciprioti, il tutto attraverso una teratogenesi [ndt:nascita malata] di un nuovo pseudo-stato.

Così è noto che la Turchia ha inviato un documento ufficiale al Consiglio europeo (UE) nel 2014, sostenendo che la Repubblica di Cipro è uno stato morente (sic), ed i governi degli altri paesi non hanno aria davvero di prendere posizione su questo documento (Eleni Theocharous, Atene il 22 e 23 gennaio 2017).

Questo nuovo … protettorato che sarebbe basato sul comunitarismo e governato da questo solo, in una forma di regime che ignora la maggioranza dei residenti (legali), senza esercito … tranne l’esercito di occupazione della Turchia (il cui esercito ha anche entrato in Siria e Iraq) e che non andrà via, questo ci dice l’esperienza. Tutto questo, e cioè l’insieme delle novità rispetto al 2004; è un colpo di stato da parte del Presidente Anastasiadis perché … anche Henry Kissinger può imparare dagli errori … migliorando.


Il Presidente Anastasiadis (stampa greca)
Il Presidente Anastasiadis (stampa greca)


Alcune fonti internazionali ritengono che la… nipote spirituale di Henry Kissinger, Victoria Nuland, molto attiva nel nuovo processo di Cipro, abbia minacciato direttamente il presidente Anastasiadis, potenzialmente “ricattabile” per certi affari del suo studio legale negli Stati Uniti.

Il golpe in corso è (in caso di successo) anche questo: il Presidente Anastasiadis chiederà alle Nazioni Unite di adottare una nuova risoluzione che approvi il piano attuale e annulli le sue precedenti decisioni (comprese quelle di condanna dell’occupazione militare turca di Cipro del Nord). Così, davanti al fatto compiuto, al momento del referendum … sarebbe tutto deciso, prima ancora che ci fosse. (Eleni Theocharous, Atene il 22 e 23 gennaio 2017). E il tutto con l’approvazione della cosiddetta Unione europea. Come già detto Jean-Claude Junker, “Non ci può essere scelta democratica contro i trattati europei.” A quanto pare nemmeno contro la geopolitica deii potenti.

Solo che il tempo stringe e la gente dovrebbe capire che questo processo consiste nell’uso strategico di una comunità minoritaria per dividere un popolo e distruggere anche uno stato (come la sovranità popolare), ciò è una minaccia velata verso altre persone, nazioni e membri della troppo vecchia UE.

Colpo di Stato permanente, ci torneremo (nella terza e ultima parte di questo lavoro) per il lettore attento e, si spera, consapevole del momento storico in cui viviamo.

Ora, molto poco di nuovo sulla Terra. “Sotto la noia dell’isola, delle piccole piogge sottili”, come scrisse a suo modo il poeta (Jules Laforgue), la geopolitica e altro ancora. I vecchi litigi!

I vecchi litigi! Atene 2017
I vecchi litigi! Atene 2017

 


 

 

Cipro baciata dalle onde – parte I

A Ginevra si sta svolgendo dall’inizio di gennaio il nuovo round di negoziati per la “sistemazione” delle controversie relative all’assetto dell’isola di Cipro. Panagiotis Grigoriou ha dedicato all’argomento tre successivi articoli, pubblicati in francese, come di consueto, sul suo blog www.greekcrisis.fr . Perché questi negoziati sono così importanti?

Ciò che è in gioco oggi a Cipro, non è che la vera anticipazione di ciò che accadrà a breve ed a medio termine, cioè l’uccisione (voluta dai globalizzatori) degli Stati e delle nazioni (sic), attraverso mezzi diversi dalla guerra convenzionale.”

Proponiamo di seguito i tre post, frutto di alcuni interventi pubblici avvenuti sul tema ad Atene; un riassunto ragionato dei principali temi è pubblicato su http://www.comedonchisciotte.org insieme alle altre traduzioni degli articoli di Panagiotis.

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Nuovi tempi sulla Terra. “Sotto la noia dell’isola, piccole piogge sottili”, come scrisse il poeta (Jules Laforgue) a suo modo, la geopolitica e altro ancora. Siamo entrati relativamente di recente in una nuova regione (e regionalizzazione) della storia del nostro mondo. Siamo impantanati nel fango della transizione, ma ormai è fatta! Abbastanza da vederci finalmente chiaro. Come dal Tempio di Poseidone a Capo Sounion, con chiarezza, una rara chiarezza forse.

Tempio di Poseidone ... pellegrini ciprioti. Capo Sounion, nel gennaio 2017
Antica mappa di Cipro

Jules Laforgue non c’è più, ma la sua poesia continua, come spiegato dall’analista e politologo Dimitris Konstantakopuoulos nei due dibattiti tenuti di recente ad Atene riguardanti Cipro (ma in realtà ciò che accade colpisce tutti i democratici in Europa e oltre), “ogni volta che si cambia fase storica, la saggezza (ci) seguirà dopo, come con la famosa civetta”.

“La riunificazione di Cipro è compromessa. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan si rifiuta di ritirare i suoi 30.000 soldati, sull’isola dal 1974″, ha scritto nel titolo, il giornalista del quotidiano” Le Monde” e corrispondente a Istanbul (14 gennaio 2017). Il titolo è in realtà infedele rispetto alla realtà, poiché non si tratta (purtroppo) di riunificazione, ma di un processo completamente diverso (ci tornerò in seguito) e in aggiunta, il numero di soldati turchi è molto impreciso, perché secondo le fonti citate nelle discussioni recentemente tenute ad Atene, restano solo 12.000 soldati, mentre gli altri sono stati trasferiti altrove, probabilmente in Siria (Eleni Theocharous deputata cipriota al parlamento europeo, 22 gen 2017).

Il lettore attento e consapevole del momento storico in cui viviamo, per esempio francese, potrebbe pensare che le notizie su Cipro lo dovrebbero riguardare meno che, per esempio, il caso di Penelope Fillon e il suo ruolo .. politico, al seguito del marito, apparentemente così remunerativo. Si sbaglia. Ciò che è in gioco oggi a Cipro, non è che la vera anticipazione di ciò che accadrà a breve ed a medio termine, cioè l’uccisione (voluta dai globalizzatori) degli Stati e delle nazioni (sic), attraverso mezzi diversi dalla guerra convenzionale.

Il Tempio di Poseidone. Capo Sounion, gennaio 2017
Il Tempio di Poseidone. Capo Sounion, gennaio 2017
Visitatori. Tempio di Poseidone. Capo Sounion, gennaio 2017
Visitatori. Tempio di Poseidone. Capo Sounion, gennaio 2017
Famagusta nel 1953. Cipro fotografia scattata da Yorgos Seferis
Famagusta nel 1953. Cipro fotografia scattata da Yorgos Seferis

Sotto il bel sole d’inverno, in visita al Tempio di Poseidone a Capo Sounion ho brevemente incontrato altre persone venute da Cipro in … pellegrinaggio. In questo stesso tempo, e nonostante il silenzio opprimente e, soprattutto, l’inazione, dei partiti politici ateniesi (di TUTTE le parti rappresentate al pseudo-parlamento di Atene), comportamenti a mio parere voluti, ho assistito a dei dibattiti, di informazione e di azione riguardanti Cipro (e in effetti l’Europa).

In questo articolo (in tre parti successive) del blog se ne riporta la sintesi.Tale è anche la richiesta fatta a me via e-mail e da molti amici di questo blog … difficile per il suo autore.

Come (mi) scrive per esempio il mio amico (e amico del blog) Jean-François “senza andare troppo lontano, in modo radicale, c’è sempre spazio per prendere in considerazione una possibile soluzione ai nostri mali. La pace negoziata a Ginevra è impossibile, non perché i ciprioti siano cattivi, stupidi o egoisti, ma perché il negoziato è fatto con la Turchia, la Grecia, l’Inghilterra, le Nazioni Unite. Se ciprioti potessero riacquistare il potere, troverebbero per loro conto soluzioni concrete (globali e locali, individuali e collettive) per sbloccare la situazione” Jean-François dice l’essenziale, e ha scritto sul suo blog, lettura molto utile.

Parliamo di Cipro, allora.
La popolazione dell’isola è (in gran maggioranza) di cultura e lingua greca, a seguito dell’insediamento degli Achei nel 1400 … prima di Cristo, isola della dea dell’amore, Afrodite, Venere per i romani. Essa nacque dalla schiuma del mare, secondo la tradizione, sulla costa denominata “Petra tou Romiou” (“la roccia del greco”), una serie di scogliere e rocce vicino alla città di Paphos. Si deve anzitutto sottolineare che la popolazione dell’isola, nel 1974, anno dell’invasione dell’esercito turco, era costituita per l’80% da greco-ciprioti (ortodossi), e per il 18% da turco-ciprioti (musulmani ), più altre comunità di armeni e maroniti (cristiani).

Famagosta città fantasma a partire dal 1974
Famagosta città fantasma a partire dal 1974
L'aeroporto fantasma di Nicosia. Foto di luglio 1974
L’aeroporto di Nicosia. Foto di luglio 1974
Nicosia aeroporto fantasma dopo il 1974
Nicosia aeroporto fantasma dopo il 1974

Cipro, l’isola preferita dal poeta Giorgos Seferis. “L’isola di Cipro, agli occhi del poeta si presenta come un luogo intermedio, sia nello spazio e nel tempo, favorevole alla scoperta e anche la rivelazione. Il poeta scopre un ‘mondo dove si parla greco, che è greco, ma che non dipende dallo Stato greco’ (novembre 1953 a Nicosia), come la Smirne la sua infanzia”

“Il poeta si meraviglia infatti della ricchezza del greco parlato a Cipro, dove ci sono ancora molte antiche parole che non sono più utilizzate nella Grecia Elladica (…) In questa isola, dalle identità secolari, l’ellenismo è, come l’Asia Minore nel 1920, oggetto di un gioco diplomatico molto insalubre in un contesto post-coloniale che si preannuncia fatale”(Stéphane Sawas, 2012).

E nel nostro tempo, sempre fatale e non solo per Cipro, durante il suo intervento nel dibattito organizzato ad Atene il 22 gennaio (2017), Solon Antartis uomo politicamente attivo a sinistra dopo aver rotto con il partito di pseudo-sinistra Akel, ha detto cose molto interessanti sulla comunità dei turco-ciprioti e sui rapporti con i connazionali ciprioti greci.

Dobbiamo in primo luogo ricordare che i turco-ciprioti sono stati islamizzati durante il lungo periodo del dominio Ottomano su Cipro (1571-1878), una situazione in qualche modo simile a quella dei musulmani bosniaci (slavi che avevano adottato l’Islam). Fino al 19° secolo, ci furono anche alcuni momenti storici in cui le due comunità si ribellarono insieme contro i ricchi signori locali che governavano l’isola per conto della Sublime Porta.

Dibattito su Cipro e la situazione attuale. Atene, 22 gennaio
Dibattito su Cipro e la situazione attuale. Atene, 22 gennaio
All'aeroporto fantasma di Nicosia.
All’aeroporto fantasma di Nicosia.

Nel 1804, la loro rivolta venne stata sedata dal corpo di spedizione ottomano dell’Anatolia, e così la Chiesa di Cipro fu costretta a firmare … un memorandum, che fece pagare a loro, sotto forma di debito, le spese stesse dell’occupazione. E l’ultima rivolta co-organizzata dai due comunità ha avuto luogo nel 1834, sotto il comando di un imam.

A partire … dall’annessione di Cipro da parte dell’Impero Britannico nel 1878, più di diecimila turco-ciprioti (musulmani a … media intesità) sono tornati di nuovo cristiani, conversione, però, bloccata a causa della politica sterile e francamente stupida di una parte del clero greco-ortodosso, al punto che la doppia pratica religiosa è rimasta frequente per gran parte di questa popolazione fino agli anni 1960

E’ a partire dal 1878, che la comunità turco-cipriota è stata usata come “minoranza strategica” da parte dei colonizzatori britannici, ai fini della divisione degli abitanti. Il risultato è noto, e un po’ la politica stupida e criminale da parte di alcuni leader tra greco-ciprioti già tra il 1900 e il 1920, non ha aiutato.

Solone Antartis, Atene, 22 gen 2017
Solone Antartis, Atene, 22 gen 2017
Dibattito su Cipro. Atene, 22 gennaio 2017
Dibattito su Cipro. Atene, 22 gennaio 2017

Dopo l’indipendenza del 1960, e in seguito agli accordi di Zurigo e di Londra del 1959, che chiudono la lotta anti-coloniale, il trattato di garanzia che la accompagna formalizza l’abbandono di tutte le rivendicazioni territoriali britanniche sull’isola (tranne … la grande base militare di Akrotiri). Il Regno Unito, la Turchia e la Grecia diventano garanti dell’equilibrio costituzionale della Repubblica di Cipro.

Nel 1974, l’invasione turca seguita al fallito colpo di stato dei colonnelli greci contro il governo dell’arcivescovo Makarios (golpe in realtà preparato da Henry Kissinger, allora potente Segretario di Stato a Washington, ne riparleremo) e la conseguente occupazione del 36,3% del territorio dell’isola, cambia radicalmente la demografia a Cipro.

Le due comunità (mischiate su tutto il territorio dell’isola) sono separate, e i turco-ciprioti sono “spinti” a raggiungere l’area occupata dall’esercito turco, la parte settentrionale (36,3% del territorio, in seguito auto-proclamata “Repubblica turca di Cipro del Nord” il 13 novembre 1983, riconosciuta solo dalla Turchia).

A partire dal 1974, possiamo distinguere due fenomeni nella nuova situazione demografica. Fino ai primi anni ‘80, la Turchia ha spostato nel territorio di Cipro del Nord, migliaia di coloni dall’Anatolia, a volte curdi. Poi, dopo l’avvento al potere di Recep Tayyip Erdogan, si nota a Cipro del Nord una rapida islamizzazione, al punto che oggi si può notare una forte influenza religiosa, anche salafita (Solone Antartis, Atene 22 gen 2017).

Nei pressi dell'aeroporto fantasma Nicosia. Zona delle Nazioni Unite
Nei pressi dell’aeroporto fantasma Nicosia. Zona delle Nazioni Unite
Davanti un caffè ad Alona, Cipro, 1954 (foto del poeta Yorgos Seferis)
Davanti un caffè ad Alona, Cipro, 1954 (foto del poeta Yorgos Seferis)

Secondo le statistiche del governo della Repubblica di Cipro (la sola riconosciuta dalle Nazioni Unite, la zona dei greco-ciprioti), sull’isola vivevano nel 2015, 700.000 greco-ciprioti e solo 92.000 turco-ciprioti. Il che significa l’8% della popolazione, e non il 18% come nel 1974. Quasi la metà degli sfortunati turco-ciprioti hanno scelto di emigrare, soprattutto dopo l’ingresso di Cipro nell’UE (poiché anche loro hanno ottenuto un passaporto della Repubblica di Cipro), e spesso sono considerati “cattivi turchi” o “bastardi dei greci”, ad esempio sui social media.

Quello che viene poi presentato come “piano di riconciliazione”, soprattutto da parte del funesto Presidente Anastasiadis (della … Repubblica di Cipro), prevede l’insediamento di 210.000 turco-ciprioti (la proporzione di 1 ogni 4 secondo i testi, ma la popolazione dei greco-ciprioti non è di 840.000 persone, ma di 700.000), ignorando che il numero di veri turco-ciprioti non supera le 100.000 persone, e legalizzando di fatto la colonizzazione e, detto fuori dai denti, l’invasione del 1974.

Inutile dire che i turco-ciprioti sono diventati una minoranza prima controllata e poi sottomessa, nella parte settentrionale dell’isola, dove la popolazione complessiva è stimata in oltre 500.000 persone (è previsto che vi rimanga l’intera popolazione, anche dopo la “soluzione”), e, come noto, nessun censimento ha mai avuto luogo nella parte settentrionale dell’isola!

1950 Cipro e Yorgos Seferis
1950 Cipro e Yorgos Seferis

E’ questo che i partiti politici (di maggioranza) della Repubblica di Cipro … hanno offerto i connazionali turco-ciprioti al regime di Recep Tayyip Erdogan … in caso di “soluzione”. D’altra parte, la pseudo-sinistra di Cipro (AKEL) … calunnia gli altri a sinistra, rifiutando possibili accordi, trattando gli altri da fascisti … fobici, metodi ormai vecchi. Per quanto riguarda questi ultimi, come Solone Antartis, l’unica vera soluzione è quella di una maggiore democrazia.

O, più precisamente, di una vera democrazia, garantendo i diritti di tutti i ciprioti (greci e turchi indigeni), lontano da alchimie comunitariste, superando, infine, la Costituzione ereditata dal 1960, per realizzare una costituente con una base popolare. Ovviamente senza la presenza dell’esercito di occupazione turca, e senza potenze straniere che si presentano come garanti (Grecia, Turchia, Gran Bretagna).

Cipro colonia. Altri tempi?
Cipro colonia. Altri tempi?

Solon Antartis ha anche evocato il ritorno dei turco-ciprioti che lasciarono l’isola, difficile, ha aggiunto, ma la giustizia a volte appare come utopica e più difficile da portare tra gli uomini rispetto alla divisione e all’odio.

Come la vista dal Tempio di Poseidone a Capo Sounion, la chiarezza, insolita forse per il Mediterraneo, che ha visto … soprattutto ingiustizie. “Cipro baciato dalle onde”, secondo la poesia di Yorgos Seferis, o comunque parafrasando un po ‘, “Guardate, i gatti di Cipro brillano sotto il sole!”
(Fine prima parte).

 

Gatto di Cipro (Nicosia). Fonte: internet greca
Gatto di Cipro (Nicosia). Fonte: internet greca

Goofy5 – frasario essenziale

Bene, è passato anche questo Goofy. La solita oasi di intelligenza, umanità, ironia, centinaia di persone che dedicano tutto un weekend a parlare di economia, politica, Italia, mondo, Unione Europea, quasi tutti reduci da vessazioni private, in microcosmi dove questi argomenti sono tabù, perché ignoti o perché si vive circondati da alfieri della piddinità, tramortiti dalla più formidabile fabbrica di distrazione di massa mai realizzata. “E’ durissima”, ha detto Claudio Borghi, riferendosi a questa quotidiana corsa col vento contrario, ed “é durissima” risuonava tra i vari tavoli, a cena.

Il pubblico di Goofy5 e il sacrosanto tweet di Angelini
Il pubblico di Goofy5 e il sacrosanto tweet di Angelini

Altri faranno le analisi, a me il compito, anche quest’anno, di riassumere le cose migliori in un FRASARIO ESSENZIALE. Bagnai temeva un’edizione noiosa, non lo è stata, per niente. Buona lettura.

László Andor (ex commissario UE)

  • C’é vita su Marte: “C’è un filone che dice che eurozona funzionerebbe,è solo una questione di cattive decisioni.”
  • Le colpe dei padri etc “Non vi piace l’UE? Perché ci siete entrati? La firma l’ha messa un vostro politico di primo piano, Andreotti”;
  • Coerenza. “Prodi disse che le regole erano stupide, ma ha fatto tutti gli sforzi per applicarle

Kelly Greenhill

  • Under Pressure. “La migrazione è uno strumento non convenzionale per fare pressione sugli stati, servono a indurre qualcuno a fare qualcosa che, altrimenti, non farebbe. Nel 1979 Deng Xiao Ping disse a Carter:’quanti cinesi vuoi? Un milione, dieci milioni o trenta?’ Lui rispose ‘nessuno’ ‘bene, e allora aiutaci’”.
  • Funziona! “dagli anni ‘50 ad oggi ci sono stati circa 75-85 casi, nel 75% dei casi i paesi che portavano l’attacco hanno ottenuto quello che volevano
  • Gli scemi del villaggio: “Le democrazie liberali sono il target ideale.”
  • Tra il dire e il fare… “Trump ha detto molte cose. Ora gli conviene mostrare il volto presentabile. Bush aveva detto che non avrebbe fatto interventi di guerra…
  • Magari! “Se l’Italia volesse uscire (dell’euro), non ci sarebbe supporto attivo, ma forse solo indifferenza”

Luciano Barra Caracciolo

  • Maestra, ha copiato! “Roepke ha gli stessi capitoli del trattato di Maastricht… cosa c’è da emendare in questo edificio?
  • Più globalizzazione per tutti.”L’emigrazione è l’equalizzatore dell’ingiustizia mondiale, metto tutto al livello più basso… nascere nel Ghana o nascere a Milano sarà uguale…

Heikki Patomäki

  • Esagerati. “in Finlandia, lo spirito è stato quello di fare le riforme e anche di più, se ci chiedono di essere cattolici, noi diventiamo più cattolici del Papa, anche se siamo ortodossi”
  • Il mondo alla rovescia. “Oggi politicamente la Finlandia non è più un paese del Nord Europa: è un paese del Sud”
  • Effettivamente… “ non mi è chiaro (rivolto ad Hampl) qual’è il vantaggio nel lungo termine dell’indipendenza della banca centrale. E poi se i politici non sono in grado di fare una politica monetaria, perché dovrebbero essere in grado di fare una politica fiscale?

Kamil Kaminski

  • Precisazioni-1. “Non si tratta di essere contro l’Euro, ma contro la cattiva economia”

Cesare Pozzi

  • Tautologie. “con salari di sussistenza ci sono solo mercati di sussistenza”

Mojmir Hampl

  • Eroi. “vedere così tanta gente attenta alla domenica mattina, a seguire dibattiti su questi temi è stupefacente (…) c’è gente ai massimi livelli che non riesce a seguire presentazioni nemmeno per lavoro, nemmeno se è pagata…
  • Cechi, non scemi-1.”Noi in Repubblica Ceca abbiamo il più alto tasso di contrarietà alla UE, il 70%
  • Cechi, non scemi-2. “Il migliore argomento contro l’introduzione dell’euro é stato che “i ricchi possono cambiare il loro denaro, ma tu non puoi farlo, quindi tienitelo
  • Parole sante.”quando il mainstream dice che una cosa è indiscutibile e piena di vantaggi, quello è il momento di avere più dubbi
  • Asimmetria. Un politico alla BCE? ”la deflazione non é la stessa cosa dell’inflazione ma di segno opposto, i banchieri la pensano così, mentre i politici lo sanno

Gyula Pleschinger

  • Sliding doors.”Noi (ungheresi) dobbiamo essere grati di non aver soddisfatto i parametri di Maastricht, e di essere rimasti fuori, perché nel 2004 eravamo entusiasti di poter entrare e i media spingevano. Non li abbiamo raggiunti  ed é stato meglio così. Se fossimo entrati nell’euro non avremmo avuto scelta sulla ricetta da seguire ed oggi saremmo nello stato della Grecia.

Roger Bootle

  • La vera ragione. “tutti dicevano che dopo la brexit tutte le banche sarebbero emigrate da Londra a Francoforte… ma l’avete vista Francoforte?
  • L’autostima conta. “Perché non entrammo fin dall’inizio nell’unione? Noi non eravamo stati invasi o battuti da nessuno, non avevamo perso una guerra, non avevamo bisogno di riformare alcunché.
  • Precisazioni-2. “Dopo l’ingresso, nel 1975 gli inglesi fecero un referendum e votarono di stare nel “mercato comune” non nell’Unione Europea.
  • Errare è umano etc.-1 “Quando ci fu lo SME (il sistema europeo a cambi semi-fissi, antenato dell’euro) UK ebbe una cattiva esperienza, come l’Italia, con la speculazione che attaccò la sterlina. (…), ci fu un disastro completo, poi ci fu la svalutazione, e le cose andarono meglio, poi molto meglio, poi molto molto meglio. Quindi, perché rientrare se stando dentro ad un qualcosa di solo simile c’erano stati così tanti problemi?
  • Quel dilettante di Von Masoch. “l’euro è Il più grande danno autoinflitto della storia economica.
  • Grandeur un par de palle.. “l’euro è arrivato per una catastrofica ignoranza dell’economia da parte dei politici, francesi in primo luogo. (…) I francesi non hanno capito niente, pensavano che avrebbero limitato i tedeschi.
  • Sevedeva. “Sono stato in Russia e ho parlato con molte persone. Ho chiesto: ‘quando le cose hanno cominciato ad andare male in URSS?’ Uno mi ha detto: ‘nel 1917’. Per la UE direi la stessa cosa, le cose hanno cominciato ad andare male nel 1957
  • Oggi c’è la Ciiiina. “la Brexit ha altre origini, non viene dal rifiuto della globalizzazione, non sono stati i perdenti a votare, sono io un perdente? Ho parlato con grandi imprenditori per il Brexit… sono dei perdenti?
  • C’è tutto un mondo intorno. “Restare nel mercato comune non è così importante, il mondo è pieno di paesi che stanno benissimo senza stare in nessun mercato comune. E poi, se in un mercato comune si sta così bene, perché Italia e Grecia stando nel mercato unico sono passate da stare così bene a stare così male?”
  • Saggezza. “Se JP Morgan mi dice che dovrei fare qualcosa io farei il contrario
  • Migrazioni. “Il più grande errore della UE è stato quello di estendersi ad est. Fino ad allora non c’erano problemi legati alla libertà di circolazione e i movimenti delle persone erano OK, ma quando sono entrati gli stati dell’Est, c’è stato un problema, perché non era uno scambio, ma un’invasione, era monodirezionale
  • Suffragio universale. “un disoccupato ha diritto di votare contro il governo che lo lascia in povertà , anche se non ha una laurea

Antoni Soy

  • De coccio…”la Catalogna cercherà di fare un referendum, se possibile d’accordo con la Spagna, ma lo faranno anche senza

Alberto Bagnai

  • Non sai cosa ti perdi… “in questo convegno abbiamo rinunciato ai politici italiani perchè sono inutili
  • Cala, Trinchetto… “Il Manifesto dice che, in caso di uscita dall’Euro, avremmo meno 40% di PIL per il primo anno e tre anni successivi a meno 15%.. cioè, in totale, meno 85% del PIL in quattro anni! Tre guerre mondiali messe insieme. Va bene la libertà di opinione, ma c’è un limite a tutto.
  • Adesso è diverso (cit. Feld). “I NPL (Non Performing Loans, cioè le sofferenze) delle banche italiane derivano dal fatto che le ns banche hanno fatto le banche. (…) Le banche tedesche sono state salvate con 260 miliardi, ma poi le regole sono state cambiate e da lì in poi, siccome tocca a noi, lo stato non interviene più. It’s not about risk sharing, but about risk shifting.
  • Hai detto niente-1.“Oggi abbiamo le regole, ma sono basate su variabili NON misurabili… l’output gap non lo è
  • Eau de Calicut. ”quando ho presentato il paper alla peer review mi hanno detto ‘Il paper è buono, ma devi includere anche qualche paper che parla bene dell’euro…’ ma come? Siamo nel 2016, stiamo facendo l’autopsia di un cadavere, come faccio a dirti che profuma?
  • Keynes forever. “lo stato é uno strumento di difesa dei più deboli. dobbiamo ricostruire un rapporto tra i singoli per riprenderci quel keynesismo che sta nella Costituzione italiana”.

Mr.Grainville

  • Lapidari. “Ho passato molto tempo in Russia. Loro si chiedono sempre due cose: ‘chi é il colpevole?’ E ‘che fare?’ La prima risposta è facile: il colpevole è la classe dirigente francese, cioé Mitterrand… lo é meno la seconda.
  • Errare è umano etc-2.”Sugli USA Churchill disse ‘fanno sempre la cosa giusta, dopo avere tentato tutte le altre’.

Stefan Kawalec

  • Paradossi. “la Germania costruirebbe di più il vero spirito europeo uscendo dall’Eurozona
  • Incontentabili. “Il Manifesto di Solidarietà Europea, quando uscì, era considerato un’eresia, ma oggi dicono “entrarci (nell’euro) è stato un errore ma adesso è tardi per uscire”.

Claudio Borghi.

  • Il dito medio di Galileo “oggi noi stiamo ancora convincendo il pubblico, giorno per giorno, spiegando cose ovvie, banalità, che la terra è rotonda.
  • Meteorite? “ogni mossa sarà interpretata dalla nostra stupida leadership… il dollaro sale? Diranno che siamo non abbastanza competitivi. Dovrà succedere in modo chiaro, inequivocabile . (…) Io spero in una sudden death.

Marcello Foa

  • Facciamocome (cit. IlPedante). “perché la Svizzera va bene? perché c’è un patto sociale tra le varie componenti. (…) Non c’è nessun capitalista in Svizzera che pensa che il benessere diffuso sia un male.
  • You’ll never walk alone. “Perfino Keynes aveva paura di essere isolato dicendo tutto quello che pensava. Non c’é il coraggio di osare l’impensabile.
  • La fine è nota.“oggi i figli dei piccoli imprenditori non possono né continuare l’azienda dei padri, perché l’azienda non c’è più, e non trovano lavoro come dipendenti. Le somiglianze con la borghesia pre 1789 sono enormi

Giorgio Cremaschi

  • Libero mercato. “il capitalismo ha dato il meglio di sé quando avuto un concorrente, che poteva batterlo.
  • Orgoglio e pregiudizio. “l’unica vera cosa per cui sarebbe stato giusto dirsi orgogliosi di essere europei era lo stato sociale, cioè esattamente quello che ci vogliono far distruggere.
  • Mi dispiace, devo andare…”Non ci sarà un’uscita concordata, perché, anche se loro non vogliono, ce ne dobbiamo andare lo stesso
  • Se non lo capisci con le buone..”negli anni ‘70 il governatore di Bankitalia, Baffi, faceva politiche accomodanti e favoriva il welfare… fu arrestato da un giudice per accuse che poi si rivelarono infondate”

Sergio Cesaratto

  • Biforcazioni. “Mitterrand disse che in economia ci sono due strade: o sei Leninista o non cambierai nulla”
  • Ottobre del ’17 (duemila?) “Quando milioni di risparmiatori vedranno sfumare i risparmi assalteranno il palazzo”
  • Speriamo di no. “L’euro entrerà in crisi, ma la crisi politica potrebbe perfino portarci la Troika.”
  • Speriamo di si. “Quando i risparmiatori staranno in piazza, metteremo Bagnai su un furgone e lo doteremo di un megafono… “
  • Hai detto niente-2 “Quando gli operai chiesero più salari e più welfare, ci fu la strategia della tensione, seguita poi dallo SME e dall’euro”

E citerei per intero tutto, ma proprio tutto, il video di Blyth mostrato in apertura del convegno

All’anno prossimo. E grazie.

I video completo del convegno QUI

TTIP: la dirittura d’arrivo.

Mauro Poggi

Le trattative per il TTIP, l’accordo di partenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti fortemente voluto da Obama, stanno ormai per concludersi. Gli obiettivi dichiarati sono lodevoli: promuovere gli scambi e gli investimenti tra i paesi aderenti, per stimolare l’innovazione, la crescita economica e lo sviluppo, e per sostenere la creazione e il mantenimento di posti di lavoro. Esattamente gli stessi perseguiti dal trattato omologo dell’altro oceano, il TPP, chiuso nell’ottobre del 2015 dopo dieci anni di negoziati, e ora all’esame dei parlamenti dei singoli stati per la ratifica.

Il TTIP è in fase negoziale da soli tre anni. Negli anni ’90 c’era già stato un tentativo di introdurre fra i paesi OCSE delle deregolamentazioni che limitassero la sovranità degli stati a vantaggio degli investitori (MAI, Multilateral Agreement on Investment), ma era abortito nel 1998 a causa delle forti resistenza dell’opinione pubblica, sensibilizzata grazie a Internet – di cui…

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Ciao Italy4dummies – Così Va il Mondo

Era l’estate del 2010 quando al tavolo di lavoro del meetup di Milano dedicato all’informatica, un immaginifico grillino propose che tutti gli attivisti del tavolo creassero ciascuno un blog, di qualunque tipo, ma possibilmente diffondendo le idee e le iniziative attraverso un ashtag che non usava nessun altro, #behchenepensi. I blog del behchenepensi avrebbero diffuso idee, lanciato stimoli, creato conoscenza, per poi convogliare lettori verso il tanto atteso (già allora) portale dove sarebbero avvenute le discussioni e si sarebbero tenute le votazioni online. Sarebbe stata la realizzazione della tanto decantata democrazia dal basso. A dicembre 2010 i blog erano attivi e il beta del portale era pronto: mandammo alla mailing list del meetup l’invito a registrarsi per cominciare a provarlo; due giorni dopo, la futura deputata Paola Carinelli – che teneva i contatti con il cosiddetto “staff” – ci portò con un certo imbarazzo il messaggio di Casaleggio che ci intimava di consegnargli le credenziali di accesso al sito. Nessuno poteva permettersi di gestire elenchi di attivisti al di fuori di lui, questo era il messaggio, e poi la piattaforma ufficiale nazionale la stava creando lui e sarebbe stata rilasciata da lì a poco, ci mandò a dire. Sarebbe ingeneroso far notare che il primo sito di voto on line del movimento 5 stelle vide la luce solo quattro anni dopo, e il portale partecipativo si chiamerà Rousseau e sta per essere rilasciato adesso (!) ma questa è un’altra storia. Torniamo ai blog. Ciascuno ci fece una pensata, così nacquero una dozzina di blog (il sito guida è ancora visibile, i post che fanno da guida sono scritti da un altro odierno deputato m5s, Enzo Caso). La Carinelli si buttò sul lirico io ripresi in mano un vecchio lavoro.

Avevo lì un modello concettuale, che avevo elaborato tre anni prima e che avevo tradotto in un saggio, che descriveva in quattro passaggi logici il funzionamento dei meccanismi di base dell’Italia. Scrissi l’ultima parola del saggio tre giorni prima del crac Lehman: il precipitare degli eventi non invalidò affatto il modello, ma rese obsoleti molti degli esempi e delle situazioni. Sarebbe stato da riscrivere, ma nell’estate del 2010, a distanza di due anni dai fatti, il saggio era ancora lì e il nuovo blog da aprire mi dava l’opportunità di portarlo fuori, trasformandolo in qualcosa di vivo e così feci: il nome venne dall’analogia tra la spiegazione semplice che davo io del “fenomeno Italia”  e le spiegazioni altrettanto semplici dei software informatici, che dagli anni ’90 in poi avevano fatto fiorire una serie di manuali ultra-snelli definiti “for dummies”. I passaggi logici del mio modello erano 4 ed ecco il blog bell’e pronto: ITALY4DUMMIES. Misi on line il modello, lo spiegai e cominciai a metterlo alla prova, misurandolo con i fatti che via via accadevano, in Italia e, coerentemente con l’origine “locale” dell’idea, a Milano. E funzionava, eccome, quindi proseguii, anche quando il behchenepensi svanì dall’orizzonte visivo del meetup prima e del nascente M5S poi ed io, sull’onda lunga dell’intervento Casaleggiano e del crescente impegno che il movimento richiedeva, mi trasformai pian piano da attivista a fiancheggiatore. Credo che I4D fosse l’unico blog ancora attivo di quella sporca dozzina del behchenepensi.

logoi4d

Ed eccoci ad oggi. Cinque anni, 144 post, oltre 18 mila letture, un ebook sull’uscita dall’Euro con circa 1500 download. E’ poco? Certo che sì, se confrontato con i blog più influenti del panorama, ma io so che mi sono divertito a scriverlo e che, col poco tempo che ci posso dedicare, molto di più non potevo fare; a livello personale ormai ho deciso: scrivere di questi temi, divulgare, informarmi e informare sarà la mia forma di volontariato sociale, il mio tentativo di contribuire a cambiare il mondo. Il modello logico ufficialmente è ancora senza nome, ma alla luce di questi anni resta valido, anzi oggi so che quel modello non è affatto il modello tipico dell’Italia, ma descrive ogni organismo socio economico che presenti un certo grado di complessità. Si applica ovunque ci siano delle risorse da produrre/distribuire e vi sia un numero sufficiente di persone che concorrono al suo funzionamento, quindi vale per le nazioni, ma anche per le imprese, sia grandi che medie, vale perfino per i sottoinsiemi come le divisioni, le aree aziendali, purchè sufficientemente popolosi e ricchi. E’ un modello universale, quindi potrei smettere di identificarlo con l’Italia e chiamarlo Modello RiNCo – per riassumere i quattro elementi fondanti, cioè RIsorse, Nocciolo e COnnivenze / COnsenso. E richiama il Rincoglionimento necessario perchè funzioni, cioè perchè i più continuino ad eleggere gli stessi personaggi ogni volta. Ma veniamo ad oggi.

La realtà è più complessa di così. Oggi posso dire che, mentre il modello di funzionamento delle cose, fino a un certo livello, è conforme al RiNCo, se non ci si accontenta e si vuole capire non soltanto il COME, ma anche il PERCHE’, bisogna salire – metaforicamente – sull’albero e guardare le cose da più lontano. Gli avvenimenti succedutisi dal 2011 in poi hanno chiarito (a tutti, ma a noi italiani più che agli altri popoli) che ciò che determina i grandi movimenti delle società nazionali è qualcosa che agisce a livello SOVRANAZIONALE. I tre-governi-tre che, senza alcun mandato popolare, hanno governato l’Italia da quel momento in poi sono la prova più lampante che il modello RiNCo è solo un mezzo con cui i veri decisori attuano nei singoli sistemi ciò che hanno stabilito per noi. Ed è per questo che da qualche tempo ho preso a dedicarmi al mondo, perché per le super-caste che decidono, l’arena è il mondo, non l’Italia, o la Francia, o l’Unione Europea.

Gli indizi sono tanti ed è venuto il momento di studiarli. Basta con ITALY4DUMMIES, con quell’aggettivo “dummies” vagamente dispregiativo per chi mi leggeva (in fondo, i dummies dei libricini informatici erano gli utenti più duri di comprendonio, tonti). Ora parliamo del mondo.

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Ed eccolo qui, il nuovo blog

http:\cosivailmondo.wordpress.it

Tema più semplice (il neroarancio di I4D era piuttosto impegnativo …) e tematiche affrontate a livello globale. Parlerò ancora di singoli paesi, ma il modello che sto cercando di descrivere è quello che sta dietro a tutti i modelli RiNCo nazionali o sovranazionali. Vorrei arrivare a creare un poster, di cosìvailmondo, dove c’è tutto, ma proprio tutto quello che serve sapere per capire che sta succedendo. Non sarà facile, ma ci proverò.

Sarà un blog complottista? Se complottismo è pensare che dietro gli avvenimenti che spostano la storia non ci sia solo il caso, ma delle volontà di gruppi, strutturate e concludenti, allora  cosivailmondo è un nuovo blog complottista. 

BB-orwell84Mi sono dato una regola, in questi anni: per ogni riga che scrivo, devo averne lette almeno mille; ebbene, dalle righe che ho letto è emersa, ai miei occhi chiarissima, l’intuizione che il Grande Fratello esiste, ma tiene famiglia. Ed eccoci al motto del blog: non credo che esista UN Grande Fratello che sta ordendo un grande complotto mondiale, ma credo esistano diversi soggetti (i fratelli della famiglia) che ci  provano, a volte accordandosi, a volte scontrandosi, dando luogo a eventi contrastanti, di difficile interpretazione (se non si ha la chiave). E il termine “fratello” richiama anche altro, ma tempo al tempo.

La partita è in corso, il risultato è leggibile, sul tabellone, ed è espresso dalla wage share, cioè dalla quota di ricchezza che va in tasca a quelli che l’hanno prodotta. Io sto coi buoni, ovviamente, e al momento non siamo messi bene, la wage share è in calo inesorabile da quarant’anni circa, ma non si sa mai. Cosivailmondo può sembrare un nome fatalista, rassegnato, ma nel mio blog, quella è una frase affermativa: non esprime una constatazione, ma un dato di fatto. Cosivailmondo, dalle mie parti, vuol dire IL MONDO VA COSÌ.

Capire e il primo passò per cambiare. Altro che rassegnato.

Un benvenuto a chi vorrà seguirmi nel trasloco. A chi mi ha seguito finora un grazie. Spero di essere servito a qualcosa.